Difesa: Mauro, un miliardo all’anno per le missioni; ma considerare i frutti che portano

Militari-afghanistanRoma, 27 set – “Il miliardo l’anno di euro che viene speso per le missioni internazionali va visto in relazione ai frutti che porta”. Lo afferma il ministro della Difesa Mario Mauro durante la trasmissione di Radiouno, Radio Anch’io, parlando del rifinanziamento delle missioni militari all’estero.

Un impegno militare italiano pari a 5.600 soldati presenti in 23 paesi per 33 missioni. “In Afghanistan – spiega il ministro – siamo arrivati dieci anni fa, la scuola era frequentata da un milione di bambini, tutti maschi perchè così volevano i talebani, oggi ce ne sono nove milioni e il 40% sono donne. Il 20% degli studenti universitari sono donne. Sono stati costruiti 120 ospedali grazie alle condizioni di sicurezza garantite dalla missione Isaf, e consentono all’80% degli afghani di utilizzare i servizi sanitari. Sono stati costruiti 24 mila chilometri di strade ferrate, hanno aperte aziende. L’Aghanistan cresce a ritmo del 9% l’anno”. “Tutto questo per dire che è valsa la pena spendere quelle vite?”, ha proseguito riferendosi ai 54 soldati italiani morti in questi anni nel corso della missione.

“Nulla vale la vita di una persona, ma quelle persone la vita l’hanno data – sottolinea Mauro – perchè credevano nella pace e libertà come ci crediamo noi”. E’ importante che a garantire la pace “contribuiscano i sistemi di difesa dei paesi della comunità internazionale. L’Italia è un pezzo di quella comunità, se non fossimo nel G8 probabilmente il nostro impegno sarebbe minore”. Il contenimento dei conflitti, spiega “è’ un lavoro difficile che richiede passione ma anche dotazione, bisogna avere gli strumenti per farlo”.

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