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Sicurezza: la Francia di Hollande prevede più risorse per la polizia. In Italia si fa il contrario

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polizia-carabinieriRoma, 14 ago - (di Giuseppe Paradiso) In occasione del suo centesimo giorno all'Eliseo, Francois Hollande si è recato in visita a Pierrefeu-du-Var, nel sud della Francia, dove due donne gendarmi sono state uccise in servizio a metà giugno. ''Per i poteri pubblici, la sicurezza non è solo una priorità ma un obbligo'', ha affermato Hollande, parlando nella caserma a cui le due appartenevano, ''c'e una violenza, una criminalità che va prevenuta, dissuasa'', e lo Stato francese ''mobiliterà tutti i suoi mezzi necessari per mettere fine a queste violenze''.

In particolare, ha sottolineato, nel prossimo bilancio ''saranno iscritti mezzi supplementari'' per le forze dell'ordine, ''dopo che per anni questi mezzi sono stati ridotti''. Hollande ha citato anche i fatti di questa notte ad Amiens, ricordando che il ministro dell'Interno, Manuel Valls, si recherà sul posto nel pomeriggio.

Inevitabile il paragone con l'Italia, dove le forze dell'ordine subiscono pesanti tagli dovuti per lo più all'enorme frammentazione di Corpi che finora ha rappresentato lo scenario nazionale, dove si assiste ogni giorno al sovrapporsi di competenze. Al contrario, ad esempio, in Francia la Gendarmeria Nazionale (una forza di polizia a statuto militare come i nostri Carabinieri) è passata, dopo il 1° gennaio 2009, al ministero dell’interno, sotto l’insegna della Polizia Nazionale. Stessa cosa ha fatto l'Austria che nel 2000 ha soppresso la gendarmeria confluita assieme alla polizia di frontiera nella polizia federale e il Beglio dove è stata soppressa la gendarmeria, assorbita nella polizia federale.

L'elevazione al rango di Forza armata dell'Arma dei carabinieri ha inoltre determinato un proliferare di nuovi incarichi di generale a tre stelle con annessi organici di colonnelli ed altri graduati. Insomma, la spesa in definitiva è cresciuta.

Ora, se il presidente Hollande ha ragione nel rimarcare la priorità della sicurezza in uno stato democratico, non si capisce per quale motivo in Italia si debba far sopravvivere un'ingiustificata frammentazione delle forze di polizia che alla fine, inevitabilmente in un periodo di crisi profonda, produce l'effetto contrario, cioè un taglio orizzontale dei fondi per tutto il comparto Sicurezza oramai divenuto troppo oneroso per i bilanci dello Stato, con la conseguente perdita di sicurezza reale in un paese dove le organizzazioni criminali non aspettano altro per rialzare la testa.

Assodato il fatto che in Italia tutte le forze di polizia (e persino il soccorso pubblico) hanno lanciato l'allarme per le gravi ripercussioni che i tagli comporteranno all'operatività (che si traduce in minor sicurezza per il cittadino), credo bisogni prende una decisione coraggiosa: vogliamo mantenere ancora tale tipo di frammentazione (con i costi che sappiamo), oppure procediamo con un ridisegnamento totale delle nostre forze di sicurezza con i suoi indubbi vantaggi in termini di minor costi e maggiore efficienza? La risposta, ritengo, è sotto gli occhi di tutti: al cittadino che ha bisogno di aiuto non importa se ad accorrere alla sua richiesta sia la Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili urbani o la Polizia provinciale, basta che qualcuno arrivi!

I sentimentalismi per le glorie passate (ampiamente giustificati) che ogni Corpo vanta, devono cedere il passo all'efficienza e ad una maggiore sicurezza reale.



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