Difesa, Cocer Interforze ai parlamentari: personale “terrorizzato” dal futuro

militari_parata1Roma, 28 nov – L’organismo centrale di Rappresentanza militare interforze, ha deliberato di inviare un dettagliato documento al ministro della Difesa, ai parlamentari delle Commissioni Difesa di Camera e Senato e al Capo di stato maggiore della Difesa, in ordine ai vari provvedimenti in discussione al Parlamento che coinvolgono il personale militare che in questo frangente viene rappresentato come “terrorizzato dal futuro e mortificato nelle proprie speranze”. Di seguito il testo del documento firmato dal generale dei carabinieri Saverio Cotticelli e, in calce all’articolo, le proposte emendative che, ritiene il Cocer, “potrebbero in parte mitigare gli effetti nefasti del provvedimento”.


Dal 2010 il personale del comparto Difesa è oggetto di provvedimenti legislativi altamente demotivanti. Relativamente all’A.C. 5569, “Riforma dello strumento militare”, attualmente in discussione presso questa Commissione, pur condividendo la necessità di intervenire sullo strumento militare per adeguarlo a standard di efficienza ed economicità e mantenere il passo con il progresso tecnologico e un ammodernamento delle strutture utilizzate anche dal personale, il Cocer non ritiene accettabile che i costi della trasformazione siano caricati quasi esclusivamente sul personale, con delle modalità non chiare e anche di difficile attuazione.

Il Sig. Ministro, nel suo intervento al Senato ha affermato che per correggere lo squilibrio nella ripartizione delle spese si deve ridurre lo strumento visto che non è possibile incrementare le risorse. Ma la riduzione dello strumento non può tradursi quasi esclusivamente nel taglio del personale, anche perché i costi relativi paragonati i ai budget medi europei non sono così abnormi e, comunque, non sono cresciuti esponenzialmente. Infatti, il costo del personale della Difesa italiana, pari al 70% del budget totale, non è superiore al 50% degli analoghi costi medi degli altri paesi europei se si va a confrontare quanto l’Italia dedica alla Difesa (pari al 0,84% del PIL) con la media di quanto dedicano per la stessa funzione gli altri paesi europei (1.61 % del PIL), in altre parole il nostro personale costa meno di quanto avviene negli altri paesi in termini percentuali e probabilmente assoluti se si guarda a Francia e Germania. In altri momenti sarebbe logico chiedere un incremento delle risorse per la Difesa per riequilibrare i settori di spesa senza “attaccare” il personale che serve e ha servito fedelmente il proprio Paese. Appare tuttavia difficile comprendere come un progetto di efficientamento dello strumento non evidenzi, nei suoi passaggi, la necessità di mantenere e migliorare l’efficienza del personale, nel senso del morale e della motivazione.

A nostro parere non può esserci uno strumento moderno con il personale “terrorizzato” dal futuro e mortificato nelle proprie speranze. Altre nazioni che stanno procedendo o hanno recentemente proceduto ad una revisione in senso riduttivo del loro strumento, hanno stanziato ingenti risorse per finanziare la trasformazione. soprattutto per individuare idonei strumenti di esodo per il personale in esubero senza penalizzarlo. A titolo di esempio la Germania per ridurre circa 16.000 unità ha stanziato ben 1 miliardo di euro per prepensionare 6.000 uomini. Ben consci delle difficoltà del nostro Paese, comprendiamo che una analoga soluzione non possa essere attuata da noi, ma riteniamo sbagliato ridurre 40.000 unità con un costo che secondo il disegno apparirebbe zero in termini finanziari, ma di fatto sarebbe a carico del personale. Non ci sono riorganizzazioni senza costi, i quali diventano sempre più elevati se si contraggono i tempi del transitorio.

Riferendosi al provvedimento in esame riteniamo infatti che gli attuali tempi che gli attuali tempi della trasformazione (fino al 2024, con possibilità di slittamenti ulteriori limitati da appositi DCPM) non siano sufficienti ad evitare ulteriori sacrifici sulle spalle del personale. Il provvedimento in itinere trova poi il personale profondamente amareggiato e penalizzato dal blocco delle progressioni economiche legate all’anzianità ed alle promozioni. Anche lo strumento alternativo previsto per sopperire a questo grave documento (una tantum) risulta inadeguato per gli anni rimanenti (2012 e 2013) poiché con i fondi esistenti la copertura ipotizzabile è del 45 % per il 2012 e del 16% per il 2013. Detto questo, entrando nel merito del provvedimento, la valutazione dell’ Atto Camera 5569 non può non tenere conto degli altri provvedimenti di legge in corso: “Spending Review” e “Armonizzazione della previdenza”. Il DDL sulla “‘Revisione dello strumento militare” preso da solo e con obiettivo di riduzione del personale a 150.000 unità poteva forse apparire sostenibile se non fossero sopravvenute proprio le succitate novità legislative. Allo stato attuale la tenaglia in cui il DDL è compresso rende necessarie alcune modifiche per far si che dopo l’applicazione della Spending Review, il personale militare “sopravvissuto alla stessa”, non sia colpito da “mobilità obbligatoria”, anche in considerazione dei nuovi limiti di età per accedere al sistema previdenziale. Il regolamento di armonizzazione pensionistico che ipotizza penalizzazioni ed incrementa i limiti dì età riduce, tra l’altro, la possibilità di esodi volontari che andrebbero ad agevolare la riduzione degli organici prevista dal Disegno di Legge.

Occorre pertanto, Signori Onorevoli, che esaminando il DDL delega si proceda all’armonizzazione e alla sintonia dello stesso con tutti gli altri provvedimenti sul personale del Comparto Difesa che attualmente sono vigenti o in itinere o in alternativa codesto Parlamento prenda una pausa di riflessione su una riforma epocale che avrà pesanti ripercussioni sul sistema Difesa di questo Paese che sicuramente ricadranno sui prossimi governi che si troveranno a dover gestire eventuali inefficienze derivanti dai provvedimenti affrettati ed il conseguente malessere del personale. Il senso di responsabilità di questo organismo ci obbliga a non limitarsi a una mera lamentazione ma ci impone di puntualizzare quali sarebbero stati, o potrebbero ancora essere, i punti migliorabili di questa riforma.

In estrema sintesi, il COCER chiede:

  1. che venga dato pieno riconoscimento al ruolo negoziale della Rappresentanza, così come indicato dall’art. 19 della legge 183/2010, con la partecipazione del Cocer alla stesura dei decreti applicativi della norma, al fine di garantire la condizione professionale e morale del personale;
  2. che il transitorio del DDL sia prorogato al 2030 o almeno 12 anni dopo il termine del periodo applicativo della Spending Review;
  3. che gli organici totali pari a 150.000 unità non tengano conto del personale inserito nel ciclo di formazione e del personale espressamente escluso dall’attuale professionale;
  4. che il personale volontario di Truppa (VFP4) possa essere stabilizzato, durante gli anni del transitorio, nel servizio permanente fino ad esaurimento degli organici della categoria VSP;
  5. che il DDL venga armonizzato, con i provvedimenti di Legge Spending Review e Regolamento di Armonizzazione del Sistema Pensionistico, anche attraverso una sequenza cronologica che preveda l’approvazione del DDL solo dopo l’approvazione dei regolamenti attuativi della SR e della riforma del sistema pensionistico;
  6. che attraverso una compensazione dei sacrifici del personale si ripristini un equilibrio che oggi appare tutto spostato a vantaggio dell’investimento, anche mediante una rimodulazione ed il rifinanziamento della legge n. 168/2005, nonché attraverso garanzie occupazionali per i volontari in regime di precariato;
  7. che possa essere garantito al personale delle FF.AA. un equilibrato percorso di carriera, evitando sperequazioni rispetto alle carriere del paritetico personale delle FF.PP..

A titolo di collaborazione e fermo restando il parere di non condivisione del!”attuale formulazione, si ritiene doveroso allegare alcune proposte di emendamenti, che seppure non esaustive, potrebbero in parte mitigare gli effetti nefasti del provvedimento.

download-bg pdf Leggi le proposte formulate dal Cocer interforze

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