Amnesty international denuncia: governi europei “complici” di abusi sui migranti. Accuse anche alla Guardia Costiera libica

Roma, 12 dic – I governi europei “complici” degli abusi commessi sui migranti detenuti nei campi in Libia, dove vivono in condizioni spaventose. E’ la denuncia mossa da Amnesty international in un rapporto diffuso oggi dal titolo “La rete oscura libica della collusione“.

“I governi europei – è l’accusa – sono consapevolmente complici della tortura e degli abusi subiti da decine di migliaia di rifugiati e di migranti detenuti dalle autorità libiche in condizioni spaventose”.

Secondo quanto sostiene l’organizzazione per la difesa dei diritti umani, gli europei di fatto sostengono “un sistema sofisticato di abusi e di sfruttamento dei rifugiati e dei migranti” da parte della Guardia costiera, dei responsabili dei centri di detenzione dei trafficanti, con l’obiettivo di impedire loro di attraversare il Mediterraneo.

“I governi europei – denuncia ancora il direttore dell’ufficio Ue di Amnesty, John Dalhuisen – non solo sono pienamente consapevoli di questi abusi, ma, sostenendo attivamente le autorità libiche per fermare gli attraversamenti in mare e mantenendo la gente in Libia, sono complici di questi crimini”.

Dalhuisen esorta quindi i governi Ue di “permettere alle persone di arrivare in Europa attraverso canali legali”, facendo pressione sulla Libia perché metta fine alle detenzioni arbitrarie, rilasci tutti gli stranieri e consenta un accesso “incondizionato” nei campi all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

Amnesty, la Guardia Costiera mette a rischio vite ed intimidisce le ONG

“La Guardia costiera libica mette a rischio le vite dei migranti, intimidisce le Ong”: è un altro dei passaggi del rapporto di Amnesty international sulla Libia, nel quale si sottolinea come sia “noto che ufficiali della Guardia costiera operino in collusione con le reti di trafficanti e abbiano usato minacce e violenze contro rifugiati e migranti su barconi in difficoltà”.

“Immagini, riprese e documenti esaminati da Amnesty – prosegue la denuncia – indicano che un’imbarcazione donata dall’Italia nell’aprile scorso, la Ras Jadir, sia stata usata dalla Guardia costiera libica durante un terribile incidente il 6 novembre scorso, quando le loro azioni insensate hanno contribuito a far annegare 50 persone”.

L’organizzazione rivela poi che una nave della ong Sea-Watch 3 che si trovava nelle vicinanze è stata costretta ad allontanarsi dopo “il lancio di oggetti dalla Ras Jadir”.

Amnesty sottolinea poi come, dalla fine del 2016, “i paesi membri dell’Ue – in particolare l’Italia – hanno attuato una serie di misure con l’obiettivo di chiudere la rotta migratoria del Mediterraneo centrale, con poco interesse per le conseguenze per quanti sono intrappolati” in Libia.

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