Morirono in 700 su un barcone affondato: la Marina avvia il recupero dei corpi

immigrazione-relitto-800-mortiRoma, 29 giu – Su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono iniziate nello Stretto di Sicilia le operazioni di recupero dei corpi dal peschereccio inabissatosi il 18 aprile scorso con circa 700 persone a bordo.

Lo rende noto lo Stato Maggiore della Marina

Il relitto, come si ricorderà, fu ritrovato a circa 85 miglia a nord est delle coste libiche ad una profondità di 375 metri, grazie alle strumentazioni sonar ed il mezzo subacqueo Gigas in dotazione ai cacciamine Gaeta e Vieste, inviati a seguito dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Catania.

Le operazioni di recupero dei corpi adagiati sul fondo, nelle vicinanze del peschereccio sono affidate alla Marina Militare che opererà con il cacciamine Gaeta, una unità navale da ricerca costiera – nave Leonardo, e nave Gorgona come unità di supporto oltre ad un team del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) di COMSUBIN.

Il recupero sarà effettuato con l’utilizzo dei veicoli a comando remoto in dotazione al Gruppo Operativo Subacquei in grado di intervenire a quote profonde.

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