Difesa: KFOR in supporto alle elezioni in Kosovo

kosovo-carabinieriPristina, 2 div – Ha avuto luogo ieri, domenica 1 dicembre, la seconda tornata elettorale per eleggere i sindaci e formare i consigli comunali in tutto il Kosovo. Le elezioni si sono svolte con la massima regolarità ed in ordine.

La Kosovo Force (KFOR) comandata dal Generale di Divisione Salvatore FARINA ha contribuito in maniera determinante, assieme alla Polizia Kosovara ed al personale internazionale appartenente alla missione dell’Unione Europea denominata EULEX, a garantire la sicurezza di tutti i cittadini che si sono recati alle urne in tutto Kosovo con speciale attenzione alla minoranza di lingua serba concentrata nella parte nord del paese.

Grazie al determinante contributo alla sicurezza ed alla libertà di movimento garantito da KFOR, sia gli osservatori dell’OSCE e delle altre Organizzazioni Internazionali presenti sul terreno, sia i rappresentanti delle Istituzioni locali hanno potuto svolgere con regolarità e nella massima sicurezza tutte le operazioni connesse con il processo elettorale.

L’eccellente pianificazione congiunta, il coordinamento e l’ottimo livello di collaborazione tra KFOR, EULEX, Kosovo Police e l’OSCE ha contribuito ad ottenere questo straordinario risultato: per la prima volta nella storia del Kosovo è stato possibile portare a termine l’intero processo elettorale in sicurezza su tutto il territorio senza distinzione di etnia, religione o lingua. Prova ne è la buona affluenza alle urne dei cittadini Kosovari malgrado le cattive condizioni meteo.

Il Generale FARINA è rimasto favorevolmente impressionato dal livello di collaborazione, dalla maturità, dal profondo rispetto che l’intera popolazione del Kosovo ed i responsabili di tutte le Istituzioni hanno dimostrato nel contribuire a mantenere un clima sereno, democratico e pacifico durante lo svolgimento delle votazioni. «Questo evento si può sicuramente archiviare inserendolo fra i più importanti per la storia del Kosovo e di KFOR» sono state le parole del COMKFOR. «Certamente si può considerare come un decisivo balzo in avanti verso la normalizzazione dei rappori fra Pristina e Belgrado, frutto del dialogo tra le parti sotto gli auspici dell’Unione Europea a Bruxelles».

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