Alloggi Difesa: Di Paola, c’è attenzione sul canone e per casi critici

Di-Paola5Roma, 22 dic. – Il Ministero della Difesa pone attenzione al problema degli alloggi, con “l’attenta salvaguardia delle situazioni oggettivamente critiche in temi reddituali e familiari” come pure alla questione del canone dovuto per chi abita in alloggi di pertinenza del dicastero. Lo ha detto il ministro Giampaolo Di Paola durante il question time di stamane alla Camera rispondendo a una interrogazione del parlamentare di Fli Aldo Di Biagio che riguardava le problematiche concernenti gli alloggi della Difesa utilizzati da utenti cosiddetti “sine titulo”. Di Biagio ha detto che c’è stata una sentenza del Tar che ha sospeso l’applicazione dei canoni agli inquilini ricorrenti evidenziando di fatto la non liceità degli stessi. Il parlamentare del Fli chiedeva di sapere se da parte del dicastero della Difesa “si intenda avviare la tanta agognata sospensione dei canoni illecitamente provvisori e se s’intende frenare il recupero forzoso avviato in questi mesi”. Di Paola ha risposto che “il governo pro tempore nell’esprimere parere favorevole alla mozione sottolineava l’importanza del rilascio degli alloggi da parte degli stessi conduttori con titolo scaduto, ad esclusione delle categorie protette che devono essere tutelate attraverso decreto ministeriale di gestione del patrimonio della Difesa. Un patrimonio che ha bisogno di oltre 50.000 unità abitative. In tale contesto la Difesa sta procedendo, al fine di soddisfare le esigenze alloggiative del personale di servizio anche con il recupero di alloggi rilasciati dai conduttori con titolo scaduto, pone l’attenta salvaguardia delle situazioni oggettivamente critiche in temi reddituali e familiari” e queste attività si stanno svolgendo con il coinvolgimento dei soggetti interessati “chiamati a fornire ogni utile indicazione d’ufficio, che non sia rilevabile, in grado di evidenziare situazioni di anomalie e meritevoli di attenzione”. E quanto al quesito relativo al recupero forzoso, il ministro ha detto che “le azioni di recupero sono e saranno ad ogni buon conto effettuate in relazione alle necessità funzionali ed operative dell’amministrazione in base alle reali capacità di ripristino di assegnazione dell’utenza in titulo”.

Circa poi il quesito per la parte relativa al canone “che a parere dell’interrogante sono improvvisi, iniqui e normativamente non previsti”, Di Paola ha spiegato “non posso che ribadire gli elementi già forniti presso la 4ª commissione Difesa in occasione di due interrogazioni sullo stesso argomento. A tal riguardo il decreto del ministro della Difesa 16 marzo 2011 definisce i criteri di rideterminazione del canone dovuti da utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del ministero della Difesa nel rispetto dei principi stabiliti dal decreto stesso”. La norma prevede che i canoni di locazione siano rideterminati con decreto del ministro della Difesa adottato d’intesa con l’Agenzia del demanio, sentito il Cocer. In particolare stabilisce che la rideterminazione avvenga sulla base dei prezzi di mercato o, in mancanza di essi, sulla base delle quotazioni rese disponibili dall’Agenzia del territorio “nonchè del reddito dell’occupante e della durata dell’occupazione. Con decreto del ministro pro tempore, come richiesto dalla legge, è stata data quindi attuazione – ha detto ancora Di Paola – alla norma primaria prevedendo che il reddito del nucleo familiare occupante fosse fattore di ipotizzazione tale da costituire per la diminuzione del canone. Tale regolamento, che tiene conto anche della reale condizione di vetustà dell’immobile, è stato determinato in ragione del coefficiente correttivo”. Il ministro ha detto quindi che “al fine di scongiurare situazioni di disagio sono state date disposizioni per costituire a livello periferico punti di contatto”. Nella sua replica Di Biagio ha detto “apprezzo l’esposizione della normativa ma chiediamo una modifica. Il governo lo scorso febbraio si è assunto un impegno che forse ha considerato atto demagogico e non orientamento operativo. Affermò che non si sarebbe proceduto al recupero delle aree laddove non sussistano impellenti esigenze. Allora sarebbe il caso che vengano indicate le impellenti esigenze laddove ora sono eseguiti gli sfratti. Sarebbe anche ora che venisse ascoltato il Parlamento che da mesi chiede di rivedere la normativa e tener presente la pronuncia di un Tar. Migliaia di famiglie sono letteralmente buttate in mezzo alla strada, con centinaia di ricorsi di utenti a cui è stato chiesto un canone insostenibile non in linea con il reddito. La scusa che gli alloggi servono ai giovani militari non funziona più – ha aggiunto il parlamentare -, sono centinaia gli alloggi sfitti e decadenti. Non è stato possibile nemmeno giungere all’alienazione degli alloggi forzosamente liberati, malgrado la legge lo prevedesse”. Di Biagio ha chiesto di rivedere la disciplina “in termini di cassa e di rispetto per chi per anni ha servito l’Italia con dedizione e sacrificio”. (AGI)

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