Afghanistan: ministro della Difesa, pace e libertà non sono gratis

mauro-herat“Dal 2014 la missione sarà solo addestramento”. Roma, 9 giu – ”La gestione di certe situazioni spetta alla comunità internazionale se si vuole che il nostro tempo si cibi di pace e non di conflitti. Questo ci espone a delle scelte e le scelte hanno un prezzo, perchè la pace e la libertà non sono gratis”.

Così, in due interviste a Stampa e Messaggero, il ministro della Difesa Mario Mauro, che sottolinea come ”alla fine del 2014 finirà la missione antiterrorismo e inizierà quella per la formazione delle truppe afgane”.

Mauro racconta il colloquio telefonico avuto con la madre del bersagliere ucciso ieri. ”Quella signora siciliana, nel suo profondissimo dolore, mi ha espresso un grado di consapevolezza e di amore per l’Italia che ha difficile riscontro in un Paese come il nostro sempre in procinto di autodenigrarsi e autodistruggersi”, dice il ministro. ”Lei, piangendo, mi ha ricordato quanto il figlio fosse orgoglioso di essere in Afghanistan. Anche il Parlamento – aggiunge – indipendentemente dalle posizioni politiche, deve dare il meglio di sè, stringersi attorno ai militari”. Sull’attentato, ”è stato detto che a buttare la bomba sia stato un bambino”, ma ”questa è propaganda taleban”, afferma Mauro.

”Abbiamo elementi che fanno pensare a una cosa bene organizzata con una macchina che avrebbe rallentato il nostro mezzo in prossimità di un bazar affollato. Una persona adulta ha buttato l’ordigno ed è scappata”. Parlando della missione, ”sono gli afghani stessi a ritenere utile la collaborazione degli italiani perchè ha consentito loro di valorizzare i diritti delle donne in una società segnata da violenza e dal dominio dei taleban”, osserva Mauro. ”In secondo luogo l’Afghanistan è il classico teatro che incide sulla nostra vita di tutti i giorni: è il crocevia del fenomeno terrorismo fondamentalista capace di scatenare su scala planetaria un conflitto. In terzo luogo – conclude – è offensivo vanificare il ruolo e il sacrificio dei nostri uomini a un passo dalla fine della missione internazionale”. (ANSA)

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