War games in Sardegna, 3.500 militari contrapposti. Esercitazione della Marina “Amphex 2013”

amphexImpegnata la portaerei Cavour. Roma, 24 apr – (dell’inviato Massimo Nistico) “Charlie” contro ”Alfa”: war games in Sardegna. Protagoniste 11 navi, tra cui l’ammiraglia della Marina Militare italiana, la portaerei Cavour, 32 tra aerei ed elicotteri, 3.500 uomini e donne. E’ lo scenario dell’esercitazione Amphex 2013, in corso nel mar Tirreno fino a venerdì prossimo.

Si tratta di uno dei principali appuntamenti addestrativi della Marina Militare ed è stata illustrata oggi a bordo della Cavour, che incrocia davanti alle coste sud occidentali della Sardegna dall’ammiraglio Filippo Maria Foffi, comandante della squadra navale e direttore dell’esercitazione. «Amphex – ha spiegato l’ammiraglio – è strutturata come lo scontro tra la flotta di ”Charlie”, paese sotto un regime autoritario, sospettato di violare i diritti umani (come potrebbe essere la Libia o la Siria) e ”Alfa”, forza navale di uno stato democratico membro dell’ONU». Oltre alle battaglie navali e aeree nel Tirreno, con incursioni di Tornado e Eurofighter, è previsto anche uno sbarco delle forze anfibie “democratiche” a Capo Teulada dove è attestato il “nemico”. La battaglia è simulata, non ci sono armi, ma la partecipazione e la volontà di vittoria di ”Alfa” e ”Charlie” sono reali. Basti pensare che durante i giorni dell’esercitazione i militari delle flotte contrapposte presenti sulla Cavour non entrano mai in contatto tra di loro, neanche a mensa o nei dormitori.

E’ una ”guerra” che ognuna delle due fazioni cerca di vincere. Amphex ripropone inoltre tutti gli elementi delle moderne operazioni militari: dalle regole d’ingaggio alle implicazioni di politica estera, passando attraverso il rapporto con i media. Tutto ciò è reso possibile dalla partecipazione di esperti del ministero degli Esteri e da giornalisti esterni che curano la realizzazione di quotidiani simulati. Ma l’ammiraglio Foffi tiene a sottolineare anche l’aspetto “dual use” (non solo militare, ma anche civile) dell’esercitazione e della portaerei Cavour in particolare. Gli equipaggi, ha rilevato, «possono fornire aiuto nelle attività di soccorso in caso di calamità, intervenendo dal mare, senza interferire con quanto accade a terra. La Cavour – ha aggiunto – trasporta poi un intero aeroporto che può mettere a disposizione delle attività di protezione civile, nonchè un ospedale con la capacità di evacuare i feriti”. (ANSA)

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