Afghanistan: sostegno da Military Advisor Team italiano ai colleghi locali

afghanistan-pattugliaHerat (Afghanistan), 21 lug – Sono già numerose le attività svolte a metà mandato dai militari italiani del Military Advisor Team III (MAT III) che, dal 18 aprile scorso, forniscono assistenza e supporto ai colleghi del 207° Corpo d’armata dell’esercito afghano nella pianificazione e nella condotta delle operazioni militari. Durante i primi tre dei sei mesi di impiego previsti (l’avvicendamento con un altro nucleo componente del contigente italiano in Afghanistan avverrà dopo l’estate), il personale del MAT III ha innanzi tutto supportato i colleghi afghani nella condotta della campagna operativa denominata “OCAB 1392” (in italiano “Aquila 1392”).

Inoltre ha organizzato una serie di attività al fine di colmare alcune lacune addestrative riscontrate nelle unità afghane quotidianamente affiancate. In quest’ultimo contesto rientrano le conferenze sulle misure di coordinamento delle “sorgenti di fuoco”, finalizzate a porre i soldati afghani in condizione di integrare al meglio l’impiego dell’artiglieria nella pianificazione e nella condotta delle operazioni, evitando di causare perdite tra la popolazione civile. Non meno importante, inoltre, il seminario sulla leadership svoltosi il 29 giugno scorso, al quale hanno partecipato più di 50 ufficiali afghani di alto rango, provenienti sia dal comando del 207° Corpo d’armata che dai reparti dipendenti. Da segnalare poi il corso di cooperazione civile-militare (CIMIC) e quello di contrasto della minaccia rappresentata dagli ordigni esplosivi improvvisati (C-IED). Il primo, organizzato in coordinamento con il Provincial Reconstruction Team di Herat, era rivolto a 49 tra ufficiali e sottufficiali di stanza presso la base di “Camp Zafar” (sede del 207°), di cui ben 23 di sesso femminile, che hanno assimilato le metodologie di lavoro alla base di tutte le attività svolte congiuntamente tra enti militari e organizzazioni governative e non, tese al miglioramento delle condizioni socio-economiche dell’Afghanistan.

Il secondo, recentemente conclusosi, è stato svolto a favore del personale delle unità del genio e ha portato 19 militari afghani al conseguimento della qualifica di “Istruttore Counter-IED”. Tutte queste attività formative, che si aggiungono ai numerosi progetti di sviluppo e assistenza realizzati in collaborazione con le autorità afghane e alle operazioni per incrementare il controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza locali, contribuiscono sensibilmente al consolidamento del processo di transizione che, dal 18 giugno scorso, vede le Afghan National Security Forces (ANSF) responsabili della pianificazione e della condotta di tutte le operazioni volte a garantire la sicurezza della regione ovest. (AGI)

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