Difesa, cooperazione europea, Pinotti: «La Nunziatella potrebbe diventare una scuola che forma anche ufficiali europei»

pinotti-nunziatellaRoma, 7 mar – «Sono d’accordo con l’idea di una cooperazione rafforzata fra alcuni Stati in materia di difesa e ci sono già delle idee in campo su proposta italiana che riguardano la capacità di utilizzo degli aerei a pilotaggio remoto e la formazione».

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in occasione della conferenza stampa organizzata nella sede Rai di Viale Mazzini a Roma per presentare il reportage “Back to Iraq” realizzato da “Petrolio”, commenta così l’opinione espressa dal presidente francese Francois Hollande che di recente ha messo in guardia dal rischio di morte per l’Europa se non si lascia spazio a geometrie variabili.

«Se ci sono dei paesi pronti a fare un passo in avanti – spiega l’esponente di governo – non possono più fermarsi; ne va a scapito la possibilità che l’Europa rimanga un sogno per tutti i cittadini europei e diventi una realtà importante. Abbiamo una responsabilità che deve andare oltre l’esigenza, che c’è, di tenere tutti e 28 i Paesi uniti. Peraltro la possibilità di fare cooperazioni rafforzate di difesa è già nei Trattati di Lisbona e quindi è già ad oggi possibile, in particolare se teniamo conto di Francia, Germania, Italia e Spagna e cioè Stati che hanno un peso maggiore. Basti pensare che soltanto Francia, Germania e Italia sono oltre il 60% della difesa europea. Se quindi questi Stati riescono a innestare una marcia più veloce, facendo dei progetti che portano ad una difesa europea, ben venga».

«Questa idea delle due velocità – entra nel merito la Pinotti – non vuole dire che chi rimane indietro, rimarrà indietro, ma vuol dire semplicemente imprimere una accelerazione cui poi possono accedere tutti gli altri. Nessuno vuole creare una divisione».

Ma c’è il rischio di creare un’altra entità, un altro soggetto politico? «No, assolutamente – scandisce il ministro – perché noi stiamo parlando di soggetti politici che già esistono e cioè gli Stati, i quali si mettono d’accordo con un livello di condivisione fra gli Stati per mettere insieme gli assetti operativi e le capacità militari. Non è quindi un ulteriore livello, ma semmai un livello già esistente di Stati che, collaborando, fanno sintesi e rendono più efficace la loro azione».

«E nell’ipotesi di cooperazioni rafforzate la Nunziatella, la scuola militare più antica d’Europa, potrebbe quindi diventare non soltanto una scuola per gli ufficiali italiani ma anche una scuola per gli ufficiali europei», anticipa infine la Pinotti.(AdnKronos)

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