Afghanistan:dopo oltre 10 anni si vede la fine della guerra

soldati-afghanistanIniziato nel 2001, è il conflitto più lungo e sanguinoso dell’alleanza. Chicago, 21 mag- A quasi 11 anni dall’inizio della guerra e a poco più di un anno dall’uccisione in Pakistan di Osama bin Laden, la Nato può vedere la fine della sua operazione militare più lunga, controversa e sanguinosa, con circa 3.000 soldati (50 italiani) morti sul terreno in Afghanistan.

Il conflitto è cominciato il 7 ottobre del 2001, dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, con l’obiettivo di catturare o uccidere Osama bin Laden, ritenuto la mente dell’attentato, distruggere le basi di al Qaida e rovesciare il regime talebano che lo proteggeva. Ci sono voluti dieci anni per catturare Bin Laden e i talebani fanno ancora sentire alta la loro voce, come dimostrato dalla spettacolare campagna di primavera dello scorso mese, con gli attacchi sferrati contemporaneamente in tutto il paese a bersagli simbolo. Ma i 130 mila soldati stranieri (4000 gli italiani) e i miliardi spesi per ricostruire il Paese (oltre 150 miliardi di dollari la sola bolletta statunitense) sono riusciti a creare le condizioni per un passaggio di consegne del controllo del territorio in mani afghane. Due anni fa, al vertice di Lisbona, la Nato ha lanciato il processo di transizione per il passaggio di consegne, in accordo con il governo di Kabul, del controllo della sicurezza in mani afghane entro la fine del 2014. Da allora, provincia per provincia, la guida della sicurezza è stata trasferita alle forze afghane, addestrate, pagate e sostenute dagli Alleati.

Oggi al vertice di Chicago, i 28 leader dell’Alleanza hanno dichiarato che la Nato trasferirà la responsabilità della sicurezza alle forze afghane in tutto il territorio entro la fine del 2013 e resterà con un solo ruolo di sostegno fino alla fine del 2014. Il presidente afghano Hamid Karzai ha annunciato che la terza tranche di province comincerà presto la transizione e ciò porterà al 75% la popolazione afghana che vive in aree controllate dall’Ansf (le forze di sicurezza afghane). ”Entro metà del 2013, quando la quinta e finale tranche di province comincerà la transizione, avremo raggiunto una importante pietra miliare nella tabella di marcia decisa a Lisbona”, scrivono i leader nel comunicato finale. ”Gradualmente e responsabilmente cominceremo a ridurre le nostre truppe fino alla fine della missione Isaf entro il 31 dicembre del 2014”. L’Afghanistan non sarà però abbandonato a sè stesso: resteranno truppe di addestramento e il canale di finanziamento per pagare gli stipendi a soldati e poliziotti locali sarà alimentato annualmente. (ANSA)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.