Difesa, Cocer al ministro: «immediati diritti sindacali ai militari»

MARIO-MAURO-TAGLIIrricevibile il testo del riordino delle carriere. Roma, 22 dic – A seguito dell’incontro della Rappresentanza militare con il ministro della Difesa, Mario Mauro, il Cocer rompendo definitivamente gli indugi chiede apertamente «l’immediata rivisitazione del modello di rappresentanza militare, dando piena attuazione al ruolo di parte sociale degli organi di rappresentanza e dotando gli stessi di autonomia finanziaria e giuridica, reali ed effettivi poteri di contrattazione di primo e secondo livello (contrattazione integrativa), reali ed effettivi poteri di controllo delle norme contrattuali, reali ed effettivi poteri di tutela collettiva ed individuale».

Il tutto viene espresso in una articolata delibera di oggi dell’Organismo, che ricapitolata le tappe dolenti che il mondo con le stellette ha dovuto subire a seguito dei processi di ristrutturazione e riduzione della Difesa, ed a causa dei tagli stipendiali che non hanno risparmiato i militari nonostante la “specificità”.

I militari ricordano al ministro «che gli effetti economici delle promozioni e gli incrementi stipendiali del personale del comparto sono congelati dal 01.01.2011 e rimarranno congelati sino al prossimo 31.12.2014 per effetto dell’art. 9 del d.l. n. 78/2010» (emanato dal governo Berlusconi). «Il blocco delle retribuzioni – spiega il Cocer -, in ragione della specificità degli ordinamenti e l’assenza di effettivi strumenti di contrattazione, ha prodotto una penalizzazione economica per il personale del comparto sicurezza e difesa ben maggiore di quella patita dal resto del pubblico impiego, creando disparità di trattamento stipendiale, anche tra il personale del comparto stesso, nel presente, ed ulteriori e ingiustificate diversificazioni sul piano pensionistico, nel futuro».

Il Cocer ha inoltre sottolineato «che altre categorie del pubblico impiego hanno trovato il modo di attenuare/eliminare la problematica attraverso interpretazioni della normativa (magistrati, dirigenti di altri comparti) e/o attraverso lo strumento della contrattazione integrativa, preclusa al comparto», in riferimento al decreto del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge sugli “automatismi stipendiali” del personale della scuola nonostante tutto il comparto statale sia tuttora in regime di “blocco”.

Un passaggio della delibera del Cocer sullo recente riforma dello strumento militare, affarme che « i discendenti, fortemente voluti dall’attuale Ministro della Difesa e dai suoi predecessori, produrrà nei prossimi anni un notevole decremento della spesa dedicata al personale delle FF.AA. (attraverso un importante ridimensionamento degli effettivi) a vantaggio della spesa per investimenti, senza che nemmeno un euro sia stato destinato al personale che rimarrà in servizio».

Infine, i delegati centrali dei militari, senza tanti giri di parole, dicono al ministro che «l’attuale obsoleto modello di rappresentanza militare non permette di tutelare il personale in modo concreto ed effettivo, soprattutto nel confronto con le Autorità di Governo (e comunque, nemmeno adeguatamente bilanciato rispetto al personale delle forze di polizie ad ordinamento civile), come, d’altronde, ammesso anche dallo stesso Ministro della Difesa Mario Mauro nel corso dei recentissimi confronti in ordine ai decreti discendenti della Legge n. 244/2013»

Per le ragioni esposte dal Cocer, si chiede che il «finanziamento delle misure una tantum ex art. 8 comma 11bis del d.l. n. 78/2010 al fine di reintegrare completamente gli effetti del blocco stipendiale per l’anno 2013; l’abrogazione della proroga degli effetti del blocco stipendiale per l’anno 2014; l’immediata rivisitazione del modello di rappresentanza militare».

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