Difesa: Di Paola, la riforma è essenziale, vero esempio di spending review

dipaola5Roma, 28 giu – La riforma della Difesa è “assolutamente essenziale e spero che proceda speditamente. E’ priorità del Paese, se ritenete che le forze armate siano strumento utile a questo Paese, in grado di fornire operatività. Questo è il loro compito, mentre la Fiat produce auto e altri beni”. Lo ha detto il ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola, nel corso del question time di oggi al Senato, rispondendo a diverse interrogazioni sull’argomento riforma del settore delle forze armate. Tra l’altro questo disegno di legge di riforma della difesa “è il primo esempio di vera spending review, si muove in coerenza con essa”.

Di Paola ha riconosciuto il peso che in tutto questo ha il capitolo risorse. “Il dato del Pil esprime le condizioni del nostro strumento”, visto che in Europa l’impegno pro-capite ammonta a 26mila euro contro i 16mila in Italia. Si è in presenza di uno “strumento ipertrofico e sottofinanziato e sottodimensionato alle sue capacità. E’ uno strumento che deve avere un bilanciamento delle risorse, personale preparato, quindi formazione e risorse di investimenti per ammodernare ed essere sul mercato”, ha detto ancora Di Paola. “Le risorse sono quelle che sono, è ineludibile che si proceda con un disegno organico o de facto. O ci sono risorse o si ristruttura lo strumento”, ha sottolineato il ministro, che ha invitato il Senato “a sostenere il disegno di riforma della difesa, che non è solo riduzione del personale ma anche delle strutture e di certe capacità operative ed investimenti, è l’unica via”. Il tutto sviluppato in un arco di 10 anni, con prevista una varia gamma di strumenti per procedere nel processo di riduzione.

Per Di Paola “è chiaro che il presupposto è una stabilità programmatica, cioè poter contare su una stabilità di risorse sul lungo termine, e che sono quelle attuali”. Come dire, almeno quelle di oggi mantenerle stabili. Si è passati da un intervento da 4 miliardi del 2004 a meno di un miliardo nel 2012, “bisogna ridurre il personale, concentrare le strutture, i livelli di comando e poter focalizzare le risorse su una massa minore e migliorare l’efficacia. E’ quello che si farebbe in una normale famiglia”. Di Paola ha parlato di esigenza di “stabilità programmatica”, spiegando che “flessibilità programmatica significa che via via che si riduce personale, e queste risorse vengono impiegate in altri settori: operativo, esercizio, formazione”. Per Di Paola il disegno di legge di riforma della difesa è il primo esempio di vera spending review, “si muove in coerenza con essa”, e se fosse necessario ridurre ancora in maniera sostanziale, “dovremmo andare ancora più a fondo nella revisione”. (AGI)

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