Difesa: conclusa a Cherry Point l’esercitazione Bold Quest 2013

bold-questRoma, 24 giu – Si è conclusa venerdì 21 giugno 2013 l’esercitazione Bold Quest 2013 (BQ-13) presso la MCAS (Marine Corps Air Station) a Cherry Point (North Carolina, USA) che ha visto l’Italia partecipare con una delegazione guidata dallo Stato Maggiore Difesa 6° Reparto, che in ambito nazionale è responsabile dello sviluppo dei sistemi di Comando e Controllo. La delegazione ha previsto una componente dell’Aeronautica Militare (90 persone in totale) cui si unisce una rappresentanza dell’Esercito Italiano (7 unità) e della Marina Militare (6). Sono stati impiegati 4 velivoli (1 C27J e due Tornado in configurazione sperimentale del Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare, ed 1 Tornado del 6° Stormo di Ghedi), 1 Radar Difesa Aerea (DADR – Deployable Air Defence Radar), 2 Veicoli Tattici Leggeri (VTLM) Lince e 3 automezzi con a bordo il segmento terrestre per la designazione degli obiettivi.

Il Colonnello Vincenzo Falzarano, in qualità di NSR (National Senior Rappresentative) della delegazione italiana, ha evidenziato in occasione del Media Day come “le esercitazioni, sia nazionali che internazionali, hanno il grande vantaggio di incrementare il livello di interoperabilità e confidenza tra i Paesi coinvolti ed accrescere lo scambio di esperienze e competenze per migliorare il livello della cooperazione con l’obiettivo di far fronte alle problematiche d’interesse collettivo”.

Sempre Falzarano ha aggiunto che “le esercitazioni permettono di affinare le procedure e le tecniche per poter prontamente agire in missioni di controllo delle crisi, in un ambito di cooperazione internazionale. La necessità sempre più frequente di operare in scenari multinazionali impone, infatti, la perfetta integrazione di sistemi di paesi diversi attraverso la standardizzazione di tecnologie e procedure”.

Alla BQ-13 hanno partecipato un velivolo C-27J e due Tornado del Reparto Sperimentale di Volo (RSV) dell’Aeronautica Militare di Pratica di Mare. Insieme alla componente del RSV era presente anche un Tornado e personale tecnico e navigante del 6° Stormo di Ghedi che ha rappresentato l’essenziale componente operativa necessaria per lo svolgimento della BQ-13. I primi tre velivoli, in una configurazione sperimentale fatta ad hoc per la BQ-13, hanno permesso ai test pilot delle tre Forze Armate ed alla componente ingegneristica dell’RSV di provare e validare a terra e in volo nuove capacità operative. In particolare, il velivolo C27J, in questo contesto, è stato utilizzato come un vero e proprio laboratorio volante, permettendo di massimizzare i dati raccolti durante ogni singola missione.

Anche i piloti ed i navigatori del 6° Stormo hanno partecipato all’attività di volo, contribuendo a rendere lo scenario all’interno del quale si sono svolte le prove, il più possibile aderente agli scenari operativi odierni. E’ stata valuta l’efficacia e l’interoperabilità del nuovo sistema di Identification Friend or Foe (IFF) capace di discriminare con precisione gli “amici” dai “nemici”. Contemporaneamente è stata provata la capacità di scambiare messaggi da terra verso i velivoli e viceversa in formato digitale (messaggi di testo paragonabili agli sms dei telefonini). Queste ultime prove sono state effettuate durante missioni CAS (Close Air Support) che vedono le truppe amiche a terra molto vicine al nemico. Il Tornado è stato inoltre dotato di un dispositivo capace di “interrogarne” un altro e, attraverso il riconoscimento/verifica di codici, è capace di discriminare il nemico dalle truppe amiche; tutto questo per cercare di ridurre al massimo il rischio di fuoco amico, il cosiddetto “Blue on Blue”.

L’Esercito Italiano, la Marina Militare e l’Aeronautica Militare hanno partecipato alla BQ-13 con un team di personale JTAC (Joint Terminal Attack Controller). Si tratta di una qualifica altamente specializzata che permette, a coloro i quali ne sono in possesso, di interagire da posizioni avanzate, in territorio ostile, con le piattaforme aeree in profilo di impiego CAS (Close Air Support), a supporto dell’attività svolta sul terreno. La Marina Militare, inoltre, ha rischierato il Gateway della Landing Force al fine di testare sia la capacità JREAP (Joint Range Extention Application Protocol) mai testata in ambito internazionale per la condivisione della situazione operativa corrente e lo scambio di messaggistica di informazioni contenute nel Gateway, che la possibilità di ricevere i dati informativi che i JTAC sul terreno possono trasmettere ad un comando di componente decentrato.

L’Esercito Italiano ha partecipato con due mezzi VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo) Lince configurati per l’attività di identificazione Aria/Suolo (ASID Air to Surface Identification). Tali mezzi sono stati dotati di sistemi che hanno permesso di poter essere interrogati e riconosciuti da un velivolo che opera in fase di attacco ed evitare di essere soggetti al fuoco fratricida. Efficace è l’impiego di tale tecnologia nel caso di missioni CAS per dare al pilota la certezza che nel raggio di azione dell’armamento non siano presenti truppe amiche.

Anche il Reparto Mobile di Comando e Controllo (RMCC) dell’Aeronautica Militare, con il supporto del 4° RTM (Reparto Tecnico Manutentivo) di Borgo Piave, ha preso parte alla BQ-13 con proprio personale operativo della Difesa Aerea che ha curato la gestione e la sperimentazione del sistema Radar Mobile recentemente acquisito dall’Aeronautica Militare e prodotto dalla Ditta italiana Selex ES. Il radar D.A.D.R. (Deployable Air Defense Radar) è un sistema mobile di ultima generazione impiegato nell’ambito della Difesa Aerea. In particolare, durante la BQ-13 sono state sperimentate le nuove capacità del Radar per scoprire, interrogare ed identificare i velivoli militari (New Generation Identify Friendly or Foe), nonché una serie di prove tecnico-operative.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.