Crisi Fucilieri: sulla giurisdizione atteso il verdetto la settimana prossima

maro-india5E’ corsa contro il tempo, dal 13 aprile i tribunali indiani saranno chiusi per un mese. Roma, 4 apr – Nonostante le battute d’arresto degli ultimi giorni, la diplomazia italiana nutre la “ragionevole speranza” che l’Alta corte del Kerala possa finalmente arrivare a una pronuncia “settimana prossima” sulla giurisdizione del caso marò. Lo riferiscono fonti vicine alla delegazione che, da metà febbraio, sta assistendo i fucilieri del reggimento San Marco accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. Dal prossimo 13 aprile, in Kerala chiuderanno gli uffici pubblici – tribunali compresi – per un mese di ferie, e resteranno lavorativi soltanto alcuni ‘vacation judges’, magistrati supplenti su cui non si può fare troppo affidamento. Per questo, sui diversi binari dell’iter giudiziario si sta consumando – da parte italiana – una vera e propria corsa contro il tempo con l’obiettivo di ottenere subito dopo Pasqua “la pronuncia di primo grado sulla giurisdizione” fanno sapere le fonti. Ieri gli inquirenti indiani sono andati a trovare in carcere a Trivandrum il maresciallo Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone per un interrogatorio autorizzato dal giudice che lunedì ne aveva prorogato il fermo. “A ogni tentativo di interrogarli hanno ripetuto su nostra indicazione: siamo soldati italiani e non rispondiamo perché non riconosciamo la vostra giurisdizione” come riferito dal sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura a Repubblica. “I due militari sono al corrente del quadro processuale, e sono coinvolti in ogni fase – hanno confermato le fonti di TMNews – In questo momento da parte nostra non si forniscono elementi di merito agli inquirenti indiani, perché non è opportuno dare alcuna indicazione” prima di un punto fermo sulla giurisdizione. Per quanto riguarda, invece, il destino della petroliera Enrica Lexie su cui i marò erano di scorta il 15 febbraio (quando sono stati uccisi i pescatori indiani) si tratta di vedere i tempi e i modi con cui i legali della società armatrice decideranno di agire dopo che il collegio d’appello dell’Alta corte di Kochi ha “ribaltato” per motivi procedurali la sentenza che autorizzava il rilascio della nave e del suo equipaggio.

“Stiamo seguendo con attenzione anche la situazione degli altri quattro militari italiani e dei civili a bordo della Enrica Lexie” ha assicurato De Mistura, tornato in India domenica. “Il comandante Umberto Vitelli e i nostri fucilieri – ha aggiunto – sono considerati persone informate dei fatti, e per questo devono rimanere a disposizione delle autorità indiane”. In generale, comunque, la situazione è tale da fare ammettere a fonti diplomatiche italiane che “il clima giuridico non è molto favorevole”. Anche il giallo delle ultime ore sull'”arma mancante” che avrebbe sparato i proiettili rinvenuti nei cadaveri indiani sembra andare in questa direzione. “La perizia balistica si è chiusa il 9 marzo e in questo mese non ci è stato rivelato alcun elemento sulle sue conclusioni” fanno notare le fonti italiane. Con l’articolo del Times of India di Kochi sui sospetti della polizia che manchi all’appello uno dei fucili usati dai marò “ce n’è abbastanza per ritenere che gli indiani siano quantomeno in difficoltà”. (TMNews)

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