Difesa: la Camera approva la delega al governo per revisione strumento militare

Camera_dei_deputati1Roma, 12 dic – Sì definitivo dell’Aula della Camera al disegno di legge di delega che riforma lo strumento militare. I voti a favore sono stati 294, 25 i contrari, 50 astenuti. Il provvedimento è una razionalizzazione delle risorse militari messa a punto dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. Tra le misure più importanti, il taglio di 33 mila militari e 10 mila dipendenti civili della Difesa entro 10 anni per contenere i costi della crisi.

In cinque anni sarà poi dismesso anche il 30% delle strutture militari: caserme, siti ed altro. Una robusta cura dimagrante, dunque, che nell’attuale congiuntura economica è ritenuta tuttavia indispensabile, ”la sola possibile via da percorrere per continuare a disporre di Forze armate moderne, efficienti ed efficaci”, come disse il ministro della Difesa al momento dell’approvazione – a inizio novembre – in Senato del testo. Alla riforma, un provvedimento strutturale tra i più importanti che hanno finora interessato le Forze armate italiane, il Governo è stato costretto a mettere mano dovendo tenere conto e fare i conti con le risorse disponibili. Che sono poche: in termini reali, negli ultimi cinque anni, c’è stata infatti una riduzione del 20-25% delle risorse destinate all’operatività dello strumento militare, pari allo 0,9% del Pil, contro una media dei Paesi dell’Unione che si assesta sull’1,6%.

Non solo. In Italia ben il 70% del bilancio della funzione Difesa è destinato a coprire le spese per il personale (rispetto a una media europea del 50%), mentre c’è una compressione delle risorse destinate ai settori fondamentali dell’esercizio e dell’investimento: dunque, spendiamo meno e peggio dei nostri partner europei utilizzando uno strumento sovradimensionato. Da qui la necessità di ridurlo, portandolo a 150.000 militari e 20.000 civili nell’arco di 10 anni, salvaguardando però le capacità operative (ed a questa salvaguardia ”il programma dei cacciabombardieri F-35 si riferisce” e va dunque mantenuto). Ecco alcune delle innovazioni principali:

  • 150mila militari entro il 2024: entro il 2024 a portare le stellette saranno 150 mila, mentre il personale civile della Difesa deve essere ridotto a 20mila unità. Il taglio riguarda tutti i gradi di tutte le Forze Armate: esclusa la Capitanerie di Porto, gli ufficiali generali devono diventare 310 mentre colonnelli e capitani di vascello devono scendere a 1.566;
  • I risparmi sul personale andranno in efficienza e armi: le risorse recuperate a seguito dell’attuazione del processo di revisione dello strumento militare sono destinate al riequilibrio dei principali settori di spesa del ministero della Difesa, con la finalità di assicurare il mantenimento in efficienza dello strumento militare e di sostenere le capacità operative”. Arriva il divieto di utilizzare risorse in conto capitale per finanziare spese correnti;
  • Centri di manutenzione e stabilimenti: prevista la razionalizzazione del funzionamento degli arsenali, dei principali poli di mantenimento nonchè degli stabilimenti e dei centri di manutenzione della difesa, privilegiando l’esecuzione di lavori effettuati con risorse interne, allo scopo di realizzare risparmi di spesa;
  • Salta il consiglio superiore delle forze armate: l’organo sarà soppresso dal sesto mese successivo alla data di entrata in vigore della legge.

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