Corea del Nord: dall’ONU nuove sanzioni, stop esportazioni tessile e meno petrolio

Le sanzioni costeranno a Pyongyang 1,3 miliardi di dollari in mancate entrate

New York, 12 set – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità nuove sanzioni contro la Corea del Nord, sanzioni che prevedono il divieto di esportazione nel settore tessile ed una riduzione degli approvvigionamenti di petrolio.

“Noi non cerchiamo la guerra”, ha commentato l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, che ha presentato la risoluzione, in risposta al sesto test nucleare condotto dalla Corea del Nord il 3 settembre scorso.

Il testo che era stato inizialmente fatto circolare al Palazzo di Vetro tra i 15 membri del Consiglio di Sicurezza prevedeva un divieto totale di vendere petrolio alla Corea del Nord, il congelamento dei beni di Kim Jong-un e la possibilità di condurre ispezioni sulle navi nordcoreane sulla base dell’articolo VII della Carta dell’Onu, che sancisce il ricorso all’uso della forza.

Ma per ottenere il sostegno di Russia e Cina – senza le quali ogni misura perderebbe di forza – gli Stati Uniti hanno accettato di rimuovere il divieto totale alle esportazioni petrolifere, ponendo piuttosto un limite ai livelli attuali per quanto riguarda il greggio e a due milioni di barili all’anno di prodotti raffinati. Tra l’altro nel testo si fa riferimento alla ricerca di una soluzione “pacifica” della crisi con Pyongyang.

La risoluzione prevede ancora il divieto di rilasciare permessi di lavoro ai cittadini nordcoreani all’estero. Secondo Haley, il bando alle esportazioni di tessili e sui lavoratori dovrebbe costare al “regno eremita” 1,3 miliardi dollari in mancate entrate (800 dal primo provvedimento, 500 dal secondo).

Il premier giapponese: bene approvazione unanime della forte risoluzione

Bene l’approvazione unanime da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che impone nuove sanzioni alla Corea del Nord, dopo il test nucleare del 3 settembre scorso. «Ho molto apprezzato il fatto che questa risoluzione forte, che prevede sanzioni stringenti, sia stata adottata all’unanimità e velocemente», ha commentato in una nota il premier giapponese Shinzo Abe. A suo dire, il voto al Palazzo di Vetro «ha reso chiara la volontà della comunità internazionale di rafforzare la pressione ad un nuovo livello per fare cambiare alla Corea del Nord le sue politiche».

Le risoluzioni ONU con sanzioni contro Pyongyang dal 2006

Dall’ottobre del 2006, le Nazioni Unite hanno approvato nove risoluzioni con sanzioni contro la Corea del Nord, in risposta ai suoi programmi nucleari e missilistici, l’ultima delle quali, quella votata nella notte al Palazzo di Vetro in risposta al test nucleare del 3 settembre, un provvedimento che arriva poco più di un mese dopo il testo varato lo scorso 5 agosto in seguito al lancio, da parte di Pyongyang, di due missili intercontinentali il mese precedente (il 4 e il 28 luglio). Il nuovo testo prevede la riduzione degli introiti di Pyongyang – salari dei all’estero ed esportazione di prodotti tessili – per almeno 1,3 miliardi di dollari e quindi di “affamare il regime” verso la fine del suo programma nucleare, come ha detto la rappresentante Usa al Palazzo di Vetro Nikki Haley.

  • 5 agosto 2017: La risoluzione era considerata come “il pacchetto unico di misure più pesante mai introdotto contro il regime nordcoreano, la risoluzione più stringente contro un paese nell’arco di una generazione”, come aveva commentato Haley. Il testo approvato all’unanimità introduce misure restrittive con l’obiettivo di tagliare gli introiti delle esportazioni di un terzo, ovvero di un miliardo di dollari (secondo i calcoli del dipartimento di stato). Sono quindi proibite completamente le esportazioni di carbone – che da solo vale 400 milioni di dollari l’anno – e acciaio, così come quelle di pesce (300 milioni) e piombo. Viene introdotto il tetto di 50mila al numero di lavoratori nordcoreani all’estero, le cui rimesse finiscono quasi interamente nelle casse del governo. Bando alla concessione di visti e congelamento dei beni per altre nove persone, mentre sono congelati i beni di altre quattro società, fra cui lo studio d’arte Mansudae, specializzato nella produzione statue in stile del realismo sovietico
    e nordcoreano principalmente per paesi autoritari africani e la Banca del commercio estero.
  • Giugno 2017: dopo i numerosi lanci di razzi nordcoreani, il Consiglio di sicurezza ha introdotto sanzioni contro entità statali nordcoreane, fra cui la Koryo Bank, e sono aggiunti alla lista dei funzionari con beni congelati e bando alla concessione del visto altri 14 nomi.
  • Novembre 2016, dopo il test nucleare di settembre, l’Onu impedisce alla Corea del Nord di esportare nickel, rame, argento e zinco. Le esportazioni di carbone sono consentite, ma solo per sostenere i nordcoreani. Vengono introdotti altri bandi ai viaggi e congelamenti di beni.
  • Marzo 2016: in seguito ad altri test di armi proibite, si impedisce la vendita alla Corea del Nord di armi o altre componenti che possono rafforzarne l’apparato militare. Il bando non investe gli aiuti alimentari e sanitari, ma i cargo che vanno e vengono dal paese dovranno essere ispezionati. La Corea del Nord non può noleggiare aerei o navi.
  • Marzo 2013: dopo il terzo test nucleare di Pyongyang, vengono imposte sanzioni sui trasferimenti di denaro e altri provvedimenti tesi a escludere il paese dal sistema finanziario internazionale.
  • Gennaio 2013: in risposta a una serie di lanci di razzi, l’Onu rafforza il congelamento di beni nordcoreani all’estero ed estende il bando ai viaggi a personale di diverse organizzazioni.
  • Giugno 2009, in risposta al secondo test nucleare, l’Onu blocca i trasferimenti di soldi a persone o istituzioni che possono essere coinvolte nei programmi nucleari di Pyongyang.
  • Risalgono all’ottobre del 2006 le prime sanzioni, in seguito al primo test nucleare di Pyongyang: sono proibite le esportazioni alla Corea del Nord di tutti i beni di lusso e di tecnologia missilistica. Vengono anche congelati i beni di un primo gruppo di funzionari coinvolti con i programmi proibiti, gruppo che verrà esteso negli anni a seguire.
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Corea del Nord: dall'ONU nuove sanzioni, stop esportazioni tessile e meno petrolio
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