Difesa: OK al DDL sulla revisione strumento militare. No del Cocer Esercito

esercito-strade-sicureCocer Esercito: “totale non condivisione”. Roma, 17 ott. – La commissione Difesa del Senato, presieduta dal senatore Valerio Carrara ha approvato oggi, con modificazioni, il disegno di legge sulla revisione dello strumento militare. Lo rende noto un comunicato della Commissione nel quale si spiega che la parola adesso passerà all’aula. Il ddl sulla revisione dello strumento militare impegna il governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un nuovo assetto strutturale ed organizzativo del ministero della Difesa con particolare riferimento allo strumento militare.

“Questo disegno di legge – spiega il presidente Carrara – che si muove in piena coerenza con la spending review, è un provvedimento necessario ed essenziale, una priorità per il paese, in grado di fornire operatività alle Forze Armate, e che ci mette nelle condizioni di avere uno strumento militare efficace anche in presenza dei tagli, o comunque di un ridimensionamento delle risorse dovute alla crisi economica che tutti conosciamo e stiamo vivendo”.

Il Cocer Esercito, invece, esprime la propria ”totale non condivisione” nei confronti del disegno di legge, in particolare in riferimento alla norma che prevede misure di agevolazione per il reinserimento dei volontari congedati senza demerito (Volontari in ferma prefissata quadriennale). Questa norma, osserva l’organismo di rappresentanza, è ”la realizzazione di un progetto mirato a rendere quasi impossibile per i nostri giovani precari il transito nel servizio permanente. Infatti – spiega – essa appare fortemente iniqua sia per gli effetti disaggreganti che potrebbe generare sul personale in merito alla difesa e sicurezza di questo Paese sia sulla funzionalità e operatività della forza armata, fondata sulla irrinunciabile risorsa umana”. ”L’attuale livello qualitativo del personale volontario della forza armata – ricorda il Cocer Esercito – rappresenta un’eccellenza a livello internazionale e discende principalmente dal modello professionale in vigore basato appunto sulla stabilizzazione di tutto il personale meritevole”. Inoltre, aggiunge, ”la previsione mortifica le aspettative di tanti giovani destinati ad accrescere le fila dei disoccupati, rendendoli appetibili alle organizzazioni criminali, considerato il grado della loro peculiare preparazione professionale”. L’organismo chiede quindi ”un ripensamento da parte dei gruppi politici che puntellano questo Governo affinchè quanto proposto dal ministro venga respinto o in alternativa rivisitato ritenendo necessario procedere con coraggio, chiarezza e lungimiranza al cambiamento del modello di difesa di riferimento, impedendo così il ripetersi di atti che tendono esclusivamente a mettere in ginocchio la nostra forza armata”.

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