Rientrata da Haiti la portaerei “Cavour”. Intersos: “intollerabile strumentalizzazione politica”

cavour6Roma, 14 apr – E’ rientrata questa mattina alle 8 al porto di Civitavecchia, la portaerei ”Cavour” con a bordo il Contingente italiano della missione ”White Crane” di soccorso alla popolazione di Haiti. La Cavour,
al comando del Capitano di Vascello Gianluigi Reversi, con a bordo 882 militari, tra cui la Task Force ”Genio” dell’Esercito e personale dell’Aeronautica e dei Carabinieri, aveva lasciato il porto di La Spezia il 19 gennaio scorso diretta ad Haiti per raggiungere Port au Prince dopo soli 11 giorni di navigazione con due soste a Las Palmas (Isole Canarie) e a Fortaleza (Brasile) dove sono stati imbarcati 13 medici, 14 infermieri e un elicottero da trasporto. Oltre 12 mila i chilogrammi di generi alimentari trasportati dall’Italia e distribuiti alla popolazione; 36 mila litri di acqua potabile distribuita ai bambini delle scuole, 176 mila chilogrammi di medicinali forniti ai centri sanitari locali per la popolazione; 56 pazienti ricoverati sugli oltre 100 assistiti presso l’ospedale di bordo con 316 prestazioni mediche fornite. Circa 150 i pazienti soccorsi con 63 voli di trasporto medico. Non solo: in poco più di due mesi di lavoro sono anche stati portati a compimento 11 cantieri edili ad opera dellaTask Force del Genio dell’Esercito con oltre 12.000 metri cubi di macerie rimosse.

Intersos: impiego della “Cavour”? Una strumentalizzazione politica

“Un’intollerabile strumentalizzazione politica dell’aiuto umanitario e delle persone in pericolo”. Così la ong IntersosIcon_External_Link commenta l’operazione “umanitaria” della portaerei Cavour, rientrata oggi da Haiti. E aggiunge: “Il serio problema dell’intervento in contesti di emergenze ha visto con l’invio dopo il sisma del 12 gennaio scorso della nave militare italiana un’iniziativa di cooperazione militare Italia-Brasile, finalizzata a grandi investimenti industriali e di marketing in quel paese”. Nella stessa notaIcon_External_Link Intersos ribadisce che “non è il coinvolgimento diretto dei militari che può risolvere i problemi dei terremotati”, perchè “il rapporto con le persone in pericolo, affamate e disperate, richiede specifiche capacità di relazione che solo il sistema delle organizzazioni umanitarie riesce, seppure talvolta con difficoltà, a garantire”. Intersos spiega: “Se inseriti, invece, in una forza di polizia transitoria o in operazioni logistiche, su richiesta dei Paesi colpiti e delle organizzazioni umanitarie internazionali, i militari possono certo fornire il loro contributo. Lo spazio umanitario rischia di essere completamente cancellato, se non si seguono principi condivisi e già sottoscritti dall’Italia a livello internazionale, come le linee guida per l’intervento militare nelle operazioni civili, i cosiddetti ‘Military and Civil Defense Assets’ (MCDA)”. Intersos non nasconde che “l’utilizzo della portaerei Cavour ha fatto registrare anche aspetti positivi come ‘il trasporto di beni di prima necessità di cui hanno approfittato il Programma Alimentare Mondiale, la Croce Rossa Italiana ed alcune ong o gli interventi medico-chirurgici del personale militare o le operazioni di bonifica del genio”. Ma, si chiede Intersos: “Per fare questo ci voleva la più potente e costosa portaerei della Marina Militare, con circa 900 persone e una spesa di 200.000 euro al giorno?”. Intersos si appella quindi al Parlamento, affinchè “chieda il controllo e una severa coerenza con ciò che l’Italia ha ratificato o concordato a livello europeo e internazionale sulle emergenze umanitarie e sulle precise modalità per l’impegno dei militari nelle operazioni civili di soccorso e per un corretto rapporto civile-militare nei contesti di emergenza”.

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