Difesa: Debertolis, problemi superati per gli aerei F-35. Andranno a Marina e Aeronautica

f35b-Roma, 7 feb – “Problemi superati: i velivoli ci saranno, saranno impiegati dalla nostra Marina e l’Aeronautica avrà una certa aliquota di F-35, in sostituzione dei Tornado e degli Amx, con il vantaggio che i velivoli saranno ora in comune con quelli della Marina”. E’ quanto riferisce il segretario generale della Difesa e direttore nazionale per gli armamenti Claudio Debertolis, nel corso dell’audizione davanti alla commissione Difesa della Camera dei deputati. “I velivoli a decollo verticale – ricorda – sono gli unici aerei che possono essere impiegati dalla nostra Marina militare sulle navi in sostituzione degli attuali Av8. Per un certo periodo abbiamo temuto che fossero in pericolo, per problemi tecnici che hanno comportato un ritardo di due anni”. Mentre “l’Eurofighter avrà una cessazione di produzione: cambia lo scenario e un rallentamento del programma comporterebbe un aumento dei costi”. Quanto agli effetti sull’occupazione, le 10.000 unità impegnate per il programma Joint Strike Fighter degli F-35 andranno a “rilevare” le 11.000 unità per l’Eurofighter. “Ma si parte da un minimo garantito, sperando che con la prosecuzione dell’attività si avrà un indotto superiore anzichè inferiore – spiega Debertolis – Diciamo che ci sarà continuità occupazionale fra Eurofighter e Joint Strike Fighter”.

I primi velivoli saranno più costosi ma poi si arriverà a regime

Per quanto riguarda i costi degli F-35 del programma Joint Strike Fighter, “i primi velivoli sono anche i più costosi, in proporzione, perchè nascono quando lo sviluppo non è ancora completato – spiega Debertolis – Si parte con costi più elevati per poi arrivare a regime”. I primi tre velivoli sono stati già ordinati e verranno acquisiti: “Saranno sicuramente di produzione italiana – assicura il segretario generale della Difesa – A maggio 2012 inizierà la costruzione delle ali nel nuovo stabilimento, mentre a inizio 2013 si comincerà ad assemblare i tre velivoli italiani. Il numero dei velivoli da acquistare non è invece un impegno da assumere subito, ma in base all’elaborazione da parte del ministro della Difesa del nuovo modello delle forze armate”. In ogni caso, informa Debertolis, “anche se il numero finale dei velivoli fosse molto più basso dei 131 iniziali, comunque assicureremo sempre alla nostra industria il lavoro, cercando di avere a compensazione l’assemblaggio di altri Paesi. Stiamo ad esempio negoziando con la Lockheed l’impegno di Alenia per la costruzione delle ali: fa parte del nostro lavoro”. (Adnkronos)

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