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Internet, ultimi giorni di libertà

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censuraIn settimana il voto definitivo alla legge bavaglio con multe e obbligo di rettifica. L'Italia va così verso la Cina. Parte anche la schedatura delle web tv. Normative impensabili nelle altre democrazie. Roma, 27 lug - (di Guido Scorza) Cala il sipario sul web, uno degli ultimi spazi disponibili per fare circolare liberamente le idee. Il comma 29 dell'articolo 1 della legge bavaglio impone che ogni sito, blog, forum, pagina Facebook, canale YouTube, debba sottostare all'obbligo di rettifica previsto per le testate giornalistiche. Si rischiano multe fino a 12mila euro. Nel frattempo l'Autorità garante per le Comunicazioni ha pubblicato gli schemi dei regolamenti in ossequio al Decreto Romani. D'ora in poi le web tv ed i video blogger italiani dovranno chiedere all’Agcom un’autorizzazione per andare online e versare 3000 euro per l'iscrizione. Mentre nel mondo sempre più paesi guardano con lungimiranza alla rete, in Italia procede a tappe forzate il progetto per controllare il web e per zittire le tante voci contro il palazzo che popolano Internet.

Il nostro Premier non ama la Rete e questo non è né un mistero né una notizia.

Perché mai, d’altra parte, il Signore dell’oligopolio dell’informazione italiana ed il Re del TELE-COMANDO dovrebbe guardare anche solo con interesse ad uno strumento come la Rete che consente a chiunque di dire la sua a pochi click di distanza dal sito internet di RAI UNO che pubblica i video promo del prode Minzolini?

In un mondo che guarda al web – eccezion fatta per qualche regime totalitario – come ad una straordinaria risorsa democratica ed ad un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino, la radicale assenza, da parte di questo Governo, di qualsivoglia politica dell’innovazione è di per sé un fatto preoccupante.

Difficile sentirsi sereni e cittadini di un Paese moderno quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta – mentre il resto d’Europa investe milioni di euro per promuovere la diffusione della banda larga per uscire dalla crisi – ti dice che noi investiremo in banda larga solo dopo che – non è dato sapere come – saremo usciti dalla crisi o, piuttosto, quando il Ministro dell’Innovazione nel promuovere un progetto vecchio di cinque anni e anti-innovativo come la PEC, destinata a far la gioia solo di Poste Italiane aggiudicataria – non certo a sorpresa – di una concessione da 50 milioni di euro l’anno, lo battezza “la più grande rivoluzione culturale mai prodotta in questo Paese” nonché “la migliore riforma italiana dal dopoguerra ad oggi” .

Negli ultimi mesi, tuttavia, sta accadendo qualcosa di più.

C’è un disegno nel Palazzo che ha per obiettivo quello di imbavagliare anche l’informazione libera online e consegnare la Rete nelle mani dei Signori dell’informazione di un tempo perché la utilizzino come una grande TV.

Nessuna teoria complottista ma solo l’analisi dei fatti.

L’ormai celebre – nel senso dello strangolatore di Boston e non certo di un premio nobel per la pace – DDL intercettazioni, tra le tante disposizioni liberticida, contiene un art. 29 che estende a tutti i gestori di siti informatici – e dunque all’intera blogosfera italiana – l’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla Stampa datata 1948 e scritta dai padri costituenti quando Internet non esisteva neppure nell’immaginario degli scrittori di fantascienza.

All’indomani dell’approvazione del DDL, se un blogger ricevuta una richiesta di rettifica non provvederà entro 48 ore sarà passibile di una sanzione pecuniaria fino a 12 mila e 500 euro: una pena accettabile per un editore tradizionale ma di gran lunga superiore agli utili di un lustro di uno dei tanti blog che popolano la blogosfera italiana, garantendo quell’informazione libera che solo pochi giornali e poche TV hanno potuto e saputo sin qui assicurare.

Il malcelato obiettivo perseguito dal Palazzo con questa disposizione, ancora una volta, non ha niente a che vedere con la tutela della privacy dei cittadini e risponde, piuttosto, alla finalità di disincentivare i non professionisti dell’informazione ad occuparsi di informazione in modo tale che, anche nell’era di internet, l’informazione, in Italia, possa essere controllata esercitando pressioni politiche ed economiche su un numero quanto più limitato possibile di persone.

Nei giorni scorsi due emendamenti al comma 29 dell’art. 1 del DDL intercettazioni presentati, in Commissione Giustizia alla Camera, al fine di “ammorbidire” l’impatto della disposizione sull’ecosistema Internet, sono stati, addirittura, dichiarati – del tutto inspiegabilmente – inammissibili dal Presidente, Giulia Bongiorno .

La Rete ha reagito con una lettera aperta indirizzata al Presidente Fini ed a tutti i deputati italiani, ma, naturalmente, le chance che il testo del comma 29 venga modificato nella discussione in aula appaiono prossime allo zero.

Frattanto – ed è proprio questa coincidenza e sovrapposizione di eventi a non consentire più di giustificare quanto sta accadendo sulla base del fatto che il Palazzo sia abitato da dinosauri che non conoscono la Rete – l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato, nell’ambito di una consultazione pubblica, gli schemi di due Regolamenti volti a disciplinare la diffusione di contenuti audiovisivi a mezzo internet in ossequio all’ormai famoso Decreto Romani.

Tutte le web tv ed i video blogger italiani, in forza degli emanandi regolamenti, dovranno chiedere all’Agcom un’autorizzazione – o almeno indirizzarle una dichiarazione di inizio attività -, versare 3000 euro per il rimborso delle spese di istruttoria (quali?) e, soprattutto, finiranno assoggettati, tra gli altri al solito obbligo di rettifica, sempre entro 48 ore e sempre sotto la minaccia di una sanzione fino a 12 mila e 500 euro .

L’obiettivo dell’ultimo scellerato progetto di Palazzo sembra evidente: ora che il Cavaliere si accinge a sbarcare in Rete avendone forse, almeno, subodorato le enormi potenzialità, la vuole tutta per lui, per i suoi amici e per i soli suoi nemici che ha, comunque, la garanzia di poter controllare almeno in termini economici. (Il Fatto Quotidiano.it) ico_commenti Commenta
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Commenti 

 
0 #9 Renato 2010-07-28 11:38
Che strano eh?

E' in carica un governo di destra e leggo commenti che affermano che si starebbe comportando come le dittature comuniste.

A me pare invece che questo governo si stia comportando nè più e nè meno come la dittatura fascista del ventennio, quando fu istituito il Minculpop e dove tutta la stampa di regime obbediva ai diktat delle camicie nere.

Giusto per completezza.... storica.
 
 
0 #8 ilDemocratico 2010-07-28 11:22
Invito tutti alla calma: se ho capito bene per i blogger e le testate giornalistiche sarà sufficiente aprire i propri siti su server al di fuori dei confini nazionali.

Ad esempio in Islanda, dove è stato recentemente deciso che qualsiasi sito web ha diritto di dire quello che vuole, indipendentemen te dal contenuto (norma salva Wikileaks, che pubblica cose tipo i dossier sull'Afganistan del Pentagono).

I blogger italiani faranno quindi come i loro colleghi cinesi e nord coreani. Grazie a Berlusconi, del resto, l'Italia, da un punto di vista della libertà di informazione, assomiglia sempre di più alle due dittature comuniste.

Certo: il governo potrebbe cercare di oscurare questi siti. Tuttavia, a differenza della Cina, il mercato TLC italiano vede operatori esteri: Vodafone, 3 e Wind.

Speriamo bene.
 
 
0 #7 Max 2010-07-27 18:00
per Rocky Joe

La tua riflessione, così come è posta, ci porta un po fuori dall'argomento, come si dice nel gergo dei forum, siamo un po OT, ma nella logica del tuo discorso la risposta che chiedi non puo che essere, a mio modesto avviso, semplicemente una sola e inequivocabile, ovvero, quello che tutti hanno paura di dire, una destituzione forzata di questi inetti. Mi sembra che in altri paesi, piu' sfortunati del nostro, viene chiamato "golpe"? colpo di stato?........... Ma siamo mooooooolto lontani da questa realtà per due motivi sostanziali. Il primo è che la nostra democrazia, seppur ancora giovane e malandata, oltre che bistrattata da questi inutili ladroni, ha ben salde fondamenta. La seconda è che finchè riempiono di soldi le tasche dei generali...........
caro Rocky Joe questi criccaioli nella loro stupidità sono molto piu' furbi di quel che si crede. Pensano solamente ai fatti loro, al loro tornaconto personale e al loro portafoglio e, per garantirsi una qualche tranquillità, riempiono di sporchi denari le tasche dei generali.
Napoleome insegna perchè quando gli dicevano che la truppa si lamentava egli rispondeva: La truppa si lamenta??? bene... aumentate la paga ai generali..........
 
 
0 #6 Rocky Joe 2010-07-27 14:39
Non ho parole e rimango sconcerto. Ormai ci si trova difronte ad una situazione totalmente anomala, dettagliamo:
1) in Italia gia' l'informazione e' scarsa, cosi' come la media qualita' degli operatori che ne fanno parte (spesso per logiche di testata);
2) non vi e' alcuna capacita' di andare oltre la svilente informazione nazionale, spesso gossippara (ditemi voi chi - per necessita' o interesse - e' informato sulle notizie dal mondo che non siano Marea Nera, festival del cinema, calcio, o cazzate del genere);
3) non si riesce a dare informazione propositiva, se non sono disgrazie o storie "zozze" non fanno notizia.
Ora, mi dico, ma dove vogliamo parare, se imbavagliamo pure il WEB ??? !!! ???
Ok, ragioniamola diversamente. Mettiamo (ipotiziamo) che ci troviamo di fronte ad un "totalitarismo" indotto. sicuramente, questo non e' neanche illuminato. Non riesce a fare nulla di piu' che ingrassare i soliti noti !!!
Voglio dire, almeno l'ultimo scorso (1921 - 1945) aveva bonificato l'Agro Pontino, inventato il sistema pensionistico, potenziato le reti stradarie, piu' tutta una serie di nefanderie, ma questo ... ... ... ... ...
Or dunque, quella pagina storica fini' in un certo modo e ci fu impeto di unione, voglia di rinascita, aiuto sociale.
ADESSO, OGGI GIORNO, cosa bisogna fare ??? come bisogna reagire ??? e, soprattutto, chi ha l'autorita' di intervenire ??? ??? ??? ???
... ... ...
... ...
... Ricordo a tutti:
« Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservare la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni » !!!
...
... ...
... ... ... ma se le LIBERE ISTITUZIONE fossero NON libere, che si deve fare ??? ???
... ... ...
... ...
... Chiedo lumi a chi ha le qualifiche e gli studi per poterne offrire.
GRAZIE.
 
 
0 #5 Caffeine Lack 2010-07-27 14:03
Tre giorni e crolla il governo. E poi saranno cazzi.
 
 
0 #4 Max 2010-07-27 13:29
hai detto bene ZANTE... STUPIDA LEGGE così come stupide, ignoranti sono le persone che hanno proposto questa porcheria di legge, e tante altre, chi l'ha suggerita, chi l'ha avvallata e infine chi l'ha approvata. I nostri vertici sono degli emeriti imbeccilli criccaioli corrotti.
RICORDIAMOCELO FRA TRE ANNI anche se spero possa succedere prima.!!!!
 
 
0 #3 krasty 2010-07-27 12:29
fanculo facebook! è stato anche il boom di questa merda di sito a produrre queste leggi contro il web!
 
 
0 #2 Renato 2010-07-27 11:01
Siamo un popolo di pecoroni, ecco perchè possono permettersi di farci questo.
 
 
0 #1 Zante 2010-07-27 10:29
E se un sito web non rettifica che succede? Gli fanno causa?

Io non ho un sito internet e nemmeno un blog, ma secondo me questi scemi liberticidi faranno un buco nell'acqua. Ci sarà un'altra ondata di cause nei tribunali che finirà per rallentare ulteriormente l'opera della magistratura.

Che sia questo lo scopo finale di questa stupida legge?
 

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