Schengen, audizione della Guardia Costiera: noi più efficaci con minime risorse in più

schenghen-CPRoma, 5 ago – Oggi, presso il Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui flussi migratori in Europa attraverso l’Italia, si è svolta l’audizione di rappresentanti del Consiglio Intermedio di Rappresentanza delle Capitanerie di Porto (Co.I.R. CP).

Di seguito l’intervento del 1° Maresciallo Antonio Ciavarelli e, in calce all’articolo, il video integrale dell’audizione con le testimonianze dirette dei comandanti delle motovedette in mare.

Presidente e gentili parlamentari grazie per l’invito. Per noi è molto importante la sensibilità che oggi ci dimostrate, segno tangibile di vicinanza al personale della Guardia Costiera. Tale considerazione acquista un maggiore rilievo perché, nonstante le Capitanerie abbiano una rappresentanza a livello nazionale, non vi è ancora un riconoscimento a livello di Consiglio Centrale di Rappresentanza. Condizione rappresentativa grave tenuto conto che di fatto, solo marginalmente dipende dal Dicastero della Difesa. Viceversa per il proprio effettivo lavoro, il personale dipende funzionalmente da diversi Ministri in particolare da quello delle Infrastrutture e Trasporti con il quale la legge non prevede ancora neanche un formale dialogo istituzionale.

Prima di entrare nello specifico dell’argomento da trattare è d’obbligo una premessa.

La Guardia Costiera nonostante i suoi 150 anni è una istituzione dall’animo giovane ed in costante crescita. Ed è in una prospettiva di sviluppo professionale che il personale chiede da anni, attraverso le rappresentanze a tutti i livelli, il riconoscimento dello status di Pubblica sicurezza e quindi con le tutele fisiche e giuridiche che ne conseguono. Tale riconoscimento in particolare sarebbe un vantaggio per gli italiani che si vedrebbero una Nazione più sicura con 11.000 operatori di polizia in più senza spese di concorsi, assunzioni e corsi di formazione. Così potrebbe portare ad una riduzione delle Forze di Polizia in mare da 5/6 ad un massimo di 2: la Guardia Costiera per gli aspetti di soccorso/polizia giudiziaria e la Guardia di Finanza per gli aspetti di polizia “Economico/Finanziaria”. Se l’Italia ha oggettivamente la migliore Guardia Costiera europea e del Mediterraneo perché non valorizzarla e farla crescere?

In tal senso è da sottolineare che oltre la gran mole di lavoro di amministrazione dei Porti, che consente uno sviluppo particolare dell’economia nazionale, nel 2014 ad esempio vi sono stati ben 136.111 controlli in materia di pesca con 5.200 attrezzi illegali sequestrati, 55.670 controlli a naviglio estero con 174 detenzioni di unità mercantili con gravi deficienze di sicurezza e pericolose per l’ambiente, 106.113 ispezioni ambientali con 19.000 interventi reali di antinquinamento e 331 operazioni di lotta all’inquinamento, 238.622 ispezioni demaniali, maggiormente incrementate per espressa direttiva del ministro delle Infrastrutture etc. Tali competenze sono date al Corpo in via esclusiva dalle leggi e non vi è nessuna altra Istituzione che le svolge e tanto meno con tali risultati e costi così bassi.

Tutto ciò, non solo a sostegno delle legittime aspettative del personale di vedersi riconosciuta l’attività svolta, ma sopratutto per dimostrare che è ormai insostenibile la tesi che il Corpo sia una duplicazione o una sovrapposizione da eliminare. Infatti, così come detto dal Comandante Generale nell’anniversario dei 150 del Corpo, “non si può tacere per dignità l’incomprensione di iniziative legislative tese a confinare la storia delle Capitanerie” come il caso dell’emendamento dell’on. Carbone al disegno di legge Madia. Se per il riconoscimento dello status di pubblica sicurezza ci può essere una comprensiva paternalistica prudenza e non condivisione da parte del Comando Generale, senza dubbio si è tutti uniti nell’affermare la grande professionalità che il Corpo negli ultimi anni sta esprimendo e di cui l’Italia non può fare a meno.

Nel contesto particolare che oggi stiamo trattando è da sottolineare che il compito più nobile, che al Corpo è stato affidato dalla Convenzione di Amburgo, è quello della salvaguardia della vita umana in mare. E ciò vale anche nell’Alto Mare per le aree di propria competenza. Per il personale del Corpo l’essere umano che “ha bisogno” è da soccorrere senza distinzioni, da Ventimiglia a Sud di Lampedusa. “Il bisogno in mare non può attendere ritardi”(Amm. Angrisano festa del Corpo).

L’attività sopra espressa viene assicurata 365 giorni l’anno con forti risparmi della spesa che si riescono a contenere entro i 60 milioni di euro l’anno.

Si pensi a quanto di più si potrebbe fare con poche risorse in più. Le rappresentanze chiedono un aumento di personale (a costo zero) derivante dagli esuberi della Marina Militare che andrebbero in mobilità nelle altre amministrazioni, in seguito alle riduzione disposte dalla legge Di Paola. Inoltre ad esempio 100 volontari in ferma annuale costerebbero poco più di 1 milione di euro netti. Sempre in termini di costi ridotti, basta pensare che una motovedetta classe 300 inaffondabile, capace di caricare almeno 150 naufraghi e di affiancarsi a mezzi in difficoltà costa circa 2 milioni di euro. Un pattugliatore di 50 metri circa 15 milioni.

Riguardo quanto oggi si discute, e le richieste del personale pervenute tramite le Rappresentanze militari, non ci sarebbe niente di strano se a bordo ci fossero almeno due nostri “Guardia Coste” adeguatamente armati alla stessa stregua di quanto avviene davanti alle Ambasciate o agli obiettivi sensibili con l’operazione “Strade Sicure”. Infatti troverebbero a bordo una normale collocazione unitamente ai medici e ai soccorritori.

Per ciò che riguarda l’affondamento dei barconi, già da tempo avveniva il sabotaggio degli stessi. Infatti l’evento della Motovedetta sparata a febbraio scorso dagli scafisti, da quanto appreso dai diretti interessati, avvenne perchè i colleghi stavano mettendo fuori uso il barcone. Si salvarono grazie alla capacità di manovra del Maresciallo/Comandante Giuseppe Palmisano. Ma se in quella circostanza invece di sparare a scopo intimidatorio in acqua gli scafisti avessero sparato diritto ai naufraghi o ai colleghi, cosa sarebbe successo? Per ciò che riguarda la cornice di sicurezza la stessa non potrà mai essere immediata e tempestiva visto che il mare è immensamente grande e che una nave da guerra non è sempre cosi vicina.

Per quanto riguarda l’attività di intelligence per contrastare il traffico di esseri umani, il Corpo attraverso la diretta attività di Polizia Giudiziaria info/investigativa ha già acquisito informazioni sulla tratta di esseri umani via mare Libia – Italia procedendo a diversi arresti direttamente e sotto il coordinamento della DDA di Roma.  Infatti è ormai pubblico il processo che si sta celebrando nei confronti di Organizzazioni di trafficanti di esseri umani di cui un “Caporale” è stato seguito per più giorni dagli uomini della Nucleo Speciale di Intervento della Guardia Costiera anche mentre si confondeva fra i naufraghi presenti su Nave Fasan della Marina Militare dall’1 al 4 Agosto 2014. Tale Seifu Haile è stato arrestato in un secondo momento dopo lo sbarco e la fuga da Taranto unitamente agli altri componenti dell’organizzazione. In questo senso il lavoro continua.

A fronte di tutta questa mole di lavoro di eccellente qualità chi si sovrappone? E’ stato approvato da parte delle Camere il Decreto per il finanziamento della missione EUNAVFOR Med che costa ben 26 milioni per soli 3 mesi. Da quanto appreso dai mezzi di comunicazione, con due navi militari e 4 aeromobili e oltre 1.000 militari si svolgerebbe la stessa attività già svolta con ridottissimi costi dalla Guardia Costiera.

Non si ritiene di avere la soluzione in tasca. Nel caso specifico l’attività del personale è eccezionale sia con Soccorso, che di certo con la sua discreta ma certa presenza non incentiva canali di fuga e sia con l’attività investigativa e di polizia con la quale si bloccano le organizzazioni internazionali dei trafficanti di uomini. Per ciò che riguarda l’identificazione e l’arresto dei presunti scafisti (cioè coloro che conducono i barconi) avveniva già, mentre per il sabotaggio o la messa fuori uso dei barconi basterebbe un membro dell’equipaggio di una Motovedetta.

Poi tocca alla politica, a livello nazionale ed internazionale assumersi le proprie responsabilità e valutare l’eventuale presenza militare in Libia alla stessa stregua di quanto avvenne in Albania circa 20 anni fa.

Tali straordinari risultati sono il merito dell’azione di Comando del Vertice del Corpo e soprattutto del personale che svolge in silenzio atti di quotidiano eroismo. Al Parlamento si chiede fiducia in forza dei risultati ottenuti. Il personale sempre e comunque, con amore, continuerà nella sua attività perché il servizio alla Nazione è insito nel suo DNA. La Guardia Costiera Italiana, la migliore dell’Europa e del Mediterraneo, è ormai sempre più patrimonio di tutti gli italiani.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.