Taranto, deturpano l’ambiente per raccogliere datteri di mare: la Guardia Costiera ne arresta tre

datteriTaranto 19 giu – Una vera e propria organizzazione dedita al prelievo ed alla vendita sistematica di datteri di mare è stata scoperta e sgominata dagli uomini della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Taranto. In quattro sono finiti nei guai. Si tratta di tarantini. Per tre sono scattati gli arresti, il quarto se l’è cavata con una denuncia. Alcuni erano già noti per precedenti specifici.

I tre arrestati dovranno rispondere di danneggiamento aggravato, deturpamento di bellezze naturali e prelievo di specie ittiche protette. L’unico denunciato, il titolare di un chiosco nella Città Vecchia, dovrà invece difendersi dall’accusa di ricettazione.

Tutto ha avuto inizio qualche settimana fa quando i militari, impegnati in un’operazione di polizia giudiziaria mirata a prevenire e reprimere il prelievo e la commercializzazione illegale dei datteri, molluschi che vivono, come è noto, nelle rocce marine distrutte dai pescatori di frodo per impossessarsi dei prelibati e ricercati frutti di mare, hanno scoperto dove venivano pescati e venduti.

I militari, impegnati in servizi in mare e sulla terra, con unità navali e personale del Nucleo Operativo Difesa Mare (Nodm) hanno raccolto una serie di elementi e dopo un’intensa attività investigativa sono riusciti a cogliere sul fatto due pescatori di frodo. Da tempo in località San Vito gli uomini della Capitaneria di Porto avevano notato il deturpamento di rocce e del fondale marino. Hanno raccolto immagini fotografiche come prova dei danni causati da chi pescava, utilizzando martelli ed altri strumenti per spaccare la roccia e prelevare i datteri. Quindi si sono appostati e attesto i pescatori. Ieri mattina li hanno colti in flagranza.

Gli uomini della Capitaneria di Porto e quelli del Nodm, operando in stretta sinergia, hanno sorpreso due uomini che avevano frantumato parte della scogliera di San Vito. Li hanno visti prelevare i datteri e metterli in una busta di plastica. I militari li hanno seguiti certi che stessero per consegnare la merce a qualcuno. L’intuito li ha premiati. Poco dopo li hanno visti mentre consegnavano la busta di plastica piena di datteri, raccolti proprio nella zona di San Vito deturpata, ad un chiosco nella Città Vecchia.

Immediatamente hanno bloccato le quattro persone presenti ed effettuato una perquisizione nel chiosco dove oltre alla busta i militari hanno rinvenuto tre cassette contenenti datteri per un totale di 12 chili. E sono scattati gli arresti e la denuncia.

«Il fenomeno della pesca di frodo dei datteri – ha commentato il comandante della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Taranto, capitano di vascello Paolo Zumbo – è una vera e propria piaga per il nostro mare. Ogni anno chilometri di fondali rocciosi vengono distrutti per un semplice sfizio culinario che alimenta, purtroppo, il mondo della criminalità organizzata. Per fare un piatto di linguine ai datteri viene distrutto mediamente 1 metro quadrato di fondale marino. Il dattero di mare è stato da tempo inserito nell’elenco Cites delle specie protette e le nuove norme introdotte prevedono pene più severe equiparabili al commercio di animali esotici, sperando che ciò contribuisca a far desistere i consumatori nel richiedere nelle pescherie e sulle tavole di ristoratori compiacenti e correi, i maltrattati frutti di scoglio. L’appello ai consumatori è quello di indirizzarsi verso molluschi “legali” e legalmente allevati o pescati, quali cozze, vongole, ostriche. Facendo così si contribuirà a far diminuire la richiesta di datteri, con buona pace dei nostri fondali marini».

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