Recupero della “Concordia”: monitoraggio ambientale messo in atto dalla Guardia Costiera

relitto-concordiaRoma, 18 set – Durante le operazioni di recupero della M/N “Costa Concordia” la Guardia Costiera ha messo in atto un complesso dispositivo per il monitoraggio ambientale. Grazie al servizio CleaSeaNet dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA) sono state acquisite le immagini satellitari della zona interessata, elaborate con un software che consente di avvistare in tempo reale eventuali inquinamenti di idrocarburi ed altre sostanze oleose.

La Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto ha inoltre provveduto, in collaborazione con il Gruppo Nazionale per l’Oceanografia Operativa, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Bologna, il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici di Lecce, alla diffusione di bollettini di previsione di “oil spill drifting”, che simulano la dispersione di possibili macchie oleose provenienti dalla nave.

In caso di fuoriuscita di tali sostanze nocive sono tuttora pronte all’uso tre boe derivanti per tracciare le eventuali macchie inquinanti, rese disponibili dall’Università Parthenope/CNR di Napoli, più un veicolo terrestre appositamente attrezzato per eseguire l’analisi delle acque, il Laboratorio Ambientale Mobile della Guardia Costiera.

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