Difesa, il sindaco di Milano scrive a Di Paola: rinunci agli F35

pisapiaIl risparmio di 10 miliardi di euro sia destinato a favore delle amministrazioni locali. Milano, 10 mag – Il Comune di Milano aderisce alla campagna nazionale “Taglia le ali alle armi” contro l’acquisto di 90 cacciabombardieri F-35 (costo medio 140 milioni l’uno) e chiede al Governo, anche con una lettera che il sindaco Giuliano Pisapia invierà oggi al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, di utilizzare le risorse risparmiate, circa 10 miliardi di euro, per supportare le Amministrazioni locali nelle politiche sociali e di sviluppo del territorio necessarie a fronteggiare la crisi. «E’ uno spreco – spiega Pisapia – spendere una somma così ingente per degli armamenti, che peraltro sono inutili, in presenza dell’articolo 11 della Costituzione che usa una parola molto forte: “L’Italia ripudia la guerra”. E’ importante ricordarlo a tutti gli italiani, al Governo, al Parlamento, ai giovani: “ripudia” significa che nulla vogliamo avere a che fare con la guerra e oggi in un momento di crisi spendere delle somme simili per degli armamenti che sono inutili e in contrasto con la Costituzione è assolutamente sbagliato, è fuorviante». Insieme al sindaco hanno lanciato l’appello al Governo l’assessore alle Politiche sociali, Piefrancesco Majorino, il coordinatore della campagna nazionale, Francesco Vignarca, Paolo Ricotti della Presidenza Acli Provinciali Milano e Rosario Pantaleo (Pd), primo firmatario della mozione approvata in Consiglio comunale il 16 aprile scorso, contenente la richiesta a sindaco e Giunta di impegnarsi affinchè il Governo non acquisti i caccia F-35 e ripartisca le risorse tra gli Enti Locali, per opere di pubblica utilità.

«Con le risorse spese per due cacciabombardieri – sottolinea l’assessore Majorino – potremmo realizzare dieci centri di eccellenza per l’assistenza ai disabili, riqualificare tutte le scuole, abbattere le barriere architettoniche della nostra città. Interrompere l’acquisto di questi velivoli, che non comporta alcuna penale, non è solo una scelta di buon senso ma è la risposta a un’istanza comune che parte dalle amministrazioni locali e dai cittadini. Questo è il messaggio che mandiamo al commissario antisprechi Bondi e al Governo impegnati in un’azione di spending review. Basterebbe parte della commessa per coprire i costi di questa finanziaria che tanti sacrifici sta chiedendo agli italiani». Un messaggio condiviso anche dal consigliere Pantaleo. «Io sono stato solo il primo firmatario della mozione presentata in Aula e approvata dal Consiglio. La cosa importante di questa campagna è aver messo insieme le istituzioni e la comunità civile». Presenti alla conferenza stampa per l’adesione del Comune alla campagna anche i consiglieri Luca Gibillini e Lamberto Bertolè. A oggi la campagna ha ottenuto l’adesione online di 35.721 persone, di 635 associazioni e la firma di 36.828, come è possibile verificare sul sito www.disarmo.org/nof35/. Numerose sono state anche le adesioni pervenute da Comuni, Province e Regioni. «Abbiamo lanciato la nostra campagna contro l’acquisto dei cacciabombardieri nel 2009 – ricorda Francesco Vignarca – e dopo aver ottenuto la riduzione della commessa da 131 a 90 velivoli, con il sostegno delle amministrazioni locali e dei cittadini vogliamo fermare definitivamente questa inutile spesa. L’adesione del Comune di Milano e l’impegno del sindaco Pisapia ci sosterranno in questo percorso e nell’affermazione che le spese militari sono inutili e non aiuteranno il nostro Paese a superare la crisi».

«L’adesione degli Enti Locali e dei cittadini a questa campagna – aggiunge Paolo Ricotti – riporta al centro le relazioni e le scelte che la politica può e deve compiere restituendo alle comunità la possibilità di esprimere la propria posizione di fronte a temi che hanno una ricaduta diretta sulla vita delle persone. Siamo felici che Milano riprenda con competenza il suo ruolo sulle questioni nazionali e internazionali». La campagna contro l’acquisto dei cacciabombardieri è iniziata nel 2009 con “Caccia al caccia! Diciamo NO agli F-35». Sono state raccolte le prime 20.000 firme e le 120 adesioni di organizzazioni ma il tentativo di consegnarle al Governo è stato vano. Nel 2010 la campagna ha ottenuto il sostegno fattivo di Unimondo, di Science for Peace e di DisArmiAmo. Nei mesi successivi si susseguono numerose iniziative tra cui la firma di due mozioni alla Camera e al Senato, rispettivamente degli onorevoli Savino Pezzotta e Andrea Sarubbi e del senatore Umberto Veronesi. Dopo la raccolta di 19.900 adesioni online, 16.000 firme e 388 adesioni di organizzazioni, lo scorso settembre è partita la seconda fase della campagna ora denominata “Taglia le ali alle armi!”. Nel gennaio di quest’anno il Ministro Giampaolo Di Paola, durante un intervento alle commissioni Difesa di Camera e Senato, ha reso noto che ci sarebbe stato un ridimensionamento del programma multinazionale di progettazione, sviluppo e produzione del velivolo militare joint strike fighter (JFS) F-35. (Adnkronos)

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