Novità nel campo culturale per il personale militare

ciavarelli-presentazioneRoma, 21 dic – Presso la prestigiosa sede di Palazzo Salviati in Roma è stato presentato il volume dal titolo: “Il militare, quando l’uomo trascende la professione” (ed. Scorpione 2010) scritto da Antonello Ciavarelli, maresciallo e delegato del Cocer., e Fabrizio Sprega docente di psicologia delle organizzazione presso la LUMSA di Roma.

Il volume, nella prima parte, è un approfondimento degli aspetti psicologici dell’uomo militare inserito nella sua organizzazione e nei vari contesti critici in cui opera. La seconda è un approfondimento delle motivazioni profonde, valoriali e morali che il militare deve esercitare, per il raggiungimento della eccellenza umana, rivolta al bene comune.

Folta la presenza degli uditori. La sala Montezemolo, la più grande del palazzo era colma. Presenti importanti rappresentanti degli Stati Maggiori e dell’Arma dei Carabinieri, unitamente ai delegati di Esercito, Marina Aeronautica e Capitanerie. Presenti anche docenti del mondo universitario, dell’associazionismo sportivo e cattolico,  parenti e amici.

Dopo una introduzione e il benvenuto dell’Ammiraglio di Squadra Marcantonio Trevisani, presidente del Centro Alti Studi della Difesa, il moderatore, noto conduttore di Radio Rai Daniel Della Seta, anche per la capacità di immedesimarsi nel contesto socio- culturale, ha brillantemente coordinato gli interventi che si sono susseguiti.

ciavarelli-libro2Il giornalista della trasmissione di radio rai “l’Italia che va”, ha letto la lettera che Ciavarelli ha ricevuto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Camporini che, tra l’altro, così ha scritto: “ho molto apprezzato l’interessante lavoro che ritengo abbia il pregio di offrire una visione esaustiva della complessità e delle peculiarità della professione militare, in virtù della particolare delicatezza da conferire alla formazione professionale ed umana del singolo alle molteplici interazioni con le diverse realtà sociali e culturali”.

Il Capitano di Vascello Franco Pescatori del Cento Alti Studi per la Difesa, tenendo ben fermo al centro il concetto di uomo militare, ha approfondito gli aspetti organizzativi della vita nelle Forze Armate. Il Prof. Giuseppe dalla Torre, Magnifico Rettore della LUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta dove Ciavarelli è cresciuto culturalmente), nel presentare il libro ha incantato l’uditorio, partendo dall’importante distinzione del concetto di educazione delle persone militari, dal concetto di addestramento e di formazione, proseguendo poi con lo sviluppo di alcuni temi approfonditi (in particolare nella seconda parte), come la giustizia e la pace, i doveri, il senso di libertà nel militare.

ciavarelli-libro1Il prof. Sprega coautore del libro, ha toccato alcuni punti facendo riflettere sulle difficoltà psichiche della vita professionale dell’uomo militare inserito nella organizzazione. Successivamente la conclusione di Ciavarelli. Dopo i ringraziamenti espressi con profonda commozione, ha fatto cenno alle “eccellenze umane” a cui deve tendere il militare che devono essere rivolte alla pacifica convivenza. A rafforzare il soggetto dalle difficoltà psichiche in precedenza espresse dal prof. Sprega, ci sono le virtù che vanno dal coraggio, al giusto rapporto con la morte, al senso di giustizia e di pace, alla libertà. Ed è proprio su questa virtù che ha preso spunto Ciavarelli per chiedersi: “il militare, può essere libero? La libertà, quella interiore, assume quasi un dovere nel momento in cui non lo si considera come il fare il proprio comodo, ma lo si considera come essere liberi dalla corruzione, da un certo carrierismo fine a se stesso, dall’arrivismo”. Concludeva poi con una riflessione sul fatto che un modo di vivere i veri valori militari che orientano all’eccellenza, porta al rischio di essere fuori dai vari sistemi costituiti che nelle varie organizzazioni possono nascere. Ma questo genere di rischio è quello quotidiano. Così come riportato nel volume, per spingersi oltre, ha preso spunto dall’esempio di medaglie d’oro al valor militare come l’on Gianfranco Paglia o il Maresciallo Bianchi che affondò la Valiant durante la seconda guerra mondiale, l’ammiraglio Bergamini e i suoi uomini di equipaggio che affondarono con la corazzata Roma, ed in ultimo Salvo d’acquisto, per il quale è in corso la causa di beatificazione. “L’educazione alle virtù deve portare alla capacità del rischio nella forma più nobile quale il dono di se all’altro, nel bene. Qui avviene la trascendenza del comportamento dell’uomo militare che va oltre la mera professione”.

Richiamandosi alla professoressa Ducci, fra le più grandi filosofe dell’educativo della seconda parte del secolo scorso, scomparsa tre anni or sono, che lo ha guidato in un percorso culturale e morale, concludeva con la frase: “il rischio diviene bello se la speranza è grande”.

Alla redazione di GrNet.it Ciavarelli ha espresso alcuni pensieri personali non disgiunti dai suoi impegni professionali: «in questi anni di delegato Cocer, nei quali ho dato tutto me stesso per la dignità  del personale rappresentato, a volte purtroppo, i riconoscimenti verso il personale rappresentato si sono espressi solo in poche decine di euro. Sentivo, per questo motivo, il bisogno di dare un senso vero e profondo alla vita professionale e trasmetterla ai colleghi e non  solo. Il  militare in genere, per il futuro, avrà sempre più bisogno di una nobiltà d’animo sia all’interno dell’organizzazione di per sé complessa, che verso la società civile, per prepararci alle maggiori responsabilità che la nazione ci chiede».

«Anche il più consistente degli aumenti – sottolinea Ciavarelli – non basterebbe mai a compensare l’esercizio di quelle virtù che i militari devono esprimere. Ai pesanti tagli economici, che tendono a far sentire il militare non considerato dalle istituzioni, si deve far fronte innanzitutto con una forza interiore non comune nel considerarci sempre al servizio degli altri. Specifici perchè persone sempre più generose verso la Patria e i suoi cittadini, non perchè sempre più penalizzati dai limiti dei regolamenti, dei precetti e ordinamenti che comunque è necessario che ci siano nella giusta misura».

«Nella circostanza – ha concluso Ciavarelli – devo esprimere un riconoscente pensiero ai numerosi intervenuti alla presentazione del libro, in particolare agli autorevolissimi relatori. Inoltre, non pensavo di meritare l’attenzione dimostratami dal Sig. Capo di Stato Maggiore della Difesa, con la lettera inviatami personalmente. Con il generale Camporini c’è sempre stato un confronto costruttivo e leale per questo gli sono personalmente riconoscente perché, anche questa volta, ha dimostrato una onestà intellettuale esemplare per tutti i militari”.

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