Disastro ambientale e sanitario a Taranto: alta l’attenzione degli Stati maggiori militari

ilvaRoma, 19 dic – (di Antonello Ciavarelli – delegato Cocer Marina) È oramai noto anche a livello nazionale la profonda tragedia ambientale e sanitaria che vivono i cittadini di Taranto. Per dare l’idea del disastro, basta rifarsi ai dati noti anche tramite la stampa negli ultimi tempi. Oltre il 90% delle diossine emesse in Italia, e circa il 9% di quella emessa in Europa, proviene da Taranto. Le conseguenze nefaste stanno mortificando fortemente, oltre la salute, anche la storia e l’identità di un popolo. Si è resa ad esempio necessaria un’ordinanza del sindaco per vietare ai bambini di giocare sui terreni del quartiere adiacente alla zona industriale; è stata accertata la presenza di diossina nel latte materno; centinaia di capi di bestiame sono stati abbattuti perché ammalati a causa della diossina che hanno ingerito con gli alimenti; 800 mitilicoltori si sono ritrovati disoccupati perché nelle famose (fin dai tempi della Magna Grecia) cozze del Mar Piccolo è stata trovata una esagerata presenza di diossine, tale da ordinarne la distruzione,  vietarne la vendita e l’allevamento. Lo scenario infernale è sotto gli occhi di tutti coloro che entrano in città. Le strade sono di colore rosso, il cattivo odore è costante. Addirittura le cappelle mortuarie dell’adiacente cimitero, sono colorate di rosso per non dare l’impressione di essere sporche di minerali.
 
Tutto ciò non poteva lasciare indifferente e preoccupata la numerosissima comunità dei Militari e delle Forze di Polizia presenti in città. Dopo le delibere del Consiglio di base della Guardia di Finanza, anche i Cocer di Guardia Costiera e della Marina Militare hanno chiesto ai vertici militari corrispondenti azioni di prevenzione e tutela della salute. A queste azioni si è unita anche la segreteria provinciale del SIULP, il sindacato di polizia più rappresentativo a Taranto che “esprime condivisione a tale iniziativa, ritenendosi attenta alla tutela della salute dei propri iscritti, in particolare per coloro che operano nella zona portuale”. Nelle delibere oltre ad esprimere lo sconcerto per la succitata situazione, si chiede che negli ambienti di lavoro e nel porto vengano apposte le centraline per il monitoraggio/campionamento in continuo h24.

Tali richieste sono anche state supportate da ben due interrogazioni parlamentari al Ministro della difesa. Sono state presentate dall’on. Di Stanislao (IDV), dall’on. Rugghia e dall’on. Calipari (capo gruppo e vice-capogruppo in commissione Difesa del Pd). Nel frattempo le risposte molto puntuali, del Comandante Generale e del Capo di Stato Maggiore della Marina, non si sono fatte attendere.

Così ha risposto il Comandante generale della Guardia Costiera: “in riscontro alla richiesta afferente l’effettuazione di monitoraggi ambientali per l’accertamento di eventuali agenti inquinanti nell’ambito portuale di Taranto, si rappresenta che è stato all’uopo interessata la Capitaneria di Porto di Taranto  che ha prontamente provveduto ad investire della problematica la competente Azienda Sanitaria locale e l’Autorità portuale di Taranto per l’effettuazione dei monitoraggi/campionamenti ambientali. In merito l’Autorità portuale ha fatto conoscere che intende proseguire l’attività di monitoraggio dell’aria, ampliando anche alla matrice acqua, avendo in corso apposita attività istruttoria per la stipula di una convenzione con l’ARPA Puglia, i cui dati rilevati saranno resi pubblici per la più ampia conoscenza possibile anche attraverso il sito della citata agenzia per l’ambiente” (pdf leggi il documento )

ilva2A sua volta il Capo di Stato Maggiore della Marina ha risposto: “Nel prendere atto, di quanto segnalato con la delibera in parola, intendo dare ampia assicurazione che la Forza Armata è molto sensibile alle problematiche correlate alla tutela dell’ambiente nei luoghi di lavoro, e in generale alla salute del personale dipendente. In tale contesto ho disposto che gli Alti Comandi competenti per territorio, prendano contatto con le autorità locali, al fine di valutare a cura delle citate competenti autorità, l’effettuazione di appositi monitoraggio/campionamenti ambientali nei pressi delle strutture militari. Per quanto afferente agli aspetti ambientali ad oggi non risulta un protocollo di screening finalizzato ad una diagnosi precoce di patologie correlate con le sostanze inquinanti in questione. Al momento, comunque non si ha evidenza, tra il personale militare, di patologie correlate con le sostanze citate nella delibera. Ad ogni buon conto, ho dato disposizione agli organi sanitari di prestare la massima attenzione al fine di verificare se nell’ambito dei previsti controlli periodici o in qualsiasi altro momento dell’attività lavorativa del personale dipendente, dovessero sorgere indizi di patologie correlabili all’ambiente di lavoro” (pdf leggi il documento ).
 
Tutto ciò è sicuramente di grande conforto per i rappresentanti militari. Come si può dedurre, i vertici, per primi, hanno interpretato come costruttive le richieste dei consigli di rappresentanza ed hanno mostrato sensibilità verso le questioni ambientali e sanitarie del proprio personale e della comunità nella quale i militari vivono. I recentissimi successi normativi in materia di amianto, sono un esempio di tale sensibilità all’interno della Marina, in particolare.

L’aspetto più rilevante delle azioni dei vertici Marina Militare e Guardia Costiera, oltre che delle rappresentanze Militari, è sicuramente quello pedagogico nei confronti delle Istituzioni locali e dei cittadini. Infatti, un controllo più puntuale in varie zone della città e soprattutto nel porto, di cui si spera un potenziamento, porterà ad una maggiore presa di coscienza fra i cittadini della reale situazione ambientale/sanitaria. Per le industrie, le centraline che monitorizzano h24 soprattutto nella zona industriale del porto, saranno la prova del nove per poter dimostrare il rispetto delle norme e quindi delle salute dei cittadini che convivono con la stessa industria. Viceversa, potrà essere l’occasione per migliorare la condotta e diminuire l’inquinamento.

Come rappresentanti del personale possiamo vantare sentimenti condivisi con l’amministrazione di appartenenza. Sentimenti che esprimono sensibilità alla tutela della salute dei nostri lavoratori, con lo scopo profondo di meglio adoperarsi per il bene del prossimo. La consapevolezza è che se vi è rispetto per se stessi (in questo caso di militari e cittadini), ci può essere rispetto per il prossimo. Solo così si può migliorare la qualità della vita, ed arrivare alla ricchezza morale e di conseguenza anche quella economica.
Delegato del Co.Ce.R.

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