Difesa: Di Paola, piano di ridimensionamento del personale, esodi verso altre strutture e riforma pensioni

dipaola-afghanistan2Roma, 19 dic – Un piano di ridimensionamento dello strumento militare “molto significativo e consistente” viene annunciato dal ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Il piano di sacrifici riguarda tutti gli italiani e anche i militari sono cittadini italiani, dunque – premette – i sacrifici riguarderanno anche loro”. Quello in vista per le forze armate “sarà un ridimensionamento molto significativo e consistente, in uomini e in prospettive – illustra il ministro della Difesa, pur senza scendere nel dettaglio della contabilità dei numeri che riguardano le risorse, sia umane che finanziarie -. Noi ci porremo obiettivi ridimensionati di strutture, di mezzi e di programmi. Quindi, toccheremo tutte le componenti dello strumento militare”. Quanto ai tempi, “soprattutto per la componente uomini che va trattata con rispetto, dipenderanno dalla soluzione che sapremo adottare per facilitare esodi del personale verso altre strutture, oltre naturalmente al deflusso naturale dell’esodo legato all’età: la riforma delle pensioni – spiega Di Paola – potrebbe certamente avere un effetto importante”.

In ogni caso, il ministro della Difesa assicura che “le nostre operazioni all’estero non subiranno conseguenze per questo riassetto dello strumento militare. Cercheremo di salvaguardare la capacità di esprimere operatività nelle missioni internazionali. Questa – sottolinea – è una nostra priorità e cercheremo di salvaguardarla al massimo”. Per Di Paola, “la ridefinizione dello strumento militare va decisa in tempi rapidi, per portarlo in coerenza con le risorse finanziarie disponibili. Questo strumento, così come è oggi e come il mio predecessore – l’ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa – stava pianificando, non è sostenibile. Ovviamente – aggiunge – si tratta di un processo che durerà più di un governo e più di una legislatura”. Il ministro della Difesa insiste sul concetto che “le risorse vanno bilanciate, fra quelle destinate al personale e quelle che riguardano il capitolo dello strumento militare: se non c’è un bilanciamento, allora la Difesa è inefficace e le tasse da cui si ricavano le risorse verrebbero inutilmente pagate dagli italiani. La Difesa – conclude Di Paola – non è un ammortizzatore sociale: se non garantisce la sua efficienza e la sua efficacia, lo strumento militare diventa di fatto inutile”.

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