Taranto: cozze e droga sequestrati dalla Guardia Costiera

taranto-cozze-cpTaranto, 14 feb – Il ritrovamento di oltre due chilogrammi di marijuana, confezionati in un pacco contenuto all’interno di una scatola di polistirolo, abilmente occultata in spiaggia in località Lido Silvana del Comune di Pulsano (TA), è stato possibile grazie alla costante ed attenta attività di vigilanza che i militari del Nucleo Difesa mare della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto, conducono incessantemente anche nel corso della stagione invernale per la tutela dell’ambiente marino e costiero, per la salvaguardia della libera fruizione delle aree demaniali marittime oltre che per la vigilanza sulle attività di pesca illegali.

guardia-costiera-drogaIl panetto di marijurana rinvenuto dalla Guardia CostieraInfatti nel corso di una perlustrazione del tratto di costa in parola, nella giornata di ieri i militari della Guardia Costiera di Taranto hanno rinvenuto l’involucro sospetto, evidentemente intenzionalmente occultato in spiaggia, che a seguito di verifica è risultato contenere la droga. Prontamente sequestrato il materiale, il cui valore commerciale è stimabile in quasi 30.000 euro, è stata informata l’Autorità giudiziaria.

Le indagini proseguiranno a cura dei militari del citato Comando per l’eventuale individuazione degli autori del reato oltre che per l’accertamento di fattispecie similari a quella oggetto del ritrovamento in parola.

Sequestrate 5 tonnellate di cozze

In una distinta operazione condotta dai militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto con la collaborazione del 1° Nucleo operatori subacquei di San Benedetto del Tronto e l’assistenza di personale della locale Polizia municipale, ha permesso l’individuazione e la successiva rimozione, operata direttamente dal predetto Nucleo subacquei, composto da sei operatori, di circa cinque tonnellate di molluschi bivalve allevati nelle acque del Mar Piccolo di Taranto in prossimità della banchina Cariati; in filari attaccati direttamente alla parte terminale della banchina stessa erano destinati alla successiva abusiva commercializzazione.

L’attività condotta in stretto contatto con la Prefettura e la Questura di Taranto, per i potenziali risvolti di ordine pubblico che ne sarebbero potuti scaturire, ha infatti visto l’attivazione di una consistente cornice di sicurezza, composta oltre che dal personale della Guardia Costiera di Taranto, circa venti unità e da quello della Polizia municipale, altre venti unità, da venticinque unità della Polizia di Stato e una pattuglia della Guardia di Finanza, mentre dal lato mare la sicurezza è stata garantita con l’impiego di tre unità nautiche della Guardia Costiera, una motovedetta e due battelli veloci.

Il prodotto illecitamente mantenuto nelle acque del 1° Seno del Mar Piccolo, in violazione della nota Ordinanza sanitaria, è stato quindi sequestrato penalmente e caricato su autocompattatori della locale Azienda municipalizzata per l’igiene urbana per essere conferito in discarica. Non sono mancati momenti di tensione, soprattutto all’atto della caricazione del prodotto sull’autocompattatore, generati da facinorosi che hanno tentato di impedire in ogni modo la distruzione del prodotto, avente un valore commerciale vicino ai ventimila euro, situazione gestita in modo appropriato solo grazie alla professionalità e determinazione del personale intervenuto.

Dell’intera operazione è stata prontamente informata la locale Autorità Giudiziaria che nel convalidare il sequestro del prodotto ne ha autorizzato la distruzione. Sono in corso ulteriori indagini da parte di questo Comando per accertare i responsabili della condotta illecita di che trattasi, che costituisce una fattispecie di rilevanza penale particolarmente grave perché posta in essere da individui che a fronte di un guadagno relativamente facile non esitano a compromette direttamente la salute pubblica, senza che pur invocate ragioni connesse alla grave situazione economica che il Paese sta attraversando volte a giustificare questa fonte di reddito pur illegale, possano in alcun modo affievolire il livello di allarme sociale che simili comportamenti generano nella collettività.

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