Difesa: riordino delle carriere col trucco. A chi giova veramente?

riunione-cocer-rossi«Il provvedimento si sta dimostrando determinante per sostenere la dirigenza militare». Roma, 22 feb – (di Antonello Ciavarelli ) Dopo più di 20 anni di attesa, finalmente, sono state stanziate adeguate risorse economiche per riformare le carriere. A tal fine il Ministro della Difesa, lo scorso 7 febbraio, ha accettato la richiesta del Cocer affinchè si trovi, sotto l’aspetto tecnico, il giusto equilibrio tra gli attori in campo (diverse amministrazioni e diverse categorie).

Al termine degli incontri con lo Stato Maggiore della Difesa e con il Sottosegretario delegato, sento il dovere di esprimere alcune riflessioni frutto anche degli interventi personali.

Nelle carriere dei Marescialli c’è un unico vero problema da risolvere: lo sblocco delle promozioni dei Marescialli Capi, come conseguenza degli errori della vecchia riforma ’95.

Ma se di riordino delle carriere si vuole parlare in modo costruttivo, si deve farlo considerando la valorizzazione delle varie categorie e non una semplice distribuzione economica. Ad esempio a distanza di 15 anni dalla cosiddetta legge sul “Professionale”, sarebbe il caso di sancire che l’eventuale “manovalanza” deve assumere carattere di eccezionalità per tutto il personale in Servizio Permanente (Ufficiali compresi). Considerare, viceversa, la manovalanza e il demansionamento (pulizie, potatura alberi, in passato in Marina anche i pastori di pecore, etc.) come una prassi, sembrerebbe quasi come una sorta di vassallaggio perpetuo.

Il vero riordino per i Marescialli sarebbe quello di sancire all’atto pratico ciò che è riportato con tante belle parole nella bozza dell’articolato. Si parla di responsabilità di valorizzazione, di laurea, di carriere direttive etc.

Ma lo stipendio? La categoria dei Marescialli Interforze ha chiesto con un proprio documento il riconoscimento del Parametro stipendiale del Capitano al grado apicale dei Luogotenenti. Infatti prima dell’attivazione di tale sistema parametrale il grado apicale del Capo di 1ª classe scelto della M.M. aveva lo stesso livello funzionale del Maggiore (7 liv. bis). Con l’abbandono dei livelli funzionali (2001), nonostante vennero aggiunti ulteriori gradi, il grado apicale fu declassato da Maggiore a Tenente. Con la nuova bozza, nonostante i nuovi severi requisiti richiesti, i marescialli si vedranno nuovamente declassati.

Il Luogotenente sotto l’aspetto professionale “varrà” come un giovane Ufficiale di 25 anni d’età, con circa 4 o 5 anni di servizio. Quindi ad esempio, invece di valorizzare i Marescialli (che hanno obbligo di laurea) con 30 anni di servizio, che possono avere incarichi come Comandante di una nave o di una Stazione o di un Porto, si posizioneranno questi ultimi professionalmente al di sotto di un giovane inesperto, con tutte le conseguenze di tale inesperienza. Alle riunioni tecniche ci è stato detto che le amministrazioni della Polizia e della Guardia di Finanza sono contrarie a questo principio parametrale. Ma perché i sindacati rischiano di scontentare i propri Ispettori che sono tra quelli maggiormente di iscritti? Inoltre, della distribuzione delle risorse non vi è segno. Eppure non erano aumentate? Ma allora a chi andranno?

Se il “quasi miliardo” non deve servire per sancire dei principi basilari, non sarebbe meglio versare tali risorse per la concertazione economico/normativa? Quest’ultima, infatti è frutto di accordi e confronti tra le Amministrazioni, Cocer e sindacati di Polizia.

Originariamente il Riordino delle Carriere, era destinato al personale non dirigente e non direttivo. Viceversa questo provvedimento si sta dimostrando determinante per sostenere la dirigenza militare che vede in pericolo le omogeneizzazioni stipendiali. La categoria degli Ufficiali sta risolvendo le proprie incertezze riconoscendo la dirigenza fin da Maggiore (quindi dopo pochi anni dalla nomina ad Ufficiale). Sembra contestualmente che ci sia una azione al fine di concedere qualche “contentino” ai Marescialli anziani come l’eventuale “bonus una tantum” o l’eventuale passaggio ad Ufficiale di coloro che sono in possesso della Laurea magistrale. A chi giova veramente questo riordino?

Se dobbiamo subire una nuova riforma per 20 anni con le sue ricadute e l’insoddisfazione dei colleghi, è preferibile dire NO ad un riordino che potrà scontentare molti per molto tempo e accontentare pochi per poco tempo. La speranza viene posta nel Ministro e soprattutto nell’esperto Sottosegretario alla Difesa Rossi, il quale ha affermato che il confronto sul provvediento continuerà anche durante i passaggi parlamentari e saranno analizzate con attenzione tutte le richieste delle categorie

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