Ferragosto: festa “operativa” per 8.300 militari italiani

militari-afghanistan12Contingenti in attività in 27 paesi. Roma, 14 ago – Sarà un Ferragosto di lavoro per gli 8.369 militari italiani attualmente impegnati in operazioni all’estero in 27 Paesi nel mondo. Dall’Iraq all’Afghanistan, dai Balcani al Libano, dal Darfur all’Uganda, le attività continueranno come tutti i giorni e ci sarà poco spazio per il tradizionale riposo del giorno più festivo dell’estate. ”Non ci saranno celebrazioni di sorta, si continua come sempre. Si può dire che da queste parti è sempre… lunedì”, dice all’Adnkronos il colonnello Enrico Mattina portavoce della missione Ntm-I (Nato Training Mission – Iraq), che a Baghdad ha assicurato l’addestramento e la formazione professionale delle forze armate e di sicurezza irachene. Un ufficiale italiano, il Generale di Divisione Giovanni Armentani, ha l’incarico di “Deputy Commander” della missione. ”Finita la fase dei corsi di base, si è passati a forme di assistenza e mentoring più specifiche in tutti gli aspetti della sicurezza”, aggiunge il colonnello Mattina. Attualmente operano a Baghdad 67 militari italiani, in prevalenza carabinieri. Il contingente italiano è destinato a ridursi nei prossimi mesi.

In Afghanistan 4.200 militari tra Herat e Kabul

I contingenti più numerosi sono attualmente in attività in Afghanistan (4.200 militari italiani) e in Libano (1.549). Per quanto riguarda i militari della missione Isaf in Afghanistan, personale delle quattro forze armate è presente nelle aree di Kabul e di Herat. I militari italiani sono in attività nell’area di Kabul prevalentemente con incarichi di staff presso il quartier generale di Isaf. Il contingente di stanza a Herat è dal 4 aprile scorso al comando del Generale di Brigata Carmine Masiello, comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Il Regional Command West (RC-W), la zona sotto la responsabilità italiana, è un’ampia regione dell’Afghanistan occidentale, grande quanto il Nord Italia, che si estende sulle quattro province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah. La componente principale delle forze è costituita dal personale proveniente dalla Brigata paracadutisti “Folgore” dell’Esercito; è presente inoltre un significativo contributo di uomini e mezzi della Marina Militare, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

In Libano continua l’operazione “Leonte”

operazione-leonteQuanto alla missione Unifil in Libano, l’Italia partecipa con la cosiddetta “operazione Leonte” in una vasta area a sud del fiume Litani. Il Generale di Brigata dell’Esercito Gualtiero Mario De Cicco è al Comando del Settore Ovest di Unifil e del Contingente nazionale (National Contingent Command – NCC Shama) basato sulla Brigata Meccanizzata “Aosta” che costituisce la Joint Task Force italiana in Libano. Alle sue dipendenze operano due Battle Group di manovra, un gruppo di supporto di aderenza che garantisce il sostegno logistico al contingente, unità specialistiche, assetti dell’aviazione dell’Esercito ed una componente di Polizia Militare dell’Arma dei Carabinieri. Il comando del contingente è stanziato nella base “Millevoi” presso Shama (sede anche del Comando del Settore Ovest di Unifil), mentre le unità di manovra e i supporti sono suddivisi tra le basi di Ma’ Araka, Al Mansuri, Zibqin, Bayyadah, Hariss e Shama. Nell’ambito del Contingente nazionale operano unità del Brunei, Francia, Ghana, Corea del Sud, Slovenia e Malesia. Una componente dell’Aviazione dell’Esercito (Task Force “Italair”), costituita da elicotteri AB-212, con compiti d’evacuazione sanitaria, ricognizione, ricerca e soccorso e collegamento, ha base a Naqoura, alle dipendenze del Comandante di Unifil.

L’impegno nei balcani, Unified Protector in Libia, operazioni antipirateria al largo del corno d’Africa

Unified-ProtectorContingenti meno numerosi ma significativi sotto il profilo numerico operano nei Balcani tra Kosovo, Macedonia, Albania e Bosnia (poco meno di 600 militari complessivamente, la gran parte in Kosovo). Sono piu’ di mille, invece, i militari impegnati nell’operazione Unified Protector in Libia e di stanza nelle basi italiane di Trapani, da dove decollano i “caccia” della coalizione Nato e di Amendola (Foggia), da dove vengono guidati i velivoli senza pilota Predator. Di rilievo anche le operazioni anti-pirateria svolte al largo del Corno d’Africa, che coinvolgono al momento circa 230 militari italiani. Altre missioni internazionali, con dispositivi molto meno numerosi, sono attive in Marocco, a Cipro, nella Repubblica del Congo, al confine tra India e Pakistan, nel Darfur, a Malta, in Georgia, in Uganda, in Israele, in Egitto. (Adnkronos)

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