Afghanistan: dall’Italia 360 milioni di euro in 3 anni alle forze di sicurezza

afghanistan-poliziaIl ministro Terzi dopo il summit scrive su Twitter: ”L’Afghanistan oggi è un Paese migliore, anche grazie all’Italia”. Chicago, 22 mag  – Trecentosessanta milioni di euro spalmati sul triennio 2015-2017. L’Italia si impegna politicamente in questi termini a restare al fianco di un Afghanistan proiettato sulla strada dell’ autosufficienza, finanziando e sostenendo le sue forze di sicurezza. Un costo alto per uscire dallo scenario afghano ma, come ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi al summit della Nato, ieri ed oggi a Chicago, ”considerevolmente inferiore” in percentuale rispetto al budget necessario per mantenere i 4000 militari italiani sul terreno.

Ad 11 anni dall’inizio di uno dei più controversi ed insanguinati conflitti con i suoi circa 3000 soldati alleati uccisi, nella città dell’Illinois i 28 leader della Nato hanno stabilito il percorso della strategia di uscita. Un ritiro graduale e responsabile che non vuol dire l’abbandono dell’ Afghanistan a sè’ stesso. Sarà infatti sostenuto da truppe di addestramento e aiutato finanziariamente a garantire la paga a soldati e poliziotti locali. E’ in questo scenario che l’Italia – ha puntualizzato Terzi – ha assicurato che per il processo di transizione lanciato due anni fa al vertice di Lisbona applicherà ”il principio di solidarietà interno alla Nato”. Vale a dire: ”siamo entrati insieme nel teatro operativo e insieme ne usciremo”. E se la Francia del neo-presidente Francois Hollande ha confermato il ritiro dei suoi 3400 uomini entro la fine dell’anno, il titolare della Farnesina è parso ottimista sul fatto che il disimpegno anticipato di Parigi ”non comporta una modifica dell’intera pianificazione del dispositivo militare”.

In sintesi: l’Italia, ha tranquillizzato il ministro, non ne farà le spese. Se fa ben sperare l’annuncio fatto a Chicago dal presidente afghano Hamid Karzai che presto la transizione diventerà una realtà per il 75% della popolazione, Terzi ha comunque ribadito la necessità che da parte afghana si mostri rispetto per lo stato di diritto e per i principi fondamentali della libertà e della democrazia, nonchè per la condizione femminile. Tutti valori per i quali la comunità internazionale ha lottato, pagando un alto costo in vite umane. Non si sono ancora spenti i riflettori sul summit di Chicago che il ministro Terzi posta su Twitter: ”L’Afghanistan oggi è un Paese migliore, anche grazie all’Italia. Gli afghani sono gli unici padroni del loro futuro e la Comunità internazionale li sosterrà”. Un impegno senza se e senza ma quello italiano nel Paese asiatico. (ANSA)

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