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Home MARINA MARINA La Guardia Costiera e il paradosso della sicurezza

La Guardia Costiera e il paradosso della sicurezza

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guardiacostiera_aereoRoma, 25 feb - (di Antonio Ciavarelli) Da delegato del Cocer e appartenente alla Guardia Costiera, vivo tutta la mortificazione in cui si trovano ad operare i colleghi durante l’attività di polizia marittima, impiego preminente di questo corpo. Nonostante i militari siano Ufficiali ed Agenti di Polizia giudiziaria, non vi è uno status di pubblica sicurezza perché di fatto ci si possa difendere e procedere ad arresti. Sono frequenti ormai i casi di ordinaria frustrazione vissuto dal personale. Si viene normalmente oltraggiati e malmenati e si è spesso nelle condizioni di improvvisarsi psicologi, sociologi e assistenti sociali o addirittura porgere “l’altra guancia”, affinché si eviti che il comportamento di delinquenti non degeneri dalla violenza fisica alla violenza armata.
Un ennesimo esempio è quello dell’episodio accaduto lo scorso 23 febbraio a Trieste, dove i militari della Guardia Costiera, entrati in un ristorante cinese per i consueti controlli, in materia di conservazione dei prodotti ittici, esigendo di controllare cucina e frigoriferi hanno trovato la resistenza fisica del proprietario. Non avendo gli strumenti materiali e normativi per procedere agli arresti, hanno dovuto per l’ennesima volta, come spesso accade in tutta Italia, chiamare il 113 come se fossero dei normali cittadini per continuare a fare il loro dovere di militari e di Ufficiali e agenti di Polizia Giudiziaria. Come si può tutelare in particolare la salute dei cittadini che si recano al ristorante o acquistano generi alimentari provenienti da paesi non comunitari, se con la carenza di norme dell’attuale sistema attuale non si favoriscono le forme di controllo? Come può essere garantita la tutela della salute dei cittadini? Quale incentivo possono avere in futuro gli agenti preposti ai controlli se essi stessi non sono tutelati nell’espletare il proprio dovere?
Di questa situazione sono pienamente coscienti tutti i Ministri (Difesa, Interni, Agricoltura, Trasporti e funzione pubblica), perché spiegata dal sottoscritto anche in incontri formali durante le presentazioni delle leggi finanziarie e dei D.P.E.F. agli ultimi tre Governi ed in tutte le sedi parlamentari nel corso delle ultime tre legislature.
Tutti i delegati della rappresentanza della Guardia Costiera all’unanimità, oltre un anno fà hanno chiesto l’arma di dotazione. Per esperienza personale e supportato anche da delibere della Base posso dire che di fatto la totalità del personale vuole che il Corpo diventi una Forza di Polizia, sempre all’interno della Forza Armata Marina, come erano prima i Carabinieri per l’Esercito. Ciò che si vive è una mortificazione non solo per la Forza Armata che vede il personale con la divisa della Marina Militare malmenato e oltraggiato, ma è una umiliazione per lo Stato Italiano che è rappresentato dalle stesse divise. Ma di questi paradossi nessuno ne parla e l’opinione pubblica è all’oscuro. Se succedesse agli agenti della  Forestale di dover scappare di fronte ai delinquenti o dover chiamare il 112 o 113 per portare a termine i propri compiti, che senso avrebbe l’ esistenza in materia di sicurezza del Corpo Forestale?
È inoltre in un ritardo non comprensibile, l’emanazione un decreto da parte del Ministro dei Trasporti Matteoli (il cui termine è stato prorogato), al fine di mettere almeno in ordine le varie dipendenze funzionali e le competenze. Tutto ciò oltre ad una pesante carenza di personale, che va dai mille alle tremila unità. Carenza ancora più evidente, se si considerano gli 8.000 chilometri di costa. È inoltre noto, a tutto il personale, l'impegno dell'attuale Comandante Generale della guardia Costiera per risolvere le problematiche su esposte, anche con il suddetto decreto, e si spera che quest’ultimo, presto venga pienamente condiviso anche dal nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina, proveniente da un incarico come quello dei Servizi Segreti, che di personale e sicurezza ha dato dimostrazione di sensibilità nella sua carriera.
In questi momenti di ristrettezze che vivono gli italiani, è normale avere una Guardia Costiera, che per svolgere la sua attività di polizia deve chiamare il 112 o 113, o deve essere accompagnato preventivamente da Polizia e Carabinieri? Oppure si arriverà al paradosso che la società civile, attraverso le ronde civiche, chiederà di girare per i porti? Quanto costa questo raddoppio di spese ai cittadini? È normale nel 2010 esporre ancora a rischi fisici e giudiziari, i militari della Guardia Costiera per mancanza di status di pubblica sicurezza e di norme chiare? Non avrebbe tutto da guadagnare l’Italia con 12.000 militari (già Ufficiali ed Agenti di polizia giudiziaria) in più, che operano in piena sicurezza e per la sicurezza? Qual è la reale volontà politica? O meglio la politica ha una volontà in tal senso? Quando verrà espressa normativamente?
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Commenti 

 
0 #11 Michele GDF 2010-07-13 09:00
Bhè io dico che se volevate fare gli sbirri, dovevate arruolarvi nei CC nella PS e nella GDF.
Andate in giro e fare il lavoro degli altri non potendo e non sapendolo fare ed in tutto questo non fate quello per cui siete "nati".
Devo purtroppo "remarvi" contro.
Non sono il tipo che si guarda solo il proprio giardinetto ma solo se qualcuno non ci va dentro.
Ho ottimi rapporti con CC e PS ma solo con vioi si crea astio.
Fate il vostro com CP e non andate oltre.
Siete nati marinai e non poliziotti cercate di rimanerci oltre a rispettare chi veste altre divise, perchpè solitamente non lo fate.
Scusate niente di persolae con nessun appartenente alla CP anzi di amici ne ho tanti nel corpo. Il problema è la frustrazione dei vertici e di chi viene montato ad essere il supersbirro in divisa bianca.
 
 
-2 #10 giovanni 2010-04-02 11:25
CONDIVIDO PIENAMENTE L'ARTICOLO, CREDO CHE QUALCUNO CHE HA COMMENTATO, FORSE DEVE FARE QUALCHE RIPETIZIONE DI NORMATIVE IN MATERIA DI FILIERA DELLA PESCA, QUALCUNO MI DEVE SPIEGARE COME SI FA A FARE UN CONTROLLO SE NON SI APRE IL FRIGO, LOGICAMENTE CHIEDENDOLO AL PROPRIETARIO O GESTORE DEL RISTORANTE, NEI MODI DOVUTI..................CMQ BRAVO ANTONIO
 
 
+8 #9 Perchè rischiare 2010-03-06 23:39
Il controllo per la giusta conservazione dei prodotti ittici nei ristoranti non rientra tra le competenze delle Capitanerie. L'accesso ai frigoriferi e alle cucine è consentito agli ispettori sanitari che vi accedono con camici e mascherine e sono dotati di speciale tessera di riconoscimento. La legge 283 del 1962 non prevede tra gli organi destinati a curare l'osservanza delle norme igieniche sanitarie il personale delle C.P. Ecco perché incontrate difficoltà. Statevene buoni a casa vostra e non invadete altri campi. Leggete bene le leggi in materia e non mettete a rischio la vostra posizione. Nel caso di abusi, la vostra amministrazione non vi protegge nemmeno, perché giuridicamente avete travalicato i vostri compiti. Ricordatevi sempre che la responsabilità penale è personale.
 
 
+8 #8 Porto di armi 2010-03-06 23:27
Non mi risulta che il personale delle C.P. non porta le armi. A Napoli il personale della Capitaneria di Porto porta le armi da guerra in dotazione con tanto di cinturone ad estrazione rapida anche quando fanno i controlli alle pescherie nelle pubbliche vie e piazze e quando svolgono servizio sugli stabilimenti balneari. Forse a Napoli (città di Masaniello) hanno una licenza di porto d'armi in deroga alle leggi in materia? Non credo che sia un arbitrio! Non credo che si mettano a rischio di commettere il reato di porto di armi da guerra abusivo in luogo pubblico! Lo sanno tutti che con la sola qualifica di ufficiale o agente di P.G. non sia consentito il porto di armi. Per quale motivo a Napoli è consentito e nel resto d’Italia no? Gradirei una risposta da un addetto ai lavori che mi indicasse i motivi giuridici corretti.
 
 
+4 #7 X Ciavarelli 2010-03-06 20:39
Il Corpo delle Capitanerie di Porto è un corpo della Marina Militare e non è una Forza di Polizia. Le Capitanerie di Porto devono occuparsi esclusivamente dello loro competenze stabilite dall'art. 1235 Cod. Nav., legge 963/1965, legge 979/1982, soccorso e R.D. 31/08/1907, 690 e non invadere altre competenze. Si potrebbe ravvisare l' usurpazioni di funzioni pubbliche, art. 347 C.P. . Con l'etichettatura (D.M. 27/03/2002) le C.P. si sono anche estese su tutto il territorio nazionale per fare i controlli alle pescherie e ai ristoranti. E’ un comportamento completamente antigiuridico, anche perché non hanno la facoltà di accesso negli esercizi pubblici riservata agli Ufficiali ed Agenti di P.S. (vds art. 16 del T.U.LL.P.S).
Non c'è bisogno delle C.P. per controllare i ristoranti, ci sono altri organi dello Stato che lo fanno bene. La competenza delle C.P. è solo ed esclusivamente sul litorale della Repubblica art. 16 cod. nav. e 16 Reg. Nav. Marittima e deve rimanere tale. Non abbiamo bisogno di un'altra Forza di polizia. Forse bisognerebbe razionalizzare il personale delle C.P., perché in esubero, per cui alla ricerca di altri compiti per impiegare al meglio il personale. Possono tranquillamente passare nella loro casa madre la Marina Militare. Basta con questi proclami e questo vittimismo inutile. Si vada a leggere il R.D. 31/08/1907, 690 relativamente ai compiti Istituzionali delle C.P. e sa cosa è realmente. Se avesse avuto la pistola avrebbe sparato? Tutto questo è ridicolo e dimostra l’impreparazion e! Quando Lei si è arruolato sapeva che non andava a fare il poliziotto, per cui ridimensionatev i e rispettate i vs compiti istituzionali sarete sicuramente rispettati dalla popolazione che allo stato non vi può riconosce come Forza di Polizia. I Carabinieri sono nati Poliziotti con Regie Patenti del 1814, il paragone è ridicolo. Mi dispiace che questo sito dedicato alla MM ci sono moltissimi articoli delle C.P. e pochissimi della Marina Militare.
 
 
-2 #6 Asterix 2010-03-01 00:19
Ma se la C.P. non può fare niente, perché non viene assorbita da un'altra arma, in modo da istituire un unico ente di controllo sulla costa e in mare? Comunque, a parte questo eterno e irrisolvibile problema, il nostro rinnovo contrattuale, che fine ha fatto, caro delegato Cocer?
 
 
-3 #5 luca 2010-02-26 20:41
io direi che in Italia ci siano troppi agenti di ps.....troppi!!!!
direi che un marinaio della c.p. magari di leva che abbia la qualifica di np e quindi agente di p.g. con pochi mesi di corso specifico per la categoria di n.p. non sia idoneo ad avere la qualifica di p.s.
io penso che invece si debba fare una delega solo per il servizio svolto in particolare e che tale qualifica di ps sia rivestita al ruolo marescialli in su e solo per lo stretto necessario..
 
 
+10 #4 Polizia Militare 2010-02-26 13:32
Ma dico io con tutto quello che dovrebbe fare la Guardia Costiera che ci sono andati a fare in un ristorante cinese a fare i controlli, quando, come dicono loro, non hanno poi titolo a procedere?
Il problema che in Italia tutti devono fare tutto e nessuno fa nulla di tangibile.
Meditate gente, meditate
 
 
+2 #3 Eleonora 2010-02-26 10:03
Assolutamente d'accordo. Non parliamo poi di noi donne! Io in tre anni nella Guardia Costiera venivo lasciata in caserma praticamente tutte le volte che si dovevano fare operazioni più "rischiose" perchè non c'erano tutele; addirittura un'altra collega è stata buttata fuori strada in macchina da due pescatori a cui aveva fatto una multa in mare e che l'avevano riconosciuta.
Spero tanto che le cose possano cambiare anche se non vedo passi in questo senso...
 
 
-5 #2 Pasquale Valente 2010-02-26 09:33
Condivido pienamente tutti i contenuti del tuo articolo apparso su alcuni organi di stampa relativo alla Guardia costiera. La funzione di Polizia Giudiziaria per la Guardia costiera deve essere assolutamente implementata da funzione di Pubblica Sicurezza con i relativi benefici che spettano al personale esposto a tale rischio. Questo obbiettivo deve essere raggiunto e ti auguro che tu possa realizzarlo in questo fase di mandato.
 

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