Marina militare: presentato il “Rapporto 2012”, riforma per sfide del futuro

marina-militare-naviRoma, 25 gen – ”Consapevole della necessità di fare la sua parte per superare la crisi che ha colpito il Paese”, la Marina Militare ”ha interpretato questo momento come uno stimolo per dare nuovo impulso all’opera di continua razionalizzazione che un’organizzazione seria e responsabile deve permanentemente condurre. La ristrutturazione avviata ci consegnerà una Marina di dimensioni proporzionate alle ridotte disponibilità economiche, ma intatta nella sua adeguatezza e nella sua efficienza”.

E’ uno dei passaggi significativi del “Rapporto 2012“, la pubblicazione annuale della Marina Militare che oltre a tracciare un bilancio dei risultati conseguiti, racconta l’attività svolta al servizio del Paese. Il documento rientra tra gli ultimi atti firmati dall’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, capo di stato maggiore della Marina, che da giovedì 31 gennaio assumerà l’incarico di capo di stato maggiore della Difesa, lasciando – lunedì – all’ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi il ruolo di vertice della Marina. Il Rapporto, tratteggia anche la ristrutturazione che la Marina ha avviato nel 2012, che comporta una sensibile riduzione dell’organico e della flotta oltre a una radicale rivisitazione della struttura organizzativa. Ristrutturazione che, negli anni, ci consegnerà una Marina più snella, ma agile e all’altezza delle sfide del futuro. ”Si tratta di un cammino lungo, complesso e difficile – si legge ancora nel Rapporto – per compiere il quale la Marina dovrà fare una volta di più affidamento sulla motivazione e sulla professionalità dei suoi uomini e delle sue donne. Il successo – viene sottolineato nel documento – dipenderà dunque in gran parte dalla capacità di rispondere in maniera adeguata alle loro legittime aspettative”.

La prosperità del Paese dipende in larga parte dal libero uso del mare

sea-harrierNel “Rapporto 2012″ si sottolinea come ”la crisi che ha contagiato la quasi totalità delle economie del pianeta” abbia interessato ”in modo significativo anche il nostro Paese, imponendo ai cittadini scelte difficili e spesso dolorose e spingendo il governo a varare misure straordinarie, provvedimenti che per le Forze Armate si tradurranno in una sensibile contrazione dello strumento e nell’opportunità e necessità di ristrutturare e razionalizzare l’organizzazione. Per contro, la stabilità del sistema internazionale è stata scossa da numerose situazioni di crisi”. ”Non solo l’Afghanistan – prosegue il documento – che ci vede da diversi anni impegnati in prima linea assieme ai nostri alleati del mondo occidentale, ma anche i fenomeni pirateschi, il ravvivarsi della crisi israelo-palestinese, le scosse d’assestamento successive al risveglio arabo e le numerose dispute territoriali che coinvolgono le potenze navali emergenti dei Paesi BRICS, focalizzata in particolare nell’Oceano Indiano. Il quadro complessivo è dunque affetto da grande incertezza e questo è particolarmente sensibile per un Paese come il nostro, che è un attivo e convinto promotore della stabilità internazionale e della pace e che su di esse basa la propria prosperità”. ”La marcata vocazione marittima dell’Italia – rimarca il “Rapporto 2012″ – le caratteristiche della nostra economia, le dimensioni del fabbisogno d’energia, la necessità vitale di accedere liberamente ed in maniera competitiva ai mercati mondiali, assieme alla complessità ed all’impressionante reattività delle interazioni globali, sono elementi di un sistema assai delicato e articolato, che contengono fattori di grande vulnerabilità e che richiedono quindi grande attenzione, lungimiranza e saggezza”. ”In questo difficile scenario”, conclude il documento, ”la Marina continua a concorrere efficacemente alla salvaguardia degli interessi italiani, ovunque questi siano minacciati”.

Nel rapporto si cita anche il caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri imbarcati a protezione del mercantile Enrica Lexie: ”un caso giuridico complesso – si legge – che pone una pesante ipoteca sul ruolo e la tutela dei nostri militari in missione all’estero”.

L’organico sarà ridotto di 7.000 unità

L’organico della Marina militare nell’arco di dieci anni – si legge inoltre el rapporto – passerà da 34mila a 27mila uomini, per “effetto combinato” della legge delega della Difesa e di quella inerente la cosiddetta spending review. “Per evitare scompensi” il processo di riduzione dell’organico “dovrà necessariamente svolgersi con gradualità: oltre a diminuire il numero complessivo del personale, sarà anche necessario equilibrarne la distribuzione nei diversi ruoli (ufficiali, marescialli, sergenti e marinai), modulando opportunamente gli arruolamenti”.

La riduzione dell’organico “inciderà anche sul personale civile della Difesa, che svolge un ruolo fondamentale in incarichi ad elevato contenuto specialistico, sia nel settore amministrativo che in quello degli arsenali. Si tratta di misure dolorose ma necessarie, nella consapevolezza di dover contribuire attivamente al superamento della crisi, nell’interesse del Paese”. Per adattare a queste nuove condizioni la struttura, “gli arruolamenti sono già diminuiti, tanto che la presenza effettiva è scesa alla fine del 2012 a quota 31mila militari”. E’ stato avviato “un processo di ristrutturazione profonda e radicale, che darà vita ad un’organizzazione più snella e reattiva. Anche le nuove navi sono state pensate per contenere i numeri del personale imbarcato, tanto che quelle recentemente entrate in linea e quelle del futuro sono progettate per essere condotte da equipaggi inferiori anche del 40% rispetto a quelle di cui stanno via via prendendo il posto”.


Marina Militare – Rapporto della Marina 2012

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