Difesa, sistema MUOS: in cinquemila a Niscemi per dire «no»

MUOS-NiscemiSequestrata stazione radio militare. Palermo, 7 ott- Circa cinquemila persone, provenienti da ogni provincia della Sicilia e da alcune regioni d’Italia, hanno partecipato, nel pomeriggio di ieri, a Niscemi (Caltanissetta), alla manifestazione nazionale ”NoMuos” contro l’installazione delle mega parabole satellitari del sistema Mobile User Objective System, che la Difesa Usa sta realizzando nella sua base di contrada ”Ulmo” nella riserva naturale della sughereta. I manifestanti sono parzialmente soddisfatti dell’ordine di sequestro preventivo dell’impianto, disposto, stamani, dalla magistratura di Caltagirone, che definiscono ”una vittoria a metà”, e chiedono a Stato e Regione la revoca di tutte le autorizzazioni finora rilasciate. Ai 25 comitati dei ”No Muos” si sono uniti i ragazzi di Vincenza del comitato ”No dal Molin”, che si battono contro l’ampliamento della base Nato vicentina. Un lungo corteo, composto da uomini, donne e bambini, è partito da contrada Apa, alla periferia di Niscemi, per raggiungere, dopo un percorso di quattro km, l’ingresso principale della base americana di telecomunicazioni. La manifestazione, vigilata da una ampio schieramento di forze dell’ordine, si è svolta senza incidenti.

Sequestrata una stazione radio militare USA. Era in una riserva protetta

Nel frattempo, una stazione radio delle forza armate Usa, costruita in una riserva naturale a Niscemi, è stata sequestrata dalla magistratura per violazione delle leggi sull’ambiente. Oggetto del sequestro sono stati l’area e gli impianti del sistema di comunicazioni Mous della stazione “Naval radio transmitter facility” (Nrtf) di contrada Ulmo. Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura di Caltagirone, a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011. La stazione radio si trova nella riserva naturale “Sughereta di Niscemi”, area a inedificabilità assoluta, in un sito di interesse comunitario. L’esecuzione del sequestro preventivo è stata affidata a carabinieri ed agenti della polizia municipale presso la Procura di Caltagirone, con l’ausilio dei carabinieri della compagnia di Sigonella e degli avieri del 41° Stormo.

La costruzione del sistema Muos gestito dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell’area protetta, come dimostrerebbero consulenze tecniche e acquisizione di atti e documenti nella Regione siciliana. Il Muos è un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione proprio in Sicilia, a Niscemi. L’impianto integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo e ha l’obiettivo di rimpiazzare l’attuale sistema satellitare. L’installazione nell’area di Niscemi è stata al centro di numerose proteste di residenti, rappresentanti locali e associazioni ambientaliste. Il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, chiese l’intervento dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) per capire se l’installazione della nuova stazione di controllo terrestre delle forze armate degli Stati Uniti, può provocare danni ambientali o alle persone. Da allora cominciò a formarsi un vasto movimento d’opinione che si è espresso contro l’installazione delle enormi parabole militari a Niscemi e che ha portato alla nascita del ”no Muos”. In questi anni si sono svolte numerose manifestazioni e marce contro l’impianto. Nell’ottobre dell’anno scorso il Tar di Palermo respinse il ricorso del Comune di Niscemi che chiedeva la sospensiva per bloccare i lavori di installazione del Muos dopo il ”sì” della Regione. Il sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino si appellò al Cga ma anch’esso respinse il ricorso. (ANSA)

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