Difesa: Di Paola, su riduzione personale tavolo aperto con il ministro Fornero

di-paola8“Ma l’età pensionabile dei militari non può essere alzata come in altri settori”. Roma, 29 feb – “L’età pensionabile dei militari non può essere alzata come per i lavoratori di altri settori, proprio per la peculiarità delle unità che sono impegnate nel comparto della Difesa e della Sicurezza”. E’ quanto sottolinea il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola nel corso dell’audizione davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato a palazzo Montecitorio.

“Sulla riduzione del personale, c’è un tavolo con il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, aperto da poco”, ricorda. Assicura Di Paola: “Mi rendo benissimo conto della difficoltà di intervenire sul ridimensionamento delle risorse umane; del resto, sono stato anch’io una risorsa umana con le stellette, prima di assumere l’incarico di ministro. Ma ora, appunto, devo ragionare come ministro della Repubblica e tenere conto delle risorse stabilite dal Parlamento. Presenteremo le nostre proposte nel disegno di legge delega”, annuncia prefigurando un coinvolgimento con gli enti locali. Il ministro della Difesa osserva poi che “se decidiamo di attendere i tempi naturali, arriveremo a quota 150.000 unità solo nel 2032: ci vorranno più o meno vent’anni e questo lo dice la demografia che, in assenza di particolari morie, che nessuno ovviamente si augura, è una scienza esatta. Bisogna dunque intervenire, se si vuole arrivare in tempi più brevi, diciamo una decina d’anni, più vicini al bersaglio o, per meglio dire, all’obiettivo”.

“Il governo – ha spiegato poi Di Paola – vuol spingere al massimo sul programma di dismissioni degli immobili della Difesa”. “Ma il vero problema è la loro valorizzazione, che dipende soprattutto dai Comuni; e non tutti sono in grado di decidere e di intervenire rapidamente, come dimostra il caso di Roma”. Quanto agli alloggi militari, “c’è stata una indubbia accelerazione – sottolinea Di Paola – Abbiamo in corso oltre duecento trattative con i proprietari. Stiamo premendo molto anche qui sull’acceleratore, ma si tratta di un grosso lavoro. Per avere i soldi subito, si dovrebbe ricorrere alla cartolarizzazione, ma non è facile, come dimostrano anche i tentativi fatti in passato”.

Sulla Difesa non possiamo attendere un modello UE ancora balbettante

“Oggi non esiste di per sè un modello di Difesa europeo: se dovessimo aspettarlo, la revisione dello strumento militare la faremmo in ‘n’ anni, come si usa dire in linguaggio matematico…”. Non usa mezzi termini il ministro della Difesa per spiegare la necessità di partire subito con la riforma. “Per il momento – spiega infatti Di Paola – il modello di Difesa Ue muove balbettante i suoi primi passi. Ci sono processi che devono ancora maturare in sede europea. Esiste invece già una pianificazione della Difesa in ambito Nato. In ogni caso, in Europa ci si confronta e si discute: non c’è di certo un omino che scrive da solo un suo modello, chiuso in una stanzetta a Bruxelles…”.

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