Difesa: per tagliare, si spende. 400mila euro per ridurre i dirigenti

di-paola8Roma, 16 ott – (di Daniele Martini) Mamma mia quanti soldi ci vogliono per spendere di meno. Ovvero: è lastricata di buone intenzioni la strada della spending review. Prendete la Difesa: per unificare le tre attuali direzioni generali del personale, e cioè Persomil (militari), Persociv (dipendenti civili) e Previmil (la previdenza), il ministero sta accingendosi a pagare la bellezza di 400 mila euro ad uno staff di consulenti della Price Waterhouse Cooper. Detto in altro modo: volendo risparmiare, il ministro Giampaolo Di Paola intanto comincia a spendere pagando professionisti privati ai quali chiede che gli insegnino come si fa a risparmiare.

PARADOSSALE. Soprattutto se si confronta questa decisione con quella di rinunciare al reclutamento di 1.500 aspiranti carabinieri e 250 marescialli che pure avevano superato le prove di un concorso e di insistere, invece, nel programma di acquisto di 90 esemplari di F35, gli aerei più costosi di tutta la storia dell’aeronautica. L’intenzione di unificare le direzioni della Difesa è buona e in prospettiva dovrebbe consentire di risparmiare davvero un bel po’ di quattrini, in linea con quanto prevede la legge del 14 agosto, la cosiddetta spending review. In base a quel provvedimento gli uffici dirigenziali dei ministeri, compreso la Difesa, devono essere ridotti e tagliato del 20 per cento il numero dei dirigenti. In pratica i direttori generali del personale della Difesa da tre che sono dovrebbero essere ridotti ad uno, i capi divisione scendere dagli oltre 15 attuali a 5 o 6 e i capi reparto diventare meno di una decina invece della trentina attuale.

Nel caso della direzione che si occupa della previdenza, poi, l’operazione dovrebbe essere ancora più semplice perché l’ufficio attuale si sta sgonfiando da solo e dovrebbe scomparire nell’arco di 4 o 5 anni dal momento che tutti i rapporti e le pratiche previdenziali devono passare all’Inps nell’ambito della creazione del Superinps.

Stando così le cose, non si capisce perché per un’operazione burocratico-amministrativa relativamente semplice sia necessario ricorrere a professionalità esterne al ministero, pagandole oltretutto un botto di quattrini. E non si capisce neanche perché non si ricorra, invece, alle professionalità interne che alla Difesa non mancano in diversi campi, da quello amministrativo, appunto, a quello gestionale a quello statistico. “Una decisione come quella che sta per essere assunta – attacca il senatore del Pd Gian Piero Scanu, esperto di faccende militari – equivale ad un’implicita sottovalutazione delle professionalità presenti al ministero della Difesa”. Un concetto ribadito anche dai deputati Maria Rosa Calipari ed Antonio Rugghia in un’interrogazione in cui chiedono al ministro perché mai per un’operazione del genere si debba ricorrere ad un contratto di consulenza con una società privata esterna e in base a quali criteri sia stata scelta Price Waterhouse. Senza dirlo esplicitamente, i parlamentari democratici fanno capire di ritenere la scelta del ministro uno spreco palese, tanto più stridente perché inserito in un contesto di ricerca di risparmi.

Se volesse, il ministro avrebbe davanti a sé non una strada, ma un’autostrada per risparmiare davvero. Basterebbe che decidesse di rinunciare all’acquisto degli F35, gli aerei più costosi di tutta la storia dell’aeronautica, più di 100 milioni di euro l’uno e fino a 150 secondo il tipo e le dotazioni, circa 11 miliardi in totale per 90 velivoli ordinati dall’Italia, una cifra enorme per un unico sistema d’arma, una quantità di soldi uguale a quella necessaria per risolvere alla radice il doloroso problema degli esodati.

Oppure, in via subordinata, per risparmiare basterebbe che il ministro riducesse il programma di quei supercostosi aerei, ordinando un numero inferiore di esemplari. Lo ha già fatto una volta sull’onda delle proteste che gli sono piovute sulla testa, riducendo la commessa da 130 a 90 velivoli, dimostrando implicitamente che i calcoli precedenti erano spensieratamente sbagliati. (Il Fatto Quotidiano)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.