FESI: anche per il 2016 la solita confusione. Per la Guardia Costiera solo una mancia

guardia-costiera-mezzi1Roma, 25 mag – F.E.S.I. (Fondo Efficienza Servizi Istituzionali); con questo pomposo acronimo il legislatore ha voluto “premiare” (con una somma tutto sommato modesta) “il raggiungimento di qualificati obiettivi ed a promuovere reali e significativi miglioramenti dell’efficienza dei servizi istituzionali”. In pratica un premio di produzione.

Con quali criteri? Fin dal 1999 (anno della promulgazione del D.P.R 254), per quanto concerne la Difesa si è sempre assistito a polemiche di varia natura, perlopiù legate ad una sostanziale differenza di attribuzione delle somme che a tutto vantaggio dei militari impiegati presso le strutture di vertice (+40%) rispetto agli “operativi”. Inoltre, essendo le risorse allocate per tale finalità provenienti «dal C.F.G. e C.F.I. (Compenso Forfettario di Guardia e di Impiego) – come ci spiega il maresciallo Ciavarelli del Cocer Marina – mal si adattano alla sua attività che viene forfettizzata».

Tale Fondo inoltre, destinato anche agli operatori del comparto Sicurezza, mette in risalto la sostanziale differenza di trattamento economico tra diversi enti che operano nel medesimo teatro operativo. Ad esempio: «se due motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera pattugliano la costa di notte – sottolinea Ciavarelli – , la prima percepisce i compensi per servizi esterni e notturni (rispettivamente 6 e 13 euro l’ora) oltre gli straordinari, mentre la seconda viene retribuita con nemmeno 3 euro l’ora (all inclusive)».

A complicare il quadro già abbastanza incasinato di suo, quest’anno viene fuori il malcontento della Guardia Costiera, destinatario di una somma nettamente inferiore rispetto ai colleghi delle Forze Armate, anche se di fatto si tratta di un corpo specialistico della Marina Militare.

Per capire quello che accade bisogna fare una piccola premessa.

Il “Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera”, svolge anche compiti relativi agli usi civili del mare, ed è inquadrato funzionalmente ed organizzativamente nell’ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. inoltre, opera in regime di dipendenza funzionale dai diversi Dicasteri, tra i quali il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che si avvalgono della sua organizzazione e delle sue competenze specialistiche.

Fatta questa necessaria premessa, giova ricordare che negli anni passati veniva operata una sorta di “compensazione” a livello ministeriale per allineare gli emolumenti del F.E.S.I. tra tutte le componenti delle Forze Armate,Guardia Costiera compresa. Dal 1° gennaio 2016 però, le Forze Armate e la Guardia di Finanza entrano nel sistema NoiPA, che si occupa di gestire a livello centrale i dati di tutti i dipendenti pubblici dal punto di vista economico e, quindi, la compensazione poc’anzi richiamata non è più possibile a meno di una specifica determinazione legislativa.

E qui casca l’asino.

Durante le concertazioni degli anni precedenti veniva deciso l’ammontare procapite per ciascun militare della quota del F.E.S.I., che moltiplicato per il numero dei militari delle Forze Armate determinava il budget complessivo da erogare. Adesso però, come tutti sanno, gli organici delle Forze Armate sono drasticamente diminuiti ma, tuttavia, il budget complessivo erogato per il Fondo è rimasto il medesimo, con la conseguenza che nel 2016 ai militari di Esercito, Marina ed Aeronautica spetterà una quota procapite maggiorata.

La Guardia Costiera però non ha subito alcuna diminuzione di organico e, quindi, ai militari del Corpo tocca una somma nettamente inferiore rispetto ai colleghi delle Forze Armate.

«Morale della favola – continua Ciavarelli -, dopo trattative “decise e ferme” il Cocer Comparto Difesa ha deliberato che ogni militare di Esercito, Marina ed Aeronautica si priverà quest’anno di circa 7-8 euro per equiparare i conti con il personale della Guardia Costiera. I militari delle Forze Armate Armate però avranno subito (luglio o agosto) il F.E.S.I. per intero mentre il personale della Guardia Costiera riceveranno la seconda tranche così determinata prevedibilmente tra dicembre e gennaio, quando verrà promulgata la legge di bilancio.

Tutto chiaro alla Difesa? Neanche per sogno. Da una fonte qualificata GrNet.it viene a conoscenza di una pdf bozza del “Decreto Ministeriale sul Fondo Efficienza per i Servizi Istituzionali – Anno 2015” dove all’articolo 4 comma 2 si legge: “I compensi di cui al comma precedente saranno incrementati fino alla concorrenza delle misure riconosciute al personale delle Forze Armate, in ragione di ulteriori integrazioni delle risorse finanziarie di bilancio attestate presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti“.

Dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti? Ma come? Durante le trattative tra Cocer Comparto Difesa e Stato maggiore non si era deciso che per appianare la differenza tra F.E.S.I. erogato alle Forze Armate e alla Guardia Costiera i fondi sarebbero arrivati dal Ministero della Difesa (i 7-8 euro in meno per ogni militare)?

La trama si infittisce e, come al solito, i militari della Guardia Costiera dovranno sperare che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti allochi apposite risorse aggiuntive. «A queste condizioni – conclude Ciavarelli – le rappresentanze della Guardia Costiera chiedono di concertare le proprie risorse autonomamente con il proprio Ministro».

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