Difesa: Rossi (PI) contro Giachetti (PD), «basta chiacchiere da campagna elettorale»

rossivsgiachetti«Non si scherza con l’efficienza delle Forze Armate e di Polizia». Roma, 11 mag – «L’onorevole Roberto Giachetti, ha recentemente rilasciato dichiarazioni sulla possibilità di apportare ulteriori tagli al trattamento giuridico, economico e previdenziale delle donne e degli uomini in uniforme della Difesa e della Sicurezza, appoggiandosi alle valutazioni del segretario di un non meglio definito“partito” che nel dichiararsi “democratico” e “tutelante i diritti dei militari”, chiede l’abolizione di istituti specifici del Comparto negando di fatto la specificità lavorativa agli stessi».

Così l’on. Domenico Rossi (Popolari per l’Italia), già sottocapo di stato maggiore dell’Esercito.

«Come appartenente ai “Popolari per l’Italia” – prosegue Rossi – e come ex Presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza del Personale Militare non posso che unirmi totalmente alle valutazioni estremamente negative espresse dalle Rappresentanze Militari delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato e dalle Organizzazioni Sindacali delle Polizie a ordinamento civile».

«Le affermazioni evidenziano contraddizioni interne allo stesso PD, come ad esempio per l’evoluzione del sistema rappresentativo delle Forze Armate. Mentre il PD nelle competenti Commissioni parlamentari presenta “progetti di legge” tendenti verso una soluzione comunque compatibile con il ruolo istituzionale delle Forze Armate, il Deputato Giachetti – che ricordo essere anche Vicepresidente della Camera dei Deputati – ne auspica la soppressione per poter avviare la generale sindacalizzazione. Inoltre Giachetti, che non credo abbia una particolare conoscenza del mondo in divisa, si appoggia al segretario di un fantomatico partito che il giorno prima appoggia Giachetti e il giorno dopo sconfessa la linea del PD, circa l’approvazione del testo sulla indagine conoscitiva sui sistemi d’arma volto a dimezzare il numero degli F35».

«Basterà a chiarire le strategie del PD – incalza Rossi – la saggezza e l’autorevole intervento del Senatore La Torre che – in sostanza – ricorda a tutti che il Partito Democratico non è all’opposizione del Governo Renzi, ma segue la linea della elaborazione di un libro bianco che delinei le effettive esigenze in tema di difesa di questo Paese? Sostenere un Governo è una responsabilità e come tale vanno affrontate le questioni. Gli operatori della Difesa e Sicurezza ci chiedono con forza che si proceda con metodo ed equilibrio per consentire loro di assicurare la miglior “sicurezza” possibile ai cittadini. Gridano con veemenza che da quattro anni subiscono il blocco degli stipendi, delle promozioni, delle progressioni di anzianità, della riduzione delle pensioni per effetto della legge Fornero; verità queste volutamente dimenticate dall’On. Giachetti e dal sopracitato segretario e che hanno di fatto già abolito o ridotto le richiamate progressioni economiche, le promozioni alla vigilia, l’ausiliaria, le SIP dei Capi di Forze Armate, ecc. ecc.. Si dica il vero all’opinione pubblica e cioè che il Comparto Difesa e Sicurezza, solo in questo anno, ha visto decurtare il personale per più di un miliardo di euro che non trova eguali in nessun comparto pubblico o assimilato».

«Come Sottosegretario di Stato alla Difesa – conclude l’Onorevole Rossi – non posso infine che richiamare un concetto semplice ed elementare ma a me assolutamente caro e cioè: non si scherza con l’efficienza delle Forze Armate e di Polizia e in particolar modo con la dignità delle donne e degli uomini ad esse appartenenti».

Dal canto suo l’on. Giachetti difende la sua posizione: «Leggo dalle agenzie e su alcuni siti web settoriali critiche durissime da parte dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia e del Cocer Comparto Difesa alle mie proposte di risparmio nell’ambito delle Forze Armate presentate giorni fa in conferenza stampa. Si passa dall’accusa di voler “far pagare la crisi agli onesti lavoratori della Polizia di Stato” a quella di individuare la crisi economica italiana negli stipendi al personale militare e nel taglio di questi la pietra filosofale che risolleva le sorti del paese». «Poiché immagino – prosegue Giachetti – che chi ha vergato questi comunicati lo abbia fatto ascoltando il mio intervento dall’inizio alla fine, una simile distorsione della realtà – che strumentalizza il significato di una serie di misure specifiche rivolte ad un numero ristretto personale militare – lascia il sospetto di aver infilato il dito nella piaga».

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