Afghanistan: Monti alla NATO, l’Italia resta anche dopo il 2014

monti-RasmussenIl premier vede Rasmussen. Allarme degli 007, minaccia elevata per gli italiani. Roma, 27 apr (di Paola Tamborlini) – L’Italia resterà in Afghanistan anche dopo il 2014 per proseguire la sua azione ”a sostegno del popolo afghano”. E garantirà il suo impegno ”finanziario” ma anche in termini di ”uomini” sul campo, per continuare, addestrando le forze afghane, ad assicurare ”la stabilità e la sicurezza” del Paese. Il premier Mario Monti non ha dubbi sulla necessità di andare avanti, con ”uno sforzo coerente col ruolo incisivo di primo piano avuto dall’Italia” fino ad ora nel paese asiatico. E rassicura il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, giunto a Roma proprio alla ricerca di garanzie per il post 2014 (VideoRosso Video). Garanzie non nuove, sottolinea Monti, visto che fanno parte dell’accordo di partenariato siglato il 26 gennaio scorso proprio a Palazzo Chigi con il presidente afghano Hamid Karzai.

L’Italia dunque ci sarà e il suo contributo non verrà meno con il ritiro delle forze militari. A restare sul campo saranno gli addestratori, impegnati con l’esercito afghano. Anche se per il momento è ancora difficile quantificare l’entità dell’impegno italiano. “I termini del sostegno all’Afghanistan – ha detto Monti rispondendo ad una domanda al termine dell’incontro con Rasmussen – saranno quantificati al momento opportuno”. Così come la data del ritiro, che andrà ”esaminata e trattata congiuntamente dagli Stati interessati nell’ambito di un quadro complessivo”. L’Italia dunque resta, in un Afghanistan che continua a far paura, soprattutto in questo periodo dell’anno quando, finito il grande freddo, riprende l’offensiva talebana. “Siamo certamente preoccupati – ha detto Monti – per ciò che in questo periodo dell’anno tende ad accadere in Afghanistan e il grande impegno italiano di questi anni è espressione di quella preoccupazione”. Una preoccupazione espressa anche dai servizi segreti che, nell’ultima relazione al Parlamento, hanno parlato di un “elevato livello di minaccia” per i militari italiani impegnati in Afghanistan, in una “cornice di sicurezza che si è mantenuta estremamente precaria”. Ma il colloquio con Rasmussen, che ha incontrato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale, è stato dedicato anche ad altri temi di politica internazionale, anche in vista del vertice Nato di Chicago. Dalla Siria, dove, ha assicurato Rasmussen, la Nato non ha alcuna intenzione di intervenire ritenendo più adatta la soluzione ”pacifica e politica”, ai rapporti tra l’Alleanza e la Russia, con la convinzione che lo scudo antimissile non debba condizionare le relazioni tra Mosca e la Nato.(ANSA)

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