Difesa, Del Vecchio (PD): Di Paola saprà salvaguardare l’efficienza operativa e le aspettative del personale

del_vecchioPacifisti: non sarà un ammiraglio a tagliare le spese militari. Roma, 16 nov – «Un grande augurio di buon lavoro all’ammiraglio Di Paola. E’ un ufficiale di grande professionalità, che ha ricoperto incarichi di rilevante responsabilità in ambito nazionale e internazionale. Un uomo di comando ma disponibile al dialogo e al confronto delle idee». Il generale Mauro Del Vecchio, oggi senatore del Pd ed ex comandante della missione Isaf in Afghanistan, commenta così all’Adnkronos la nomina dell’ammiraglio Giampaolo Di Paola a ministro della Difesa del governo Monti. «Non ha bisogno di consigli – spiega Del Vecchio – ma in tutte le circostanze in cui sono stato suo diretto collaboratore ne ricordo l’intelligenza, il buon senso e l’equilibrio nell’affrontare le delicate problematiche del mondo della Difesa». «Dovrà assumere decisioni importanti – rimarca – in un momento di grande difficoltà finanziaria. Il comparto Difesa sarà di sicuro al centro di un riesame organico ma le conoscenze che Di Paola ha della struttura militare gli consentiranno di adottare le decisioni più opportune per salvaguardare l’efficienza operativa dello strumento e il soddisfacimento delle aspettative del personale». Quanto alle missioni italiane all’estero, sottolinea: «Di Paola è stato a lungo il responsabile nazionale del nostro impegno nei teatri operativi. Sa quale significato riveste questo impegno per il nostro Paese. E saprà continuarlo».

Tavola della pace: non sarà un ammiraglio a tagliare le spese militari. Monti metta le mani sul bilancio della Difesa

«Non solo è un militare e non un politico, ma è un ammiraglio nel pieno delle sue funzioni e non un ufficiale in pensione. Non credo proprio che sarà un ammiraglio a tagliare le spese militari, mentre invece Monti, per risanare i conti, dovrebbe cominciare a mettere le mani proprio sul bilancio della Difesa». Lo sottolinea all’Adnkronos Flavio Lotti, Coordinatore della Tavola della Pace. «Se questa èla soluzione “tecnica”, avremmo preferito un politico. La Difesa è oggi un elefante inutilizzabile, con più generali che truppa, più comandanti che comandati. Non penso che sarà un militare sulla breccia da 30 anni con gli incarichi più rilevanti ad incidere su quest’aspetto. In Italia – osserva Lotti – si continua a spendere un sacco di soldi per foraggiare l’industria militare e contemporaneamente si tagliano le spese per il funzionamento e perfino l’addestramento delle stesse forze armate».

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