Difesa, Di Paola: tagliare i caccia? Furore ideologico. Tagli al personale? Transeat…

di-paola3Roma, 18 lug – “Furore ideologico contro le forze armate”, è quello che riponde il ministro Di Paola non appena sente parlare di tagli agli armamenti, in particolare agli F-35. Se si dovesse tagliare il programma Jsf (Joint Strike Fighter, ndr) – spiega Di Paola – “metteremmo a rischio 10.000 posti di lavoro e ammazzeremmo il futuro tecnologico di Finmeccanica”. E qui nasce il busillis…

Mentre Di Paola appare preoccupato per i 10.000 posti di lavoro che si perderebbero se chiudesse il programma degli F-35, sembra invece sorvolare sui tagli al personale militare (che raggiungeranno le 30.000 unità, delle quali 18.000 subito per decreto) e civile della Difesa (13.000 unità). Neanche una parola spesa inoltre sulla mannaia che si sta per abbattere su militari e poliziotti sul fronte previdenziale, ad opera del ministro Fornero.

Insomma, fin quando la crisi la deve pagare il personale, transeat, ma quando si sfiorano i fatturati di Finmeccanica e i programmi degli armamenti, il ministro si imbufalisce e salta dalla sedia. Sinceramente, se proprio di furore ideologico vogliamo parlare, noi pensiamo che sia orientato verso il personale e, in generale, verso lo stato sociale di questo Paese. “Si vogliono chiudere le forze armate?” – domanda provocatoriamente Di Paola -. Suvvia non faccia la sceneggiata ministro! Nessuno vuole chiuderle, solo che i cittadini (militari compresi) vorrebbero finalmente assistere ad una seria governance che faccia a meno, per una volta, delle facili soluzioni consistenti nei tagli lineari a spese del personale e che si colpiscano, una volta tanto, le vastissime aree di privilegio che sopravvivono pervicacemente (e da sempre) nei bilanci della Difesa. Lei, ministro Di Paola, sa benissimo a cosa alludiamo e, purtroppo per lei, anche i suoi dipendenti lo sanno.

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