Sub annega ad Ustica, la Guardia Costiera invita alla prudenza

ustica-divingUn decalogo per immergersi in sicurezza. L’anno scorso 14 vittime. Roma, 11 mag – Un sub è annegato ad Ustica, mentre era impegnato in una battuta di pesca. Di fronte a questa prima vittima della stagione, la Guardia costiera invita gli appassionati alla prudenza, ricordando che l’anno scorso sono stati 35 i subacquei soccorsi e 14 quelli morti.

I fatti risalgono alle 11, quando un gruppo di 12 persone a bordo di un’imbarcazione ha lasciato il porto di Ustica per recarsi alla vicina “Grotta dei gamberi”. Giunte sul posto, due sono rimaste a bordo e le altre dieci si sono immerse. L’incidente è avvenuto all’ingresso della grotta, che si trova qualche decina di metri sott’acqua: uno dei sub – un cinquantenne originario di Taranto – colto probabilmente da malore, è stato visto dai suoi compagni privo di sensi. Subito soccorso è stato portato in superficie e poi sull’isola, ma è arrivato già morto al 118.

«’Non c’è niente di più bello che immergersi ed esplorare i nostri mari a patto che lo si faccia in sicurezza», avverte il capitano di fregata Cosimo Nicastro, del Comando generale delle Capitanerie di Porto, che invita a tuffarsi in acqua con intelligenza. Nicastro ricorda che «gli errori più comuni sono per lo più legati all’impreparazione»: per questo è più che opportuno «seguire corsi specifici e assicurarsi di essere in buona salute». E’ inoltre obbligatorio l’uso delle ”boe segna-sub” e consigliabile immergersi in compagnia: «meglio se con un professionista che conosce i luoghi», precisa l’ufficiale. Massima cura, poi, all’attrezzatura: «oltre a pinne, muta, maschera, bombole e torce professionali, serve anche il “filo d’Arianna”, una corda posta alla via d’ingresso di una grotta o di un relitto che aiuta i sub a non perdere l’orientamento».

DECALOGO – Di sequito i consigli della Guardia costiera per immergersi in sicurezza.

  1. Preparatevi iscrivendovi ad un corso che preveda lezioni teoriche e pratiche.
  2. Mantenetevi in buona forma: sottoponetevi a visita medica periodica e tenete sotto controllo il peso.
  3. Verificate l’efficienza dell’attrezzatura.
  4. Segnalate sempre la vostra presenza con un boa e la relativa bandierina di segnalazione.
  5. Effettuate le immersioni in compagnia.
  6. Prima di tuffarvi consultate le previsioni meteo-marine, che segnalano anche le forti correnti.
  7. Fate molta attenzione al panico: nelle situazioni critiche non si può riemergere velocemente, ma vanno rispettate le tappe di decompressione.
  8. Se visitate grotte o relitti, fatevi sempre accompagnare da un esperto e usate ”il filo di Arianna” per non perdere l’orientamento.
  9. Evitate gli sforzi quando uscite dall’acqua: nelle ore successive è consigliabile non prendere aerei nè recarsi in montagna, per evitare sbalzi di pressione.
  10. In caso di emergenza, chiamate la Guardia Costiera al numero gratuito 1530. (ANSA)

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