Pirateria: carcere per 11 sequestratori della nave Montecristo. Attualmente detenuti sull’Andrea Doria

doriaRoma, 15 ott – Carcere assicurato per gli undici pirati accusati di aver sequestrato la nave italiana Montecristo a largo della Somalia. Il gip di Roma, Valerio Savio, accogliendo le richieste del procuratore aggiunto, Pietro Saviotti, e del sostituto Francesco Scavo, ha convalidato i fermi ed emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere per gli undici pirati (9 somali e due pakistani) responsabili del sequestro della nave italiana. La decisione del Gip è maturata all’indomani degli interrogatori che si sono tenuti in videoconferenza.

I pirati, dopo il blitz delle forme militari inglesi che l’11 ottobre scorso hanno liberato la nave italiana, sono attualmente detenuti sulla Andrea Doria, in attesa di essere condotti in Italia dove saranno portati in carcere. Il loro arrivo in Italia è previsto per lunedì prossimo. Sono accusati di atti di depredazione, danneggiamento, detenzione di armi da guerra, imputazioni aggravate dalla finalità di terrorismo. Il blitz per liberare la nave Montecristo era scattato l”11 ottobre scorso con un segnale d’altri tempi: un messaggio nella bottiglia lasciato cadere da un oblò, proprio come nei racconti dei pirati.

Nel mare del Corno d’Africa infestato dai moderni bucanieri, l’equipaggio della “Montecristo” è riuscito così a comunicare la situazione a bordo ed a consentire il blitz delle forze speciali inglesi che ha risolto il sequestro dopo un solo giorno. La “Montecristo” – motonave da 56mila tonnellate della compagnia livornese D’Alesio – era stata assalita da due barchini con 11 pirati armati all’alba del 10 ottobre. A bordo 23 persone: 16 tra ucraini ed indiani e sette italiani, tra i quali i quattro addetti alla sicurezza. Questi ultimi hanno fatto scattare il piano predisposto in caso di attacchi. Imperniato su una contromisura che si è rivelata poi fondamentale per la riuscita del blitz: la cosiddetta “cittadella”, un’area blindata della nave provvista di viveri e dalla quale si poteva guidare il mezzo. Lì si è subito rifugiato l’equipaggio, con il comandante Diego Scussat, che ha diretto il mercantile verso l’area in cui sapeva di poter ricevere aiuto.(ANSA)

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