Difesa: Di Paola, troppi militari. In mobilità gli over 50

di-paola3Vendiamo le caserme ma i Comuni sono lenti. Roma, 29 dic – Ci sono troppi militari over 50, la soluzione è la mobilità. Lo sottolinea il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, in una intervista al “Messaggero” nella quale afferma di voler dare “una spinta forte” alle dismissioni dei beni della Difesa e di voler procedere a un “ridimensionamento consistente e significativo” del personale delle Forze armate. Di Paola, ammiraglio, ex capo di Stato maggiore della Difesa, già capo del Comitato militare della Nato, assicura: “non taglierò nessuna testa. Si tratta di mettere in piedi delle politiche che consentano di reimpiegare in altri settori dell’amministrazione dello Stato quelle professionalità che sono in esubero nelle Forze armate”. “Abbiamo una gran massa di personale militare sulla cinquantina – rileva -, il cui esodo naturale avverrebbe tra 10-12 anni. Con adeguati strumenti normativi e con il consenso del Parlamento costoro potrebbero trasferire le loro capacità e i loro valori in un’altra Amministrazione e rendere più snelle le Forze armate. Se questo non avverrà, il loro unico strumento d’uscita sarà l’esodo naturale, al raggiungimento dell’età della pensione e i tempi per l’adeguamento del nuovo modello di Difesa saranno molto più lunghi”.

Un ridimensionamento che, come spiega Di Paola, passa anche per le dismissioni dei beni. “Sono centinaia i beni della Difesa che possono essere dismessi. Bisogna fare presto ma non è una cosa facile. Mettere in vendita un bene dello Stato non è come una transazione tra privati, ci sono procedure amministrative lunghe e complesse”. Un esempio su tutti: per vendere una caserma, “ci vuole prima un’intesa con il Comune che deve valorizzare il bene per poi poterlo utilizzare. L’Ente locale deve fare dei piani di urbanistica e ahimè – si rammarica – qui casca l’asino, perchè non è facile, da parte dei Comuni, gestire velocemente il processo di valorizzazione del patrimonio. Vorrei insomma che sia chiaro che non è la Difesa a non voler vendere la sua roba”. Per le prime dismissioni, spiega ancora il ministro della Difesa, occorrerà “in taluni casi un anno, in altri casi un po’ di più”. E sull’Afghanistan, Di Paola spiega: “La comunità internazionale si è data un orizzonte, la fine del 2014. Ci sono 130 mila uomini laggiù, non è che possiamo ritirarli tutti in un giorno. E dopo quella data la comunità internazionale continuerà a sostenere l’Afghanistan in forme e modi diversi, cioè con maggiore attenzione alla governance e allo sviluppo economico”.

E sulla pirateria nel Corno d’Africa, Di Paola garantisce: “il Governo non lascia solo nessuno. E in quel tratto di mare non c’è solo l’Italia. Ci sono la Nato, la Ue, il Giappone, la Cina, l’India. Ma l’Oceano Indiano è più grande di tutta l’Europa e un fenomeno come quello della pirateria non si azzera in tempi brevi”. Ragiona ancora Di Paola: “il fatto è che se una nave viene attaccata dai pirati fa notizia, ma se nove attacchi falliscono per la presenza di team militari a bordo nessuno ne parla. Se non ci fossero questi team avremmo dieci attacchi riusciti su dieci tentati”. Il ministro della Difesa fa poi notare che “finora nessuna nave con team militare a bordo è stata assaltata dai pirati, è un dato di fatto. Così come è un dato di fatto che la nave Enrico Ievoli non aveva chiesto nessuno a bordo”.

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