Torre del Greco: Capitaneria e Carabinieri contro gli ormeggi abusivi

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Barche da pesca e diporto rimosse dal Granatello. Torre del Greco (NA), 15 gen – Una vasta operazione per la tutela del demanio marittimo portuale e della sicurezza della navigazione è stata condotta nel porto del Granatello di Portici dagli uomini della Capitaneria di porto

di Torre del Greco e del Servizio Navale dei Carabinieri della città corallina. L’operazione, per la quale sono intervenuti altresì i militari del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Napoli, è servita a riportare alla piena legalità la situazione di irregolare ormeggio per oltre venti fra motobarche da pesca e unità da diporto, che si erano posizionate (in modo abusivo) al centro dello specchio acqueo del porto. Tale situazione di disordine, e di potenziale pericolo per la navigazione in caso di eventi meteomarini avversi, ha infatti reso necessario ed urgente l’intervento, durato peraltro parecchie ore, e svolto con l’ausilio sia della motovedetta CP549 della Capitaneria di porto di Torre del Greco, che della motovedetta N517 e del battello pneumatico in dotazione all’Arma.
In particolare, l’operazione di sgombero è stata avviata subito dopo le  immersioni del nucleo subacqueo dei Carabinieri, che ha appurato come le unità non fossero ancorate, bensì ormeggiate tramite veri e propri “corpi morti”, cioè strutture cementizie poste sul fondale marino del porto senza autorizzazione. Come è noto, infatti, il porto è un’area che non può essere occupata con strutture permanenti senza le autorizzazioni delle autorità competenti, tra l’altro responsabili anche della sicurezza della navigazione.
La task force costituita dai militari della Capitaneria, agli ordini del Capitano di Fregata Gaetano Angora (coordinati sul posto dal Luogotenente Raffaele Fiorillo) e dai Carabinieri del Servizio Navale, agli ordini del Luogotenente Vincenzo Amitrano e del Capitano Pierluigi Buonuomo Comandante della Compagnia Carabinieri di Torre del Greco, si è conclusa con la rimozione di tutte le unità, e quindi con lo sgombero dell’area centrale del porto e la sua rimessa in pristino per una navigazione sicura all’interno del bacino.
L’operazione ha portato all’elevazione di 12 notizie di reato nei confronti dei titolari di altrettante motobarche da pesca per abusiva occupazione di area demaniale marittima, ai sensi dell’articolo 1161 del Codice della Navigazione, e per violazione delle norme in materia ambientale essendo la zona sottoposta a vincolo paesaggistico e storico dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali della Campania.

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