Crisi economica, EUROMIL: regressione oltraggiosa dei diritti dei militari

emmanuel-jacobBruxelles, 9 nov – In occasione della “European Day of Action and Solidarity”, che si svolgerà a Bruxelles il prossimo 14 novembre organizzata dall’ETUC (European Trade Union Confederation) con la partecipazione di EUROMIL, il presidente dell’importante organizzazione di militari europei, Emmanuel Jacob, ha rilasciato delle dichiarazioni in favore dell’occupazione e della solidarietà e contro l’austerità imposta dagli organismi europei.

Le misure di austerità imposte dall’Europa la stanno “trascinando in una stagnazione economica, anzi una recessione, con il risultato che la crescita si è fermata e la disoccupazione aumenta inesorabilmente. I tagli ai salari stanno attaccando il modello sociale europeo, peggiorando gli squilibri sociali.”

“Le Forze armate europee e il loro personale – spiega Jacob – non sono certo risparmiati dall’impatto negativo delle severe misure di austerità e dai tagli di  bilancio della Difesa  indotti dalla crisi economica e finanziaria. I militari devono pagare due volte per questa crisi. In primo luogo come civili, dovendo condividere i sacrifici chiamati a compiere da ogni cittadino europeo, a causa dell’adozione di nuove tasse che hanno ridotto il  loro reddito e che hanno tagliato i loro sistemi di sicurezza sociale. In secondo luogo come soldati, devono sopportare le conseguenze dei tagli ai loro bilanci”.

“I bilanci della Difesa sono costituiti da pochi pilastri, vale a dire la formazione e le operazioni, gli investimenti e il personale: a causa dei tagli verrà meno la formazione e la preparazione necessaria per compiere le operazioni militari all’estero mettono in pericolo gli stessi militari; parimenti, la mancanza di investimenti indurrà all’uso di  attrezzature inadeguate che comprometteranno la loro sicurezza”.

“Nonostante la crisi economica e finanziaria – sottolinea Jacob -, i termini e le condizioni di lavoro dei militari  devono essere mantenute il più possibile inalterate. Le associazioni militari non possono accettare una regressione così oltraggiosa dei loro diritti”.

“Le Forze Armate sono composte da esseri umani che hanno scelto di servire il loro paese come cittadini in uniforme. Il fatto che questi uomini e donne indossino una divisa non nega i loro diritti di cittadini del Paese ove svolgono il proprio servizio. EUROMIL deplora vivamente quei Paesi europei che continuano ad imporre indebite limitazioni al diritto di associazione per il personale militare e chiede in particolare il riconoscimento del diritto ai militari di formare e aderire ai sindacati e alle associazioni indipendenti e che questi siano inclusi in un regolare dialogo sociale da parte delle autorità. I militari sono altamente qualificati, sono dipendenti che hanno il legittimo diritto di promuovere i propri interessi sociali e professionali – come fanno altri lavoratori”.

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