Il primo ministro israeliano, Binyamin Netanyahu
di tutto per mantenere Graziano alla guida di Unifil in quanto cambiare il comandante in un momento come questo potrebbe causare difficolta' nel coordinamento e destabilizzare la situazione. Le notizie filtrate attraverso la stampa danno anche l'impressione di una scarsa collaborazione tra il primo ministro israeliano e il suo ministero degli Esteri. La richiesta di Netanyahu, scrive Haaretz, "e' stata fatta con tale discrezione che il ministero degli Esteri non sapeva cosa stesse accadendo". Quest'ultimo, infatti, come conferma anche il portale libanese Naharnet, sostiene che da parte israeliana non c'e' preferenza per alcun comandante e che lo Stato ebraico non intende farsi coinvolgere nella scelta per evitare di insultare i principali contributori della missione, cioe' Italia, Spagna e Francia. Davanti alla richiesta di chiarimento da parte dell'ambasciatore spagnolo in Israele, Alvaro Iranzo, il vice ministro degli Esteri israeliano Daniel Ayalon - non informato della telefonata tra Netanyahu e Berlusconi - avrebbe negato qualsiasi coinvolgimento di Israele nel trasferimento dei poteri all'interno di Unifil. Secondo Haaretz, Berlusconi avrebbe spiegato agli spagnoli che non solo Israele, ma anche i governi di Libano e Stati Uniti preferirebbero che il mandato di Graziano fosse prorogato di sei mesi.