GrNet.it

Venerdi, 30. Jul 2010
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home L'OPINIONE L'OPINIONE Specificità, Avv. CARTA: norma pericolosa e liberticida

Specificità, Avv. CARTA: norma pericolosa e liberticida

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 60
ScarsoOttimo 
carta298Roma, 7 marzo – (di Giorgio Carta*) - Il plauso pressoché generale suscitato dall’approvazione della norma sulla cosiddetta specificità conferma, quasi che ce ne fosse ancora bisogno, che viviamo in un Paese drogato, dalle menti obnubilate, dove non esistono più i fatti o i concetti oggettivi e dove tutti sono ben disponibili a giurare che c’è il sole anche se è notte.
Dico questo perché, quando ho letto il testo della norma rubricata “Specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, ho pensato subito che fosse stato creato un pericoloso monstrum giuridico, cioè uno strumento idoneo a giustificare l’ulteriore repressione e limitazione dei diritti personali del personale del comparto sicurezza e difesa, i cui frutti amari si raccoglieranno nelle aule di giustizia amministrativa (quindi all’insaputa dei più e nel dramma silenzioso dei diretti interessati).
Il bello (si fa per dire) è che la caramella amara è stata avvolta in una accattivante carta colorata e pubblicizzata ingannevolmente, con la conseguenza che è stata applaudita da tutti quanti, sia carnefici, che collaborazionisti e vittime predestinate, le quali ultime continuano oggi ingenuamente a fantasticare sui sontuosi aumenti stipendiali in arrivo.
Trascorro troppo del mio tempo nelle aule dei TAR, per non avere invece timore e per non vedere la norma in questione per quella che è, cioè l’anello mancante tra l’articolo 52 della Costituzione ed il singolo sopruso inflitto al cittadino in uniforme.
La citata norma costituzionale (che pure sancisce che l'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica) è stata da sempre tradizionalmente interpretata per dire il contrario di ciò che esprime e, quindi, per giustificare le numerose limitazioni di diritti (e sovente anche le prevaricazioni) perpetrate nei confronti dei cittadini in uniforme.
Di conseguenza, ogni qual volta, specie nelle aule di giustizia amministrativa, si rilevano le violazioni dei più essenziali diritti umani dell’essere umano e si evidenzia l’incostituzionalità di norme primarie e/o secondarie, i Giudici oppongono il testo (o meglio, l’interpretazione distorta) del citato articolo della Costituzione e concludono che fare il poliziotto o il militare è un mestiere duro, ma la stessa Costituzione ci consente di renderlo ancora più gravoso (e alieno ai diritti) perché ciò impone il perseguimento dei supremi interessi pubblici della Difesa e della Sicurezza.
Ebbene, in un contesto normativo e giurisprudenziale già così sbilanciato, oggi è stato fornito un nuovo strumento normativo idoneo a giustificare la limitazione dei diritti. La norma oggi in esame, infatti, dice esplicitamente ciò che alla Costituzione veniva surrettiziamente ed arbitrariamente appioppato: ogni limitazione dei diritti è consentita in virtù della specificità dei compiti assegnati.
La norma approvata dal Senato dice, infatti, che «è riconosciuta la specificità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti».
Ora, tale asserzione può suonare neutra a tutti tranne che a chi bazzica i tribunali amministrativi.
Da ora in poi, infatti, un trasferimento illegale e punitivo, una sanzione sproporzionata e arbitraria, una declinazione di giudizio caratteristico saranno ancora più difficili da far dichiarare illegittimi. Ciò perché risulterà ancora più difficile affermare che ai cittadini in divisa spettano i fondamentali diritti dell’uomo moderno.
tar_lazioNo, diranno i giudici, i loro rapporti di lavoro sono specifici (o speciali) «in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti». E il gioco sarà concluso qui.
Sulla scorta di tale considerazione – normativamente sancita (e, ahimè, perfino applaudita!) – sarà impensabile cercare di persuadere un giudice che ogni essere umano ha gli stessi diritti dell’altro, che cioè non è speciale o “specifico”.
Mi immagino, poi, quale potrà essere il tenore degli ulteriori atti esecutivi cui la norma, al secondo comma, fa rinvio. Sulla scorta di tale premessa – la famigerata specificità – non vi potrà essere che un ulteriore declino della considerazione umana e del rispetto degli operatori della sicurezza e della difesa.
Eppure quasi tutti applaudono alla deriva in atto. Capisco i carnefici, ma non capisco i destinatari della norma.
E’ passata, infatti, la notizia che la norma sia fonte di una ridefinizione del trattamento economico dei cittadini in divisa. Ma perché si rinvia a dopo la specificazione e l’attuazione degli aumenti, oggi solo subliminalmente paventati?
Peraltro, la norma, dal punto di vista giuridico, è assolutamente neutra, non sancendo alcun obbligo di migliorare il trattamento economico degli operai con le stellette. Semplicemente, si autorizza a «stanziare le occorrenti risorse finanziarie». Ma per assegnarle a chi? Per retribuire cosa? Forse per pagare le indennità di trasferimenti d’autorità d’ora in poi resi più semplici ed immediati? Al momento non è dato saperlo, ma tutti intanto festeggiano!
Non solo. I militari oggi brindano alla novità contenuta – dicono - nel terzo comma della norma in esame, secondo il quale «il Consiglio centrale di rappresentanza militare (COCER) partecipa, in rappresentanza del personale militare, alle attività negoziali svolte in attuazione delle finalità di cui al comma 1 e concernenti il trattamento economico del medesimo personale».
Quale sarebbe la novità contenuta in detta norma non si capisce. Di certo non è stato istituito, anche per i militari, il sistema della contrattazione, tra parte pubblica e parte sindacale, che vige per le forze di polizia ad ordinamento civile.
Semplicemente si autorizza (ma non era già previsto?) la partecipazione dei COCER alle “attività negoziali”, ma non si sa con quali poteri.
La novità – secondo tutti - starebbe nel concetto di negozialità, ma, in un negozio giuridico, o si è parte (contraente) o non si decide un bel niente. Partecipare ad un negozio, in termini giuridici non significa assolutamente niente: o si ha la possibilità di condizionare il contenuto dell’accordo o si è irrilevanti, come sempre. E allora che dire di questa norma? Perché gioire?Aggiungi un commento Condividi
 
Avv. Giorgio Carta
 
(*) Avvocato esperto in diritto militare e Presidente del Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa - PSD.
Articoli correlati
Difesa: Rappresentanza mutaDifesa: Rappresentanza muta...
Roma, 10 mag - (di Antonella Manotti) E difficile non essere scettici sul futuro della riforma della rappresentanza militare  quando si assiste al perdurare di atteggiamenti di chiusura  e d...
La mercedes nera. Quando sono i criminali ad umiliare lo StatoLa mercedes nera. Quando sono i criminali ad umiliare lo Stato...
Roma, 10 mag - (di Valerio Mattioli) Dopo il 23 novembre del 1980, giorno in cui avvenne il terremoto in Campania, i battaglioni dei carabinieri, a turno, furono inviati colà per mantenervi l’ordine p...
Risarcimenti alle vittime militari, Accame:  precisazioni su alcune tematicheRisarcimenti alle vittime militari, Accame: precisazioni su alcune tematiche...
Roma, 19 apr - Preliminarmente ad ogni considerazione in merito ai problemi dei risarcimenti, occorre mettere in rilievo il fatto che ancora oggi, nel 2010, si debba discutere su vicende di circa 3...
Condizione militare: non ci resta che piangere?Condizione militare: non ci resta che piangere?...
Roma, 28 dic - (di Emilio Ammiraglia - Presidente Assodipro) Sono trascorsi 35 anni da quando i militari cominciarono a manifestare rumorosamente e pubblicamente la propria inquietudine per l’emargina...
Le gerarchie fondate sul merito: gli ufficiali dei carabinieri del ruolo normaleLe gerarchie fondate sul merito: gli ufficiali dei carabinieri del ruolo normale...
Roma, 22 dic (di Vincenzo Bonaccorso) -  Cari amici, colleghi e gentili lettori di GrNet.it, recentemente mi è capitato di rileggere un bellissimo articolo scritto qualche tempo fa, in tempi non ...
 

Commenti 

 
0 #23 Pik 2010-04-15 17:38
Per capire se uno ha "le palle" basta ascoltarlo o leggerlo; Carta ha capito che dentro la carta luccicante che ricopre l'uovo di pasqua chiamato "specificità" ci metteranno tutte le ulteriori limitazioni possibili, oltre a quelle che ci sono ora. Anche dalla Cina e dalla Birmania dicono che i militari italiano non hanno diritti. Per ironia della sorte nella stessa legge ci sono norme che prevedono un Comitato contro mobbing e violenze morali nella PA: è la prima occasione per far valere la "specificità" escludendo i militari da quelle norme sacrosante.
 
 
0 #22 Libertà 2010-03-22 15:27
Ma cosa pretendete.....Tirate fuori la testa dal guscio solo ora??? Mi sembra un pò tardi......I nostri cari politici sanno chi ungere....
Ma cosa pretendete dal COCER??? Loro hanno capito tutto della vita.....
Un altro anno attaccati alla poltrona.....Gli hanno dato una bella proroga di un anno del mandato....cosa mai successa prima!!!
Dio DENARO vince su tutto e tutti cari miei........
 
 
0 #21 silvestri 2010-03-15 21:08
opinione che condivido al 100% e che annulla quasi del tutto le poche conquiste della rappresentanza militare.
 
 
+1 #20 MAKRO 2010-03-12 21:14
grazie, pensavo di essere l'unico a pensarla in questi termini.
 
 
+1 #19 sabrina 2010-03-10 23:24
vorrei chiedere se secondo voi il recente recepimento della raccomandazione al governo in tema di diritti dei militari apra effettivamente delle prospettive (come dice ficiesse).
in caso positivo, se strasburgo e/o parlamento europeo sono stati già interessati alla questione e ricadute varie.
grazie e saluti.
 
 
+6 #18 Vito 2010-03-10 15:30
L'articolo dell'Avvocato Carta non fa una grinza; spiace solo che tanta gente non abbia capito la gravità della situazione.
Temo che la realtà sarà ancora più grave di quella paventata ma, come sempre, i periodi più bui per le libertà individuali cominciano sempre con un tripudio generale
 
 
-14 #17 Doveri e Diritti 2010-03-09 20:45
Giuridicamente non possono esserci diritti senza doveri, tuttalpiù "dritti in barba ai doveri". Adesso sono stati sanciti i DOVERI e da oggi ogni militare può sperare nei DIRITTI che da essi scaturiranno. Che ben venga se attraverso questi doveri si potrà fare piazza pulita dei "dritti" che hanno beneficiato per decenni di uno status privileggiato senza meritarlo. Se già si inizia a contrastare una legge di "merito" i militari torneranno nell'oblio del "non dovere" e gli avvocati potranno continuare a far valere i "DIRITTI" di pochi inetti a scapito dei "NON DIRITTI" della massa di uomini in divisa.
 
 
+5 #16 Piero Marongiu 2010-03-09 20:25
Ah, quanto ha ragione avvocato! Purtroppo chi c'è in mezzo è come accecato da questa novità, convinto, erroneamente, che porterà chissà quale beneficio, economico e ordinativo. Quello che accadrà veramente sarà l'aumento incontrollato, e insindacabile, del potere dei comandanti a tutti i livelli. Essi continueranno a passare, senza curarsi minimamente dell'uomo che hanno di fronte, sopra la dignità dei loro sottoposti, soprattutto dei sottufficiali e della truppa, spacciando: la loro arroganza per necessaria amministrazione della disciplina; i comportamenti disdicevoli con l’irrinunciabil e prerogativa dell’azione di comando. Gli effetti di questo cambiamento si vedono già da tempo all'interno delle strutture militari, spesso lasciate in mano a personaggi inadeguati, ma con le spalline giuste; o ducetti di quart’ordine, ancora più pericolosi, questi ultimi, perché convinti di agire in nome di chissà quale illuminazione divina. Per fortuna, mia, il mio tempo in uniforme è giunto al termine. Vado via, però, con l'amarezza di chi si sente tradito da un'istituzione che ha servito, senza riserve e con intimo senso dell’onore, per 36 anni effettivi. Grazie a Dio, il 31 dicembre di quest'anno chiuderò l'ultimo capitolo della mia vita professionale con le stellette e ne aprirò, a Dio piacendo, un altro, senza. Dopo, cercherò di dimenticare in fretta la maggior parte delle persone che ho incontrato in tutti questi anni. Nel cuore, però, porterò per sempre: l’immagine della bandiera che sale alta e si staglia nell’azzurro del cielo mentre suona l’Inno Nazionale; i tanti visi dei bambini e delle povere vittime della follia umana incontrati nei Teatri Operativi in cui sono stato e la soddisfazione di aver dato il mio piccolo contributo alla rinascita di quei popoli sfortunati.
P.S. Sono un 1° Maresciallo Luogotenente dell'Esercito Italiano
 
 
+2 #15 wolf 2010-03-09 14:02
x Lten MOLA GIOVANNI
NN metto in dubbio la sua buona fede ma credo fortemente che questi ne stiano abusando.
Mi permetta di dire che le richieste fatte all'esecutivo dal cocer CC sono fuori tempo, datate. In sintesi avremmo dovuto già avere ciò quando io e lei avevamo i capelli colorati e non bianchi come adesso.


I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati
A.Eintsein
 
 
+3 #14 Alfredo 2010-03-09 12:06
Questa norma è un gioco di prestigio ideato da questo governo che, come al solito, pensa di prendere in giro i cittadini in uniforme. Per quanto mi riguarda, li saprò ben ricompensare nella cabina elettorale....
 

Aggiungi commento

Cerca in GrNet.it

Corrado Guzzanti, massone contro il bavaglio

guzzanti-bavaglio

Borsellino ucciso e dimenticato - Marco Travaglio

passaparola_19-7-10

Fan di GrNet.it

Fan di GrNet.it on Facebook

Approfondimenti

 

Carabinieri, la Pastrengo "esule" in Europa. Il video

Roma, 10 nov - (di Giuseppe Paradiso) L’Associazione Carabinieri in servizio “Pastreng...

 

Convegno unificazione forze di polizia

Rispetto al precedente convegno di Roma, dove i tubi scoppiavano con straordinaria coinc...

 

Associazionismo: Assodipro al congresso nazionale

L’ IMPEGNO PER LA PROTEZIONE DEI DIRITTI E LA PROMOZIONE DELLE RIFORME Assodipro (Assoc...

 

Convegno associazione Carabinieri in servizio "Pastrengo"

Finalmente il convegno dell'Associazione Carabinieri in servizio "Pastrengo" è onli...